Addio Grande Mauro. Ti sia lieve la terra!


 

 

Chissà se i giornali locali ti dedicheranno un articolo domani. Forse si, forse no. Nella tua breve ma intensa vita non sei stato  sindaco, né assessore né consigliere comunale. Non eri iscritto a nessun gruppo. Te lo scrivo io un articolo caro Mauro, dedicato con tutto il cuore a te che sei stato una persona semplice, che ha vissuto una vita semplice, piena di alti e bassi, di controversie, di battaglie combattute, vinte e perdute. Eri gentile e rispettoso degli altri. Forse sapevi che la vita ti stava scorrendo veloce tra le dita, ma avevi scelto tu come viverla, alla tua maniera, senza rompere le balle a nessuno. Al bar del Maxi oggi il clima è triste, quasi avessero tolto una delle colonne portanti. Quando scendevo dall’auto eri il primo a salutarmi. A volte mi fermavo a scambiare due chiacchere. Eri sempre di buon umore e sembrerà strano a tutti non vederti seduto con la sigaretta in mano a fare l’ennesima partita a scopa con gli amici. Tutti sapevano che non stavi bene, ma nessuno si aspettava che facessi un “check out” così veloce dall'”albergo della vita”.  Gli amici del bar hanno messo una cassetta di cartone dove vengono raccolte le offerte per regalarti domani, giorno dell’ultimo saluto un mazzo di fiori, per dirti che ti volevano e ti vogliono tutti  bene, che mancherai quando ci sarà la nuova partita a scopa, che mancherai ai tuoi figli, ai fratelli e alle sorelle, ai cugini, e alla tua mamma che con il cuore gonfio di dolore ti piange oggi, assieme a tutti quelli che hanno avuto l’onore ed il privilegio di conoscerti. Se i giornali non ti dedicheranno l’articolo che meriti, non importa. Molto spesso le persone più valide e meritevoli passano inosservate, solo perché la loro vita non ha visto i riflettori riservati spesso a chi si veste solo in apparenza con il vestito della “piece teatrale” che la vita richiede loro. C’è tanta ipocrisia, tanta falsità nel mondo d’oggi, e spesso sono coloro che dovrebbero dare l’esempio a cadere nella banalità di una vita spesa nell’egoismo e nel menefreghismo. Non è il caso tuo Mauro; con i tuoi limiti, le tue paure, la tua vita vissuta in salita ci hai insegnato che si può essere generosi, rispettosi, gentili e generosi,mostrando la nostra vera faccia, la nostra natura umana senza maschere ed ipocrisie. Sono sicuro che dal posto in cui sei ora ci stai osservando e magari ci aiuterai a farci passare il magone, perché tu eri così: semplice, rispettoso e generoso.amauro.JPG

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Searching for two soldiers (Jerusalem bus station 1991)


Cercando i due protagonisti della foto. Searching for the people in this photo.

Stazione degli autobus a #Gerusalemme 1991. Mentre fotografavo la gente che arrivava e partiva mi sono imbattuto in questa scenetta. Due militari Israeliani, un uomo e una donna che si sono trovati, abbracciati e baciati.

Non ho resistito e ho scattato questa sola foto. L’ho intitolata “the kiss”. Poteva essere intitolata in mille altri modi. Quello che salta agli occhi è il contrasto tra l’amore che i due ragazzi esprimono nel loro abbraccio e il mitra, strumento di morte, che penzola al fianco del ragazzo.
La #Terrasanta è un Paese meraviglioso che ognuno dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. Terra di contrasti, di amore, di odio, di pace e di guerra, di verdi campagne e di aridi deserti, dove tutto è il contrario di tutto ma dove si respira un’aria antica che riporta alle origini del mondo. MIgliaia di anni di Storia si fondono con le tre religioni monoteiste più importanti del nostro Pianeta.
L’ho visitata per tre volte, due a Natale ed una a Pasqua durante i miei reportages. Una sola cosa ho capito; per noi che arriviamo da fuori è inutile ed impossibile cercare di capire i sottili equilibri e le forze che governano i rapporti tra le persone che abitano questa Terra da millenni.
Giudicare può essere facile, ma anche ad un’attenta osservazione esterna possono sfuggire dei particolari,(sempre e comunque legati ad una storia millenaria) per cui è facile puntare il dito in una o in un’altra direzione in base a poche informazioni che spesso sono filtrate a beneficio di una o dell’altra fazione.
Ho visto tante cose, tanta sofferenza, tanta povertà, tanto amore e tanto odio. Tutto questo in un Territorio che è poco più grande di una Regione Italiana. Quello che resta a chi visita questo luogo “magico” sono le sensazioni indescrivibili a parole, i sapori, gli odori, la diversità delle sue genti e l’impressione di vivere dentro ad un racconto Biblico. #IoLeggoQuesto
FOR MY ENGLISH READERS
Bus Station in Jerusalem, 1991. While I was photographing the people who were arriving and leaving I came across this scene. Two Israeli soldiers, a young man and a young woman who found each other, hugged and kissed.
I could not resist and I took this single picture. I called it “the kiss”. It could be titled in a thousand other ways. What jumps to the eye is the contrast between the love that the two young soldiers  express in their embrace and the machine gun, an instrument of death, that dangles beside the young man
The #Terrasanta is a wonderful country that everyone should see at least once in their life. Land of contrasts, love, hatred, peace and war, green countryside and arid deserts, where everything is the opposite of everything but where you breathe an ancient air that brings back to the origins of the world. Hundreds of years of history blend with the three most important monotheistic religions of our planet.
I visited it three times, two at Christmas and one at Easter during my reportages. One thing I understood; for us that we come from outside it is useless and impossible to try to understand the subtle balances and the forces that govern the relationships between the people who inhabit this Earth for millennia.
Judging can be easy, but even a careful external observation can escape details, (always linked to a thousand-year history) so it is easy to point the finger in one or another direction based on little information that often they are filtered for the benefit of one or the other faction.
I have seen so many things, so much suffering, so much poverty, so much love and so much hatred. All this in a territory that is slightly larger than an Italian region. What remains to those who visit this “magical” place are the indescribable sensations of words, tastes, smells, the diversity of its people and the impression of living within a Biblical story. #IoLeggoQuesto

Merletti e Ingiustizie d’Italia 2017


Cent’ anni di merletti. Un’anziana signora a Burano.Fatela Senatore a Vita.Un’Arte che non deve morire.

