Brexit Docet. L’alternativa è possibile.

Il voto della Gran Bretagna sull’uscita dall’Europa arriva come una doccia fredda nei palazzi di Bruxelles, dove non era prevista una vittoria del si.

La cosa più bella di tutto questo è sicuramente il fatto che è stato il popolo (anche se di stretta misura) a decidere sull’uscita e questo è un bell’esempio di DEMOCRAZIA. Quanto dovremo aspettare noi, popolo bue tartassato dalla crisi e dalle tasse di un governo che non abbiamo votato per godere degli stessi diritti degli Inglesi?

Il voto dell’Inghilterra avrà certo delle ripercussioni e non è facile prevederle. Quello che mi auguro veramente è che il tanto paventato “effetto domino” si realizzi veramente e venga a crearsi un gruppo di Stati dissidenti che non vogliano essere conformi alle direttive Franco Tedesche visto che è di questo che si tratta.

L’alternativa è quella di creare un’alleanza tra gli stati che non vogliono subire i dettami e le regole di un’Europa che non tiene assolutamente conto delle micro realtà che in Italia, come in altri Stati europei hanno da sempre rappresentato l’eccellenza e tendono ad essere spazzate via da una globalizzazione sponsorizzata da banche banchieri e burocrati arricchiti con l’avvento dell’Euro.

La paura che si inneschi un processo di autodistruzione assomiglia più alla volontà di addossare al popolo il senso di colpa che disinneschi l’effetto domino di cui si parla tanto. Come vivevamo prima di far parte dell’europa di oggi? Sicuramente meglio. Come vivevamo prima dell’introduzione (a supposta) dell’euro? Sicuramente meglio. E allora? Cosa stiamo a fare dentro ad un club che non sa avere una politica internazionale unitaria e non riesce a prendere decisioni importanti come nel caso dell’esodo biblico in corso da alcuni anni.

Riprendiamo la nostra autonomia. Il modello federale USA ha sempre funzionato bene, perchè non applicarlo?

Tutti i cambiamenti dovrebbero in ogni caso passare attraverso una consultazione popolare e se questo non è possibile significa che non viviamo in una democrazia ma bensì in una dittatura che ha la faccia di coloro che ogni giorno ci sciorinano discorsi facendoci credere che tutto stia andando bene.

La speranza è che Renzi ed il suo scellerato governo che ha piegato la povera gente sotto il peso di tasse tra le più alte al mondo decida di andarsene ad ottobre. Dubito che lo farà, anche se vincerà il NO. Di certo dal voto degli Inglesi il nostro Primo ministro (che parla la lingua di Shakespeare come un goffo anatroccolo da cortile) dormirà sonni meno tranquilli. Ed è giusto che sia così.

Quello che chiede il popolo è solo di poter esprimere la sua opinione e di vivere una vita tranquilla senza l’ossessione di nuove tasse e di soprusi da parte degli studi di settore o di equitalia. Una vita serena che per adesso è garantita solamente a parlamentari e politici in carriera che con i loro stipendi faraonici rimangono una casta ben lontana da quelle che sono le esigenze del Paese e delle fascie più deboli e povere della nostra cara Italia.

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