Mons. Parolin ” Non è un buon cristiano chi dice no all’accoglienza dei Migranti”. Ma la Chiesa dov’è? e L’EU?

Non è nel mio stile attaccare o criticare l’operato della Chiesa, tuttavia voglio rispondere A Questo articolo che ha pubblicato +Famiglia Cristiana  ieri su Facebook dove si leggono le parole del Segretario di Stato Vaticano Mons. Parolin ” Non è un buon cristiano chi dice no all’accoglienza dei Migranti”.


Sono daccordo.I migranti vanno aiutati. Quelli che sono già in Italia dovrebbero essere smistati equamente tra i 28 Paesi dell’Unione Europea (Unione?) con l’aiuto dell ONU. 


E’ un Esodo Biblico, non una semplice migrazione, e come tale dovrebbe essere trattato e considerato. Ognuno dovrebbe fare la propria parte in questa operazione umanitaria. Mentre in Nepal è iniziata la gara di solidarietà per soccorrere la popolazione colpita dal terribile sisma del 25 Aprile, per quello che riguarda I Profughi in arrivo dalla Libia la Comunità Internazionale sembra avere meno interesse, come se ci fossero due pesi e due misure.

Salta ovviamente agli occhi l’estrema differenza tra le due emergenze. 4000 morti e migliaia di dispersi attirano molto di più l’attenzione della solidarietà, mentre le centinaia di morti nel Canale di Sicilia passano quasi inosservate ma goccia dopo goccia assumono la valenza di una vera e propria catastrofe umanitaria.

Venti, Trenta mila. Chissà quanti barconi non verranno mai conteggiati in questa contabilità di morte che non accenna a fermarsi.

Per ritornare al discorso iniziale, la mia prima risposta all’articolo di Parolin è stata questa

:”A me spiace vedere colonie e scuole private nel Veneto che potrebbero accogliere migliaia di profughi e vengono tenute chiuse.La Chiesa in questo senso predica bene ma razzola male. Perchè non vengono usate queste case e strutture chiuse per ospitare i profughi nello spirito materno della Chiesa? Qualcuno me lo spieghi.”


Troppe contraddizioni. Da una parte abbiamo questo Meraviglioso Papa Francesco che con il suo esempio ci regala ogni giorno un’immagine rinnovata della Chiesa come l’aveva intesa Gesu’ ed il Poverello d’Assisi, dall’altra parte abbiamo una Chiesa che gestisce un patrimonio immobiliare spaventoso ma è restia ad “aprire le porte” di immobili che potrebbero veramente ospitare migliaia di profughi. 


Questo non significa che TUTTI i profughi debbano essere accolti dalla Chiesa,  perché allora , visto che ilVaticano  è uno Stato non accoglie un certo numero di profughi in queste strutture?


Vero che la Chiesa si muove anche attraverso le tante organizzazioni al suo interno, come la Caritas tuttavia un “segnale” diverso non guasterebbe. Inutile pontificare dando poi l’impressione di “lavarsi le mani” . 


E’ un po’ come dire al proprio vicino di casa “Perché non ospiti qualche profugo? Non sei un buon Cristiano” mentre noi ci rifiutiamo di accoglierlo nella nostra .


Se la Chiesa dev’essere Madre, deve dare un esempio forte, e purtroppo agli occhi della gente comune questo non sta succedendo. La sensazione di una Chiesa che “Predica bene ma razzola male” è molto diffusa ultimamente e la situazione dei profughi, coniugata con il momento difficile di crisi economica non aiuta certo a rendere le cose più semplici.


Nel suo ultimo Tweet  dice “

 Questo vale per tutti noi, ma conoscendo lo stile di Papa Francesco sono sicuro che il monito sia rivolto anche ai Vescovi, ai Cardinali che Egli stesso in questi giorni ha “richiamato” ad essere più Pastori e meno Protagonisti.


Puntare il dito contro chi dice no all’accoglienza ai migranti non è certo la soluzione. Come ho detto all’inizio, sono d’accordo che questi disgraziati che lasciano il proprio Paese per cercare una vita migliore non vengano lasciati a se stessi, ma non è regalandogli il grano ed il pesce che li facciamo crescere, sarebbe forse più opportuno insegnare loro come piantarlo il grano e come costruire una rete per pescare. In altre parole, risolvere il problema laddove nasce, nei Paesi di origine, prima che salgano sui “barconi della morte”. Gli Italiani NON sono razzisti e tanto meno i Veneti, gente da sempre abituata a fare la valigia per partire per altre terre. La fatica più grande in questo momento Storico e Delicato del nostro Paese, è quella di fare capire all’Italiano medio il perché dobbiamo essere noi Italiani ad accollarci il “Problema Profughi” da soli mentre il Primo Ministro Inglese dice In questo articolo Vi aiutiamo con le navi ma i profughi non li vogliamo” o la stessa Comunità Europea  è velocissima nel triplicare i fondi da mettere a disposizione per evitare ulteriori tragedie del mare (fondi che andranno a finire in tasche poco pulite probabilmente fomentando ancor di più il traffico umano) ma è restia a trovare una VERA soluzione che impedisca a questa povera gente di imbarcarsi in quelle barche che diventano come delle “roulettes russe”. L’Unione Europea fa la figura di Pilato, lavandosi le mani sporche di sangue accontenta il popolo, senza tuttavia risolvere nulla.


La soluzione, anche se è molto problematico risolverla in Libia, va risolta proprio li, con un “corridoio umanitario” creato (dall’inesistente ed inetto) ONU in modo da convogliare e distribuire equamente il numero dei profughi in tutti i 28 Paesi. Allora ci accorgeremo che in fondo gli Italiani NON sono razzisti e che il problema si risolve solo affrontandolo con uno spirito di Comunità Internazionale, non scaricando i barili delle responsabilità tutti su un’unico Stato (l’Italia). Se gli Italiani non sono razzisti, tanto meno lo sono i VENETI, però, chi dovrebbe per primo dare l’esempio lo faccia, e contribuisca a disinnescare la tensione sociale che tale problema porta con se.



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