Era un  giovedì il tre Marzo del 2016. Un giorno particolarmente speciale per me. Dopo aver letto di una centenaria di Burano che lavorava di merletto alla quale l’Isola dei Colori aveva dedicato una festa di compleanno, mi ero attivato per contattarla in modo da poterla intervistare. L’avevo subito considerata una specie di “monumento vivente” a quest’arte antica tipica dell’Isola dove Venezia ha visto i suoi primi insediamenti. Tra Torcello Burano e Mazzorbo era infatti nata la Venezia che più tardi, a causa della peste si era trasferita dove oggi la vediamo.

Il tre di marzo era il giorno prefissato per l’intervista. Alle 11.00 in una casa di merletti. svegliandomi presto mi resi conto che sarebbe stata una giornata in “salita”. Pioveva a dirotto e il vento sferzava alberi e arbusti facendoli volare dappertutto.In Cansiglio nevicò tanto quanto non avevo mai visto (vedi libro Cuore Veneto pag. 40) e molte famiglie rimasero al buio. L’inverno aveva dato l’ultimo pesante colpo di coda. Quando mia moglie suggerì di rinunciare viste le condizioni avverse del tempo, le risposi:”Solo il Padreterno potrà fermarmi”. Era un’occasione da non perdere a tutti i costi e dopo un’ora e mezza d’auto con la pioggia che scendeva violentemente a un angolo di quarantacinque gradi rispetto alla carreggiata, arrivai a Punta Sabbioni. Da lì a Burano con il mare in burrasca e poi nella casa di merletti dove arrivai in oraio per l’appuntamento con Emma Vidal.

Le foto, le interviste di quella giornata le troverete a pagina 80 del libro. Fu anche il caso che mi portò con Emma a mangiare un buon fritto misto in una trattoria locale, e quì, alla fine del pranzo, la signora mi indicò un signore seduto alla stessa nostra tavola dicendomi “Quello sì è un artista..”  Mi rivolsi verso di lui (aveva solo ascoltato fino a quel momento) e cominciammo a discorrere del più e del meno. Quando capii che era il migliore maestro d’ascia della Laguna Veneta Agostino Amadi, lo intervistai e parlammo come dei vecchi amici per un paio d’ore (vedi libro pag.84-85)

Burano 1 Luglio 2017-  Questa la data che l’associazione culturale di Burano ha fissato per la presentazione del mio libro Cuore Veneto- Interviste e storie della nostra gente-  Siamo partiti da Codognè alle 8:00. In 46 hanno deciso che la “gita” a Burano valesse la pena di essere fatta. Tra i partecipanti il sindaco Roberto Bet, la vicesindaco Laura Busiol, l’assessore Giorgio Moras e la mia relatrice preferita senza la quale non oserei mai presentare il mio libro, la dott.ssa Lisa Tommasella che con il suo modo chiaro, cristallino e competente riesce sempre a farmi pensare: “Ma è proprio di me che sta parlando?” e allo stesso momento riesce a commuovermi per le belle parole che spende sempre per i miei libri. Libri che ho scritto sempre con un grande affetto per la nostra meravigliosa regione che ho sempre amato e che oggi amo ancora di più in vista del referendum del 22 ottobre che spero vedrà il Veneto muovere i primi passi importanti verso quell’ Autonomia che ci permetterà come Trento e Bolzano di trattenere sul territorio i nove decimi dei VENTIDUE miliardi di Euro che ogni anni versiamo allo Stato, ma questa è un’altra storia.

La storia di sabato è quella di una allegra compagnia  di Codognesi che dopo un viaggio di due ore si ritrovano in un battello da Treporti a Burano, sbarcano nell’isola dei colori e dei merletti e vengono accolti con un entusiasmo ed un calore tipici della gente di quì in un meraviglioso giardino fiorito con fontane di proprietà della Bottega di http://www.martinavidal.it. Una casa di merletti favolosa a pochi passi dall’attracco del vaporetto.

Seduta all’ombra di un albero c’è la signora Emma, che in compagnia della signora Vitturi (premiata a Milano per la sua arte del merletto) muovono silenziosamente e rapidamente le mani tessendo quella meravigliosa Arte del Merletto di Burano che da centinaia d’anni passa di madre in figlia, da zia a nipote, perpetrando così nei secoli una delle peculiarità del nostro territorio che andrebbe non solo salvaguardata ma eventualmente introdotta come materia di studio tanto grande è la sua importanza.

Antichi mestieri e lavori artigianali che non possiamo rischiare vadano perduti. Risorse umane incredibili come la signora EMMA VIDAL che dovrebbero essere preservate come dei “monumenti viventi” dallo Stato, vengono invece trattati con sufficienza. La signora EMMA mi raccontava la volta scorsa che le avevano tagliato 100 Euro dalla pensione mensile.

A parte il fatto che una persona così e di questa età dovrebbe essere fatta “senatore a vita” per il suo contributo alla cultura del nostro Paese, non trovo assolutamente opportuno che le vengano decurtati CENTO euro dalla pensione, ma dovrebbe esserle corrisposto un vitalizio che le permetta di vivere gli ultimi anni della sua preziosa esistenza con grande decoro e dignità. Faccio quindi appello a tutte le autorità competenti perchè alla SIGNORA DEL MERLETTO venga riconosciuto lo status che si merita
che a mio avviso dovrebbe essere il più alto previsto dalla nostra Costituzione. Questo premierebbe la sua semplice e onorata vita passata giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, aggrappata a quel sottile filo che ha tessuto sperando di tenerlo in vita con grande tenacia e determinazione.

La “marcia in più” di Luca Zaia


Una storia che i media non racconteranno mai alla quale mi è capitato di assistere domenica mentre  LUCA ZAIA, presidente della regione #Veneto si stava recando a piedi verso il punto di partenza della sfilata dell’Adunata degli Alpini a Treviso. L’anziana signora lo vede transitare sotto la sua finestra e lo chiama :“Presidente, presidente..” Zaia si ferma alza la testa e in dialetto Veneto saluta. “Ho un problema grosso da risolvere” e il presidente della regione Veneto risponde:: “Cosa posso fare per lei?”
La signora accenna ad un problema logistico legato al suo trasferimento in una struttura ospedaliera lontana 30 chilometri da Treviso per delle cure. Luca Zaia le risponde dicendo: “Non è giusto che lei debba andare così lontano per farsi curare, siamo in #Veneto una delle regioni leader a livello mondiale per la sanità. Ha carta e penna signora?”
La signora annuisce e mentre rientra dalla finestra il presidente attende pazientemente che si riaffacci alla finestra con carta e penna. Le detta un numero che invita a chiamare lunedi rassicurando che si prenderà cura del suo caso. La signora lo saluta felice e Zaia continua il suo percorso verso l’inizio della sfilata dove lo attendono migliaia di persone lungo tutto il percorso ringraziando e applaudendo un leader che si riconosce anche in questi piccoli gesti quotidiani che fanno capire  di che stoffa sia fatto il presidente più amato nella storia del Veneto.

