Teresa Pelos Eroe del nostro tempo

APR
17

Teresa Pelos un esempio di come una persona può cambiare il mondo

Ho incontrato Teresa Pelos l’altro ieri. Gentilmente mi ha concesso di intervistarla per il nuovo libro “Cuore Venetoche uscirà il prossimo Natale.
Non voglio anticipare i contenuti dell’intervista che pubblicherò integralmente nel libro con il solito metodo dei codici QR già sperimentato nella prima edizione +Cuore Veneto Codognè Treviso  .

Conosco Teresa Pelos da tanti anni. L’ho conosciuta attraverso i miei genitori Narciso e Maria Teresa quando condon Mario Dall’Arche trascorrevano l’estate a Palughetto, la casa di vacanze in Cansiglio. Ricordo il caro figliolo, Benedetto, che frequentava il Seminario di Vittorio Veneto che le è stato strappato a soli 15 anni dalla Leucemia. Una cosa terribile.

                                                         Con il caro figliolo Benedetto

Teresa è riuscita a convogliare il suo dolore, a trasformarlo in una forma di “rabbia positiva” e ha deciso di dichiarare guerra a quella terribile malattia. Lo ha fatto in questi ultimi 28 anni  nell’ AIL spendendo ogni minuto per migliorare le condizioni dei parenti e famigliari di chi, colpito dl morbo doveva stare vicino ai propri cari. Lo ha fatto raccogliendodieci milioni di Euro che sono stati tutti destinati all’acquisto di macchinari,alla ricerca, al miglioramento delle condizioni dei degenti e a tante iniziative volte a sconfiggere il male che le aveva strappato l’unico figlio.

La prova di quello che una persona che io definisco “Eroe del nostro tempo”puo fare nella comunità dove vive per cambiare le cose in meglio. Siamo troppo abituati ad aspettare che siano gli altri a cambiare le cose. Quando ci accorgiamo (parafrasando una vecchia canzone) che “Gli altri siamo noi” ci rendiamo conto che ognuno di noi ha il suo peso se si mette al servizio della comunità dove vive. Cosa certo non facile ai nostri tempi. Non è più come cinquant’anni fa, quando esisteva la solidarietà e l’amicizia e i valori fondamentali della nostra società non venivano calpestati continuamente. Quando i crocifissi e le preghiere in classe, i presepi ed i simboli della nostra cultura Cristiana e Contadina non venivano messi in discussione, anzi, erano parte integrante dell’educazione impartita ai nostri figli.

Ecco perchè l’esempio che traspare dalla vita dedicata a una missione così importante come quella di Teresa Pelos deve essere raccontato, non solo in un post come questo, in un blog visto solo da poche centinaia di persone al giorno, ma andrebbe portato nelle scuole, per far capire ai nostri bambini che si affacciano alla vita dell’importanza di un coinvolgimento personale, di una lotta che anche se fatta da un solo individuo può portare a dei seri cambiamenti nella società in cui viviamo.

Quando ho chiesto a Teresa Pelos se le istituzioni e lo Stato l’abbiano mai aiutata, mi ha guardato e con il suo sorriso ha risposto alla domanda. Ha sempre fatto tutto da sola, ovviamente con l’aiuto di un piccolo esercito di volontari sparsi in tutta la Regione, quando si trattava di vendere le uova di Pasqua o le stelle di Natale per raccogliere fondi.

                                      Teresa Pelos con il sindaco di Codognè Roberto Bet
Ha incontrato Papa Wojtila, il Presidente Ciampi che le ha conferito la medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica. Quando le chiedo quali siano state le persone che le hanno lasciato un segno particolare nel corso della sua vita mi dice ” Tutti quei malati che ho accompagnato all’ultimo momento della loro vita, cercando di rendere quanto più possibile il loro trapasso sereno…. mi sono accorta che nella vita la preghiera migliore e più accettata da Dio è l’offerta del proprio dolore”

                                                     Teresa Pelos con Papa Wojtila
Adesso Teresa Pelos ha lasciato la guida dell’ AIL e finalmente riuscirà a dedicare un po di tempo a se stessa ” A sistemare tutte quelle cose che non ho avuto il tempo di fare quando ero impegnata con l’AIL; i miei affetti, i figli dei miei nipoti, e rispondere al telefono perchè la gente continua a chiamarmi chiedendomi una parola di conforto che io non nego mai”

                                          Medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica
E’ difficile pensare a una Teresa Pelos “Pantofolaia” e sono sicuro che nel silenzio e nella tranquillità della sua
onorabile terza età saprà sicuramente continuare a dare un senso speciale alla propria vita, ma soprattutto a quella degli altri, come ha sempre saputo fare. Grazie Teresa per il suo grande esempio.

                                      Teresa Pelos all’ingresso della sua casa a San Fior

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