 

 

Ecco nel video quì sotto Luca Zaia che sfila al rallentatore per le vie di Treviso salutato da una folla osannante. (il video va guardato senza volume preferibilmente)
guardate il video SENZA VOLUME

Chi ha inventato la Chiocciolina delle email?


Chi ha inventato la Chiocciolina delle email? I mercanti Veneziani naturalmente, però Fibonacci nel 1200…

Chi l’avrebbe mai detto? La chiocciolina che è diventata il simbolo delle email non è niente di nuovo e appare nella storia già nel ‘500 quando i mercanti veneziani lo usavano nelle loro contrattazioni come riportato da  Questo articolo della “Repubblica”

 La chiocciola, tracciata esattamente con quello stilema compare in alcuni scritti del ‘500. Sono scritti commerciali, lettere mercantili. E sono italiani. Veneziani, per essere precisi. Come, dalla fiorente economia della Serenissima, passando attraverso l’impero navale inglese e sfiorando il mondo arabo e la Spagna, la chiocciola sia sbarcata su Internet, è un viaggio che ha scoperto Giorgio Stabile, docente di Storia della scienza dell’Università “La Sapienza” di Roma.

  

Alla fine però forse è stato il “vecchio” FIBONACCI con la sua sequenza ad essere il primo a spiegare che in pratica tutto il nostro universo è formato da una sequenza di numeri che poi tradotta in disegno rappresenta una chiocciola presente in tutte le forme vitali, dalle conchiglie agli alberi, dai fiori al sistema solare. Era inevitabile allora che la “chiocciolina” dell’email assumesse questa forma e continuasse nel futuro un processo iniziato dalla notte dei tempi.

La chiocciola dell’email i Veneziani e Fibonacci cosa hanno in comune?


MAY
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Chi ha inventato la Chiocciolina delle email? I mercanti Veneziani naturalmente, però Fibonacci nel 1200…

Chi l’avrebbe mai detto? La chiocciolina che è diventata il simbolo delle email non è niente di nuovo e appare nella storia già nel ‘500 quando i mercanti veneziani lo usavano nelle loro contrattazioni come riportato da  Questo articolo della “Repubblica”

 La chiocciola, tracciata esattamente con quello stilema compare in alcuni scritti del ‘500. Sono scritti commerciali, lettere mercantili. E sono italiani. Veneziani, per essere precisi. Come, dalla fiorente economia della Serenissima, passando attraverso l’impero navale inglese e sfiorando il mondo arabo e la Spagna, la chiocciola sia sbarcata su Internet, è un viaggio che ha scoperto Giorgio Stabile, docente di Storia della scienza dell’Università “La Sapienza” di Roma.

  

Alla fine però forse è stato il “vecchio” FIBONACCI con la sua sequenza ad essere il primo a spiegare che in pratica tutto il nostro universo è formato da una sequenza di numeri che poi tradotta in disegno rappresenta una chiocciola presente in tutte le forme vitali, dalle conchiglie agli alberi, dai fiori al sistema solare. Era inevitabile allora che la “chiocciolina” dell’email assumesse questa forma e continuasse nel futuro un processo iniziato dalla notte dei tempi.

Suicidi e giornalismo Vergogna!


DEC
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La vergogna del giornalismo Italiano- suicidi (di minori) in prima pagina- J’accuse (ancora e ancora e ancora)

Non so a chi spetti la decisione di sbattere in prima pagina una notizia come questa Si impicca a dodici anni nel +Gazzettino . Stiamo veramente andando tutti fuori di testa? Faccio appello all’ +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  affinchè questa “barbarie” finisca.

Lo avevo già scritto in Questo Post e continuerò a scriverlo.

Se non la smettete pubblicherò e manderò all +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  le foto di un adolescente che si è impiccato una trentina d’anni fa in provincia di Treviso (mi capitò di arrivare sul luogo prima dei Carabinieri) così vediamo se vi passa la voglia di pubblicare certe notizie dalle quali siete lontani anni luce.

Non si può scrivere una notizia così, con dovizia di dettagli (e conseguente rischio di emulazione) specie quando si tratta di un giovane adolescente. Basta con il giornalismo fatto di questi fatti “stupefacenti” al solo fine di vendere le copie che compreranno le “betoneghe” di quartiere. Diritto di cronaca?  E se fosse TUA figlia? TUO figlio? TUO nipote? il TUO migliore amico?

I media Anglosassoni da anni si rifiutano di riportare queste macabre notizie che altro non fanno che deprimere l’umore di chi legge e di chi ne è rimasto vittima diretta o indiretta.

J’accuse! Vergogna a tutti i giornalisti che si prestano a questa macabra roulette. E’ ora DI CAMBIARE STRADA.

Il giornalismo non è questo!

Il “Leonardo del legno 2.0” Mattia Gardenal


Ieri è venuto a trovarmi un amico che mi piace definire “Il leonardo del legno 2.0” .Mattia Gardenal. Un Artista veramente 2.0, innovativo e sempre alla ricerca di cose nuove è riuscito a costruire delle macchine di legno che all’inizio si ispiravano al movimento dell’albero a camme (quello che fa muovere le nostre auto ). oggi Mattia si è spinto molto più  oltre e con l’ausilio di sensori applicati al movimento del legno è riuscito a fare in modo che muovendosi, le sue creazioni producano un suono, dei suoni. Ne risultano delle composizioni articolate e originalissime, postmoderne e ritmate che troveranno senz’altro spazio nel mondo dei più giovani, ma non solo; visitando la pagina Beat Engine su Facebook dove Mattia Gardenal  ci aggiorna sui progressi delle sue creazioni, troverete un clip dove la sua musica viene applicata ad un Cortometraggio futuristico.

Mattia è stato veramente gentile a farmi dono di una delle sue prime creazioni; una barchetta che si muove tra le onde di legno dalla quale ero rimasto affascinato durante una manifestazione alla quale aveva partecipato a Roverbasso di Codognè qualche anno fa.

Vista la sua bravura gli avevo subito chiesto se potevamo fare un’intervista per potermi rendere conto più da vicino del suo enorme potenziale. Gentile come sempre me l’aveva concessa e ho deciso di inserirla all’interno del mio prossimo libro Cuore Veneto.Interviste e storie della nostra gente. Mattia vive e lavora nella nostra provincia ma è oriundo di Cimetta di Codognè.

Rimango solo in attesa di vederlo riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per le sue creazioni muscali e lignee.Non ci vorrà molto. E sarà una grande gioia.

Taxi Driver A Venetian in Miami


http://www.youcanprint.it/component/option,com_chronoconnectivity/Itemid,352/

My book finally is an ebook in English: Taxidriver A Venetian in Miami Is a true story11059775_992288257502532_9064099305045590608_n

This is a true story. The story of a country boy who wants to travel to know, to understand, to learn and confront himself with the world and its people. He lives his hometown of five thousand nested in the province of Treviso, in north eastern Italy on the day he turned twenty three, and flies to the USA , Florida, Miami. He wants to know the way of life, the trends, the curious habits of its people.

 

The initial enthusiasm clashes with the hard reality of the search for a job.

 

Six months in America and the tourist visa expires and our hero goes into hiding and that’s when the real story begins. Like a small eagle out of his nest for the first time, trying the thrill of flight. He must look out for the winds, the rocks, the predators.

 

I always believed in my dreams. The most wonderful adventure that can happen in a person’s life is to have a dream and see it happen. Life becomes a path designed to reach the goal. The choice of following your own dream comes with a price tag though. You must be willing to endure some sacrifices. It is like climbing a mountain one step at the time, without turning around to check on the road already travelled  but looking ahead to the road that lies ahead . Those who have hiked a mountain’s trail know that. It doesn’t pay to start the trail at a fast pace and having to stop ten minutes later to gasp for air. Many are the difficulties, as many are the satisfactions, the delusions and the successes .

The pleasure of climbing remains intact. The reward is the breathtaking view you’ll see upon reaching the top.

 

Photography and writing two equal and different ways of expressing your emotions and make them public so that everyone can benefit from them somehow.

 

The people, the street’s names, the places you will encounter in this humble book are all true. Nothing is invented, as reality often surpasses  the fantasy.

 

I did  so many jobs in my life that it would take a whole book just to describe them in full. Two were the jobs that helped me in realizing my dream : being a photojournalist  had me travel the world and getting to know it better, being a taxi driver has given me the opportunity to meet thousands of people and understand their emotions, dreams, fears, and  all the feelings that are part of human nature.

 

When people get in the taxi they feel they can open up as if they were  in a confessional or laying on  the “shrink’s” bed. They know that chances to meet again with that particular taxi driver are very slim. They know that by living and working on the streets you acquire a kind of “street wisdom” that is not taught in any school.

 

I had people crying, laughing telling me their stories in ten minutes, asking me for advice, cussing, smoking, using drugs, dressing, undressing, drinking passing out, counting money, trying to escape without paying or giving me huge tips, people trying to rob me and women who wanted to take me home. When I started my day as a taxi driver I always had the same attitude as if I was going to see a movie and the script  was unfolding right on the back seat of my Yellow Cab.

 

It was just a great feeling of freedom being able to pick the hours in which I wanted to work, the area where I wanted to work. Nobody was telling what to do, I was a young Italian working in a wonderful place, working hard  and having fun. What else could have I asked for?

 

 

You will find some of these stories , both about the photojournalist and the taxi driver that I tried to tell using simple words.

 

Fotografia Creativa. L’uso delle superfici riflettenti.


Quando frequentavo il Broward Community College di Fort Lauderdale, negli anni 80, una delle classi a cui mi ero iscritto e mi dava tanta soddisfazione era la classe di ARTE. Si parlava di pittura, di scultura, di fotografia. Ricordo che l’insegnante un giorno ci disse che “Per fare una bella foto, dovete girare, girare, girare attorno al vostro soggetto. Sembra banale, ma così facendo avrete la completa idea di quello che state ritraendo.” Verissimo. Provare per credere. Oggi parleremo delle superfici riflettenti. Mentre camminate per un bellissimo centro storico della meravigliosa penisola Italiana vi capiterà di vedere case, monumenti, castelli, scorci meravigliosi, e chissà quante altre bellezze. L’ultima volta che sono stato a Firenze per esempio, mi sono trovato di fronte al duomo. Quante foto sono state fatte a questo simbolo del Rinascimento Italiano? Milioni. Ecco che la creatività entra in gioco. Voglio e debbo fare una foto diversa, una foto che nessuno abbia mai fatto. Impossibile? In Fotografia nulla è impossibile.Bisogna però pensare alla luce come ad un pennello, e disegnare qualcosa di nuovo. Mi son guardato in torno ed ecco il mio aiuto; un’auto della polizia con un bel cofano blu rivolto verso la facciata del duomo.Ecco il risultato in questa foto

. Il duomo risulta riconoscibile e distorto.Una foto unica ed irripetibile.Questo è lo scopo della foto creativa; creare nuove immagini, soprattutto creare uno stile personale in modo che un’osservatore attento che veda quella foto possa dire: “Quella è una foto di Tizio, Caio, o Sempronio” senza bisogno che ci sia scritto sotto il nome. Le superfici riflettenti ci sono sempre. Un fiume, una pozzanghera,uno specchio, una vetrina, un paio di occhiali da sole,il cerchione di un’auto. Usateli, guardatevi attorno, aprite gli occhi ad altre forme non comuni.. Girate attorno alla chiesa, al castello, alla persona che volete fotografare, guardate in su, in giù a destra a sinistra, sopra e sotto. La luce è lì per voi, per essere usata. Che abbiate uno smarthphone o una fotocamera professionale non importa. Dovete scattare la foto. Ecco altri esempi: Treviso, una viuzza bellissima con una pozzanghera.La prima foto rende l’idea della via intera. La seconda scende nel particolare. Fate le due foto così potrete confrontare e discutere sull’uso delle superfici riflettenti.

Altro esempio.La peschiera di (www.villatoderini.it) fotografata in modo che il cielo vi si rifletta. In un secondo momento, ho girato la foto di 360 gradi ed ecco che il risultato fa sembrare che l’acqua sia il cielo stesso. Non è difficile vero? Basta pensarci.

Ed ecco una delle mie preferite: Burano. Le case coloratissime si riflettono nel canale. Se amate  la fotografia, se la passione per lo scatto vi brucia dentro, fatevi un regalo; una giornata a Burano vi risciaquerà l’animo e vi riempirà la testa di colori. Buona fotografia a tutti. SE volete chiarimenti o volete contattarmi per qualsiasi domanda scrivetemi a piodalcin@gmail.com

Perchè Venezia è tanto bella e tanto sporca?


Perchè Venezia è tanto bella e tanto sporca?

Post da Facebook: (http://goo.gl/ISQYDb Si parla tanto di Roma sporca e puzzolente. E Voglio Venezia pulita come un Museo ogni giorno? E Firenze? E’ ora di darsi una sveglia Brugnaro Sindaco adesso hai l’opportunità di fare veramente la differenza. Tutte le precedenti amministrazioni hanno fatto poco o niente per risolvere un problema (le scoasse) che continua da secoli. La soluzione sarebbe molto semplice, basterebbe avere la volontà di farlo. Assumere degli stewards come a Gardaland che tengano monitorata la pulizia minuto per minuto, ora per ora. Mancano i soldi? Fatelo con i volontari, con gli immigrati ma fatelo.Tutte le città Europee e nel mondo che non hanno nemmeno un centesimo dell’arte e della storia che abbiamo noi tengono le città pulite come dei gioielli, perchè proprio noi Veneti dobbiamo avere la città che potrebbe essere l’ottava meraviglia del mondo sporca come un cesso pubblico mai lavato? Se l’amministrazione comunale e la Regione Veneto non si muovono, il problema resterà sempre lo stesso. I milioni e milioni di turisti continueranno ad arrivare lo stesso, ma non sarebbe bello consegnare loro una città senza carte, bottiglie nei canali, deiezioni umane ed animali negli angoli? I have a dream, una Voglio Venezia Pulita sempre come un museo, ma credo che purtroppo resterà solo un sogno.

by pio dal cin. Codognè. Sono un “campagnolo” ma da quando ho memoria, amo Venezia. Ho imparato ad amarla molto di più conoscendola mentre nel lontano 1986 cominciavo a muovere i miei primi passi come reporter. Una nota Agenzia Fotogiornalistica con sede in centro mi dette la possibilità di partecipare attivamente agli avvenimenti che si svolsero negli anni sucessivi; dal Summit ai Pink Floyd, passando per la visita di vari statisti e personaggi celebri, alle Mostre del Cinema.

Mentre camminavo ogni giorno, per calli e campielli, ho avuto il grande privilegio di conoscere questa meraviglia che tutti ci invidiano. Milioni di turisti ogni anno da ogni dove, per vedere quello che noi Veneti diamo per scontato; le meraviglie di un museo unico al mondo, un museo galleggiante che non ha mai avuto replica in centinaia e centinaia di anni. Venezia è una sola. Venezia è Meravigliosa per gli occhi, per l’anima, per il cuore.

Venezia putroppo è sporca, molto sporca. Lo è sempre stata.

Inutile puntare il dito da parte dei residenti verso i turisti, o viceversa, questa diatriba inutile non ha mai portato a soluzioni concrete. La cacca c’è e va tolta. La puzza c’è e va tolta. Le immondizie ci sono e vanno tolte.

Chi ha avuto la fortuna di poter andare in certi parchi di divertimento come Gardaland o Disneyland, avrà forse potuto notare la presenza di parecchi “omini” o stewards addetti a tener puliti i luoghi che la gente frequenta.
comune
Eccoli con scopetta e pattumiera  ripulire ovunque il maleducato o il menefreghista  lasci cadere una briciola, un pezzo di carta, una sigaretta.

Con la crisi che attanaglia il paese, perchè il Comune, la Regionenon trovano il modo di assumere una cinquantina, un centinaio, un migliaio di questi stewards  che sparsi per calli e campielli facciano in modo che la città più bella del mondo sia ricordata da chi la visita anche come la più pulita?

Mi par di sentire la risposta: ” Non ci sono soldi”. Balle!

E anche se cio’ fosse vero, cari amministratori della città, carissimo Brugnaro forse basterebbe impiegare quei detenuti di piccoli reati che in cambio della libertà potrebbero permutare la loro pena in giorni di lavoro per la Comunità.

Bah.. Lo so, non cambierà niente. Ci hanno provato in tanti, a destra e a sinistra, senza risultato forse perchè e’ sempre mancata la convinzione di poter fare veramente qualcosa.

Io butto li questo mio sassolino, spero possa generare dei cerchi nell’acqua che possano un giorno portare ad una Venezia pulita e profumata; un sogno di mezza Estate…

Oderzo Perla del Veneto ispirazione per un fotografo di strada


APR
16

Oderzo Perla del Veneto. La sua gente le sue strade i bellissimi spunti per un fotografo di strada

Ieri in un gruppo al quale partecipavo su Facebook il moderatore ha postato un “Codice Etico per l’uso delle foto ” che ritraggono persone per strada. In queste ultime settimane mi ero permesso di pubblicare dei “candid shots” di gente presa così, mentre cammina per le strade di Oderzo. Precisando che se a qualcuno avessero dato fastidio avrei subito provveduto a rimouverle

Vengo spesso in questa bellissima cittadina del Veneto; mi rilassa la sua Piazza Grande ancora a misura d’uomo e ricordo anche le accese polemiche che ci furono negli anni 80 quando si paventò l’idea di renderla pedonale. Allora ero il fotografo del +Gazzettino  ed ho seguito la vicenda con passione. Sono felice che alla fine abbia prevalso il buon senso, regalandoci una delle più belle piazze della provincia di Treviso.

Una piazza che per un “fotografo di strada” come mi piace definirmi adesso è sempre una grande attrattiva.
All’inizio della mia carriera di fotoreporter d’assalto frequentavo luoghi più pericolosi. La guerra Serbo Croata mi ha insegnato che bisogna stare attenti alle mine anti uomo che sono verdi e sembrano dei grossi freesbee. L’Intifada in Israele mi ha insegnato che vivere o morire in certi casi è una questione di piccole decisioni prese in fretta, e così via.

Adesso sono tranquillo e ho famiglia. Le foto di guerra le lascio fare agli altri. Mi piace cogliere certi momenti nei quali la gente si ritrova anche così per caso come in questa foto fatta davanti al Duomo, dove due vecchi amici, un uomo e una suora si ritrovano per uno scambio di idee. Non ho ascoltato quello che dicevano ovviamente ma la loro conversazione era cordiale e genuina

Ho pubblicato decine, centinaia di foto come questa e non ho mai avuto nessun problema di Privacy o di ritorsioni legali per averlo fatto. Ho sempre pubblicato le mie foto usando un grande rispetto e puntualizzando (come ho fatto nel gruppo Facebook) che se avessero dato fastidio a qualcuno le avrei subito rimosse. I commenti sono stati tutti positivi e questo mi ha spinto a pubblicarne di nuove visto che incontravano il favore della gente di Oderzo. Fino a ieri, quando il moderatore ha deciso di insegnarmi cosa dovevo o non dovevo pubblicare. Ho deciso quindi di uscire dal gruppo e di pubblicare le foto della gente di Oderzo su questo blog e sul mio profilo Facebook (cercate se volete pio dal cin e mi troverete facilmente). Nel libro che ho pubblicato a dicembre +Cuore Veneto Codognè Treviso   “Codognè Cuore Veneto” (lo trovate nelle due librerie Opitergine) ho fatto un accenno alla bellezza della città di Oderzo. Nel prossimo volume in uscita a Natale ci sarà un’ampio spazio dedicato a questa “Perla del Veneto”. Ci saranno luoghi, scorci e personaggi. Se qualcuno si sentirà offeso dalle mie foto si accomodi pure e adisca a vie legali. Non accetto però lezioni di etica da nessuno e tantomeno da chi non è del settore. Per me la fotografia è stato e sarà uno stile di vita e una passione bruciante; un virus dal quale non sono mai riuscito a liberarmi. Non saranno le parole di un moderatore di un gruppo Facebook a farmi desistere a continuare a scattare e pubblicare le mie foto, come sempre nel grande rispetto di chi sto ritraendo. Non sono un Paparazzo, sono un fotografo di strada.

Riflessi sul cofano di un SUV in centro a Oderzo

Ieri al mercato…

Quando muoiono i bambini (250 fino ad oggi)


QUANDO MUOIONO I BAMBINI
Quando muoiono i bambini non vince nessuno, perdiamo tutti, noi, voi, gli israeliani,hamas, i palestinesi, il Genere Umano perde.
Non ho mai preso posizioni sulla guerra tra Israeliani e Palestinesi. Ho avuto la fortuna di andare in quei luoghi per ben tre volte durante l’Intifada degli anni 90. Le foto qui sotto si riferiscono a quel periodo. Come reporter ho sempre giurato nel mio cuore che mi sarei tenuto fuori da beghe politiche e dalla voglia naturale di prendere posizione per l’una o per l’altra fazione.E’ necessario che un reporter rimanga fedele alla sua neutralità, non per riuscire a far bene il suo lavoro, ma perchè secondo me lo impone un’etica che altrimenti rischierebbe di distorcere la realtà delle cose. In effetti, durante i miei tre reportages in Palestina ho sempre mantenuto questo atteggiamento; chi ero e chi sono io per decidere chi ha ragione e chi ha torto? Chi è il buono e chi è il cattivo? Quando sono arrivato a Gaza ho scattato queste foto (1991) quello che ho visto era una povertà incredibile,un popolo che soffriva in una città che sembrava già allora una fogna a cielo aperto.
Col cuore gonfio ho pubblicato le foto, combattendo la mia voglia di gridare al mondo che questa gente soffriva per mano Israeliana. Ho lasciato che parlassero le foto. Oggi non più.

Sentire che ogni giorno muoiono bambini innocenti non puo’ e non deve lasciarci indifferenti. La guerra da sempre è la cosa più orribile che è successa all’Umanità e continua a succedere. Nella battaglia di Waterloo morirono oltre 40.000 soldati, però erano per lo più volontari, uomini che avevano scelto di combattere.

Oggi a Gaza muoiono i bambini. Posso solo immaginare lo strazio dei genitori, dei nonni, degli amici nel sentire le notizie continue di morte che si susseguono continuamente.

Israele combatte Hamas che combatte Israele. Chi vincerà? Nessuno. Hanno già perduto entrambi quando sono morti primi bambini, i primi civili innocenti. Riconosco ad Israele il diritto di difendersi dai razzi di Hamas, e lo sbaglio di Hamas di nascondersi dietro donne uomini e bambini per lanciare i razzi contro Israele. La storia li giudicherà entrambi colpevoli. Colpevoli i non aver tenuto conto di tutte le vite spente in un batter d’occhio, senza scrupoli, pigiando un bottone da un aereo o dal cannone di un tank.

Anche se le armi tacessero oggi o domani sarebbe già troppo tardi. Il genocidio è già stato compiuto. La colpa di Hamas? Continuare a lanciare i razzi verso Israele. La colpa di Israele? Colpire la popolazione inerme, le scuole, gli ospedali,i campi di gioco. Ma non era così che si comportavano i nazisti durante la seconda guerra mondiale? Perchè bisogna per forza far finta che non stia succedendo? Non avevamo fatto lo stesso durante la seconda guerra mondiale quando si venne a sapere dei campi di sterminio? Tutti sapevano e tutti si sono girati dall’altra parte, fingendo che tutto fosse OK.

Le battaglie della storia, anche le più sanguinose si sono sempre consumate sui campi di battaglia, contrapponendo soldati a soldati. Erano terribili e cruente, ma i bambini erano altrove, le donne ed i vecchi anche, non sulla linea di fuoco.

Oggi siamo a oltre 1000 morti da quando è cominciata l’offensiva. E ci stiamo già abituando al fatto che muoiano bambini ogni giorno, come se i veri ostaggi di questa guerra fossero loro.

Sono già tanti, troppi, e le comunità Ebraiche nel mondo da quando sono scoppiate le ostilità non dormono più sonni tranquilli, perchè l’odio generato dalla morte di quei bambini prima o poi arriverà nel nostro mondo ovattato e tranquillo e lo sconvolgerà purtoppo con nuovi attentati, con nuovo sangue innocente. E’ inevitabile. Occorre fermare subito il massacro. Sarà comunque troppo tardi per recuperare lo “status” di “Genere Umano” Il limite è già stato superato. Le vere bestie siamo diventati noi.

Pio Dal Cin's photo.
Pio Dal Cin's photo.
Pio Dal Cin's photo.
Pio Dal Cin's photo.
Pio Dal Cin's photo.

Italia, tasse, politica,burocrazia.La foresta di Sherwood, senza Robin Hood


Robin Hood (2010 film)
Robin Hood (2010 film) (Photo credit: Wikipedia)

(by pio dal cin)

Quando mio padre torno’ dalla prigionia di guerra nazista gli fu assegnata una pensione di invalido di guerra di prima categoria. Meritatamente, visto che il lavoro a cui era costretto gli era costato la schiena.

Pesava 40 chili e dopo tre anni di ospedale e un viaggio a Lourdes riuscì a rimettersi in salute.

La cosa che gli venne più naturale fu quella di cercarsi un lavoro onesto col quale mandare avanti la famiglia (eravamo in cinque coi miei genitori e mamma faceva la casalinga)

Si buttò a capofitto su un nuovo prodotto per quell’epoca, i “grissini”. Vicino a Conegliano la ditta “Roberto” li aveva inventati e fu un successo istantaneo.

Era facile venderli, non c’era concorrenza, ma soprattutto non c’erano TASSE esagerate. Si compravano in ditta e si vendevano nei negozi, in un’Italia anni 60 che uscendo dalla crisi post bellica cercava di rimettersi in piedi. Tempi d’oro per fare impresa. L’unica tassa che mi ricordo sentir nominare era l’IGE (Imposta Generale Entrate).

Non esistevano ne fatture ne bolle di accompagnamento. Era tutto veramente semplice e per lo più affidato al buon senso, un bene comune che abbondava nel nostro Paese allora.

 

Poi venne l’IVA e mio padre rifiutò l’idea di compilare carte e scartoffie per vendere i grissini. Preferì vendere, anzi cedere, l’attività. Mio fratello ed io non eravamo ancora in età da patente, ed il business di famiglia passò ad un compaesano.

 

Oggi è tutto diverso. Le tasse strangolano l’economia. La lira è stata sostituita dall’Euro. Aprire un’attività è diventato uno slalom speciale tra permessi e burocrazie varie che farebbero saltare i nervi ad un Santo. Fare impresa oggi significa ESSERE SCHIAVI DELLO STATO E DELLE TASSE CHE COSI’ SPUDORATAMENTE IMPONE al fine di foraggiare l’enorme spesa pubblica che come un rubinetto aperto dissangua le casse dello Stato stesso.

 

Un circolo vizioso che permette a politici corrotti e faccendieri di allearsi nel crimine per dar fondo a tutto quello che si puo’ prendere, compresi gli stipendi da nababbi e le pensioni d’oro.

Fare politica oggi è un business redditizio.

Renzi ci darà gli 80 Euro. Perchè non ci toglie il canone RAI di 113 Euro annui che potrebbero rimanere nelle tasche degli italiani. Se domani volessi comprare un regalo di compleanno a un figlio non posso perchè quei 100 Euro devo darli ad un’emittente statale che regala stipendi d’oro ai vari conduttori e non solo; nel corso dei quiz regala milioni di euro, salvo poi lanciare campagne per raccogliere fondi per varie iniziative di beneficenza. Che spreco la Rai, che tassa subdola il canone.

Tasse automobilistiche. Ho rinnovato la patente un mese fa costo: 190 Euro perchè essendo disabile ho dovuto andare in provincia a fare la visita, dove mi ha mandato l’agenzia alla quale mi sono rivolto. Alla fine di tutto mi hanno detto che avrei potuto farlo vicino a casa. pazienza, l’ignoranza si paga.

Il bollo auto? Non vi sembra una tassa assurda? Non paghiamo già abbastanza di benzina? Assicurazione? Manutenzione del veicolo? Bisogna per forza pagare anche la tassa del bollo?

Tasse sui rifiuti. Una volta tutto veniva messo in un sacchetto il quale veniva svuotato in un contenitore. Adesso Raccolta Differenziata (gran segno di civiltà) solo che se ci pensiamo bene funziona così: Io utente faccio il lavoro più grosso per la SAVNO cioè quello di smistare e dividere i rifiuti.  Tu, SAVNO vieni e prendi i rifiuti, ricicli e guadagni dal riciclo. Io utente devo pagare due bollette l’anno da 100 Euro perchè tu SAVNO venga a prendere i rifiuti che IO, UTENTE ti ho preparato ben divisi. Capite dove siamo arrivati?

 

Potrei andare avanti per ore a descrivere tutto quello che non funziona, ma ne vale la pena? Vent’anni di Berlusconi e adesso arriva il salvatore dei popoli Renzi, ma veramente siamo un popolo di creduloni. Grillo? Lo ha detto lui stesso, se non ci fossero stati loro (M5S) il Paese sarebbe già nel caos più totale. Cosa ha fatto veramente Grillo? Nada. Sa solo sbraitare ed incazzarsi. Alfano è un traditore di chi lo ha creato politicamente (Berlusconi) e se ha gente nel suo partito come Formigoni e Quagliariello puo’ starsene a casa che nessuno di chi lo ha votato come forza di centro destra lo voterà più. Salvini e la Lega? Salvini sembra uno sincero, che la politica la fa per passione, riuscirà con i suoi temi molto populisticamente azzeccati a prendere il 6/ 8 percento alle Europee ma non servirà a niente. La lega che aveva promesso la Padania è morta con gli scandali e Bossi farebbe meglio a starsene lontano dalla TV che fa perdere voti a Salvini e Company. Gli altri non li considero nemmeno Vendola, Casini,Meloni, e chi altro; tutti della stessa classe: i politici.

Gli imprenditori Veneti e d’Italia si suicidano mentre tutti noi continuiamo a scrivere tweets e articoli e nelle piazze e nei bar, nei treni e negli autobus si sente lo stesso discorso “Basta, basta, ne abbiamo pieni i coglioni” e poi cosa facciamo? Andiamo a votare (quelli del PD addirittura hanno sborsato 2 Euro per le primarie) legittimandoli ancora una volta, perchè “stavolta facciamo VERAMENTE sul seri” ma dove siete stati gli ultimi trent’anni?

Negli yacht in Sardegna o a pasteggiare con ostriche e champagne mentre al popolo che chiede pane rispondete “che mangino brioches'”

Buon voto allora a tutti voi, connazionali creduloni. Votate per questo o per quello ma mi raccomando; votate (dice il Napolitano) 

Io mi defilo e non votero’ per nessuno. Solo se venisse Robin Hood a darci man forte sarei disposto ad andare nella foresta con lui per contrastare in qualsiasi maniera (non violenta) l’ascesa di una classe politica corrotta e ladrona.

Non verrà, lo so, Robin Hood non verrà, e noi continueremo a sfamare lo Sceriffo di Nottingham, senza fiatare, brontolando magari al bar, per poi recarci con la testa bassa in posta o in banca a compilare l’ennesimo modulo, l’ennnesima boletta,l’ennesima tassa e se Dio vorrà, arrivare a prendere una minima pensione da fame che ci garantirà che non moriremo di fame fino a quando verrà la nostra ora. Viva l’Italia governata da tasse politica burocrazia e leggi demenziali

.

 

 

 

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India’s Independence day? What is there to celebrate? 25M children starving


English: Map of the British Indian Empire from...
English: Map of the British Indian Empire from Imperial Gazetteer of India (Photo credit: Wikipedia)
English: Map of the British Indian Empire from Imperial Gazetteer of India (Photo credit: Wikipedia)

(by pio dal cin) Even if India shows the Slowest growth in a decade it still remains one of the richest Countries in the world even if is not listed in the Fifteen richest Countries in  this Forbes report.

India is celebrating its Independence Day and +Google  along with 
+Google India  is joining in the party.

Who is celebrating though? A few hundred Indian Billionaires or the masses who are struggling to survive? According to This Huffington Post survey there are 25 million Indian children starving in the Country +Vic Gundotra  so what is there to celebrate really?
The Rape Cases reported here by CNN?

I think that India before celebrating should take care of its huge social problems.

Happy Independence day India ( not today, not yesterday, not tomorrow, but when you’ll be a Country where people won’t die on the street)

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Royal Baby is here. It’s a boy


The British royal family on Buckingham Palace ...
The British royal family on Buckingham Palace balcony after Prince William and Kate Middleton were married. Kate wears a wedding gown by Sarah Burton. (Photo credit: Wikipedia)
The British royal family on Buckingham Palace balcony after Prince William and Kate Middleton were married. Kate wears a wedding gown by Sarah Burton. (Photo credit: Wikipedia)

by pio dal cin. Codognè 

As I predicted on my recent post the Royal Baby is Here, today, on the very first day of full Moon. July the 22nd. It’s a boy (I predicted a girl) So His Royal name is not yet known
All we know is that he was born at 4:24 pm local time and weighed 8.6 pounds in London’s Saint Mary’s Hospital. William was present for the birth

The name was not immediately announced and may not be known for up to a week.
But great-grandmother Queen Elizabeth II was the first to get the news from her grandson, by encrypted phone to the palace, and just in time, too. She’s scheduled to leave on her annual vacation at her Balmoral estate inScotland at the end of this week.

Royal Baby Keeps the World’s Media waiting


The British royal family on Buckingham Palace ...
The British royal family on Buckingham Palace balcony after Prince William and Kate Middleton were married. Kate wears a wedding gown by Sarah Burton. (Photo credit: Wikipedia)
The British royal family on Buckingham Palace balcony after Prince William and Kate Middleton were married. Kate wears a wedding gown by Sarah Burton. (Photo credit: Wikipedia)

by pio dal cin .Codognè Treviso Italy
Shall we call it the “Royal Baby Fever”?  The media around the world are jusy waiting for the heir to the throne, (girl or boy will just not matter ) as suggested here by
this article by CBS news, the son or daughter ofWilliam and Kate will be a monarch.

The only thing we are sure of so far is that he/she will be the prince/ princess of Cambridge, that the very first person to know about the Royal Birth will be Her Majesty the Queen of England, via private phone call by William on a safe tepephone line.

There will be no Twitter or Facebook announcement as the photo and the name of the newborn will be posted in a canvas as it was done for William.

What this Baby has done for sure is to have the World’s media talking about his/her birth as suggested here in
This other article by the Telegraph.  In America as in Italy in Africa as in Australia everyone seems to be awaiting impatiently for the “most wanted baby”.

An interesting question was raised by +NPR  dueby NPR about the Surname in this article. What would the baby surname will be? It appears that a Monarch needs no such a small detail. We now use the name Queen Elizabeth for example, no surname needed here as a sign of respect for her fame?

Now If I were William I’d be nervous and worrying about my spouse due at any minute. Do you think that William worries that much?
If you care enough to read
in this article by the Mirror  you’ll find out that the son of Diana and Charles is playing Polo as usual.

How long shall we be waiting for the Royal birth?

Usually on the first time that a woman gives birth there could be a two weeks anticipation or posticipation. So, if the baby wasn’t born before the 11th of July as expexted, or before, the max we should be waiting for will be July 24th.

Good luck to all photographers and media people that are assembled outside the Saint Mary’s Hospital, waiting for the Royal Couple to show the infant.

Posted 27 minutes ago by 

Veneto su Google plus per chi lo ama come me


http://www.codognetreviso.com/2013/06/il-veneto-su-google-plusper-chi-lo-ama.html Clicca qui)

Codognè Treviso Veneto Italia. Queste le mie radici. Il Veneto è la mia Regione, il posto dove sono nati i miei genitori, nonni, bisnonni,trisnonni e cosi’ via.

Pope Francis will clean the Vatican like San Francesco


(by pio dal cin)March 15th 2013 00:18 a.m (Rome Time GMT+1) As Pope Francesco begins His Papacy with a visit to the Church of  Santa Maria Maggiore in Rome to pay respect to Mary Mother of Jesus. known to the people of Rome as

Maria Salus Populi Romani.


 
Pope Francesco boarded a simple car instead of the Official Vatican Car and with a simple bouquet of flowers in His hand went to the Church to pray silently for about ten minutes in front of the Altar.
 
His simple ways highlited here by The New York Times appeared immediate as He choose his papal name as Francesco as the Greatest Saint in the History of the Church.

Even the +Dalai Lama  made a +Google+  post to acknowledge that He knows and Loves Saint Francis of Assisi for His discipline,simple ways, and Love for All Creatures.

Being the first Pope ever to choose  such a Great Name puts Him on a very important spot. Not easy to manage.

The need for a simple Man that can embrace the Original Message of Jesus through the New Testament withnessed in person by Saint Francis of Assisi was strongly needed in a corrupted and evil world that hasn’t spared even the Vatican in the past decade.

1)Vatican Leaks
2)Pedophile Scandals in the Catholic Church
3)The IOR Vatican Bank Scandals
4)Vatican richness

He has a though job ahead of Him, but His simple ways (He greeted the crowd in St.Peter with a “Fratelli e Sorelle Buonasera”) have already conquered the world. He asked the people who gathered in the Square to Bless Him, before He would Bless them.
How many Wolves will this Pope with Italian Origins will have to encounter inside the Vatican, like

Saint Francis with the Gubbio’s Wolf (see video here)

WordPress or Blogger which is best for SEO? (video) from GoogleWebmaster


English: The logo of the blogging software Wor...
English: The logo of the blogging software WordPress. Deutsch: WordPress Logo 中文: WordPress Logo (Photo credit: Wikipedia)

Published on Mar 5, 2013

I’ve used Blogger for 3 years, but now everyone tells me that WordPress is superior for SEO. After scouring many sites, I’ve been unable to find the SEO advantages to using Blogger – are there any?
vicki2810

Have a question? Ask it in our Webmaster Help Forum:http://groups.google.com/a/googleprod…

Want your question to be answered on a video like this? Follow us on Twitter and look for an announcement when we take new questions: http://twitter.com/googlewmc

More videos: http://www.youtube.com/GoogleWebmaste…
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