Addio Grande Mauro. Ti sia lieve la terra!


 

 

Chissà se i giornali locali ti dedicheranno un articolo domani. Forse si, forse no. Nella tua breve ma intensa vita non sei stato  sindaco, né assessore né consigliere comunale. Non eri iscritto a nessun gruppo. Te lo scrivo io un articolo caro Mauro, dedicato con tutto il cuore a te che sei stato una persona semplice, che ha vissuto una vita semplice, piena di alti e bassi, di controversie, di battaglie combattute, vinte e perdute. Eri gentile e rispettoso degli altri. Forse sapevi che la vita ti stava scorrendo veloce tra le dita, ma avevi scelto tu come viverla, alla tua maniera, senza rompere le balle a nessuno. Al bar del Maxi oggi il clima è triste, quasi avessero tolto una delle colonne portanti. Quando scendevo dall’auto eri il primo a salutarmi. A volte mi fermavo a scambiare due chiacchere. Eri sempre di buon umore e sembrerà strano a tutti non vederti seduto con la sigaretta in mano a fare l’ennesima partita a scopa con gli amici. Tutti sapevano che non stavi bene, ma nessuno si aspettava che facessi un “check out” così veloce dall'”albergo della vita”.  Gli amici del bar hanno messo una cassetta di cartone dove vengono raccolte le offerte per regalarti domani, giorno dell’ultimo saluto un mazzo di fiori, per dirti che ti volevano e ti vogliono tutti  bene, che mancherai quando ci sarà la nuova partita a scopa, che mancherai ai tuoi figli, ai fratelli e alle sorelle, ai cugini, e alla tua mamma che con il cuore gonfio di dolore ti piange oggi, assieme a tutti quelli che hanno avuto l’onore ed il privilegio di conoscerti. Se i giornali non ti dedicheranno l’articolo che meriti, non importa. Molto spesso le persone più valide e meritevoli passano inosservate, solo perché la loro vita non ha visto i riflettori riservati spesso a chi si veste solo in apparenza con il vestito della “piece teatrale” che la vita richiede loro. C’è tanta ipocrisia, tanta falsità nel mondo d’oggi, e spesso sono coloro che dovrebbero dare l’esempio a cadere nella banalità di una vita spesa nell’egoismo e nel menefreghismo. Non è il caso tuo Mauro; con i tuoi limiti, le tue paure, la tua vita vissuta in salita ci hai insegnato che si può essere generosi, rispettosi, gentili e generosi,mostrando la nostra vera faccia, la nostra natura umana senza maschere ed ipocrisie. Sono sicuro che dal posto in cui sei ora ci stai osservando e magari ci aiuterai a farci passare il magone, perché tu eri così: semplice, rispettoso e generoso.amauro.JPG

Advertisements

Ama il Veneto. Vota per il Referendum!


Se ami il Veneto, vai a votare e dillo ai tuoi amici, parenti e conoscenti. Una data storica da non dimenticare

CHI AMA IL VENETO VA A VOTARE! 
Amici, Veneti, FORZA! L’#autonomia del Veneto è nelle vostre mani. Il 22 ottobre tutti a votare al referendum! Cominciate da oggi a dirlo ai vostri vicini, familiari, conoscenti… E’ l’occasione per essere finalmente un Popolo unito, al di là della politica, per un obiettivo storico!
CONDIVIDETE QUESTO BANNER!
Si vota il 22 ottobre dalle 7 alle 23 al seggio dove vi recate di solito per le elezioni. Portate tessera elettorale e carta di identità.

Venice’s Film Festival 74 – Day Before inauguration


Mostra del Cinema di Venezia 74- Il giorno prima dell’inaugurazione- fotostoria

       Nuovi “Steward” per tenere pulita la citta? Ma dai.. veramente?

Un”panfiletto” da qualche centinaio di milioni battente bandiera Maltese e di San Marco

  Polizia “Lagunare”

Mai visti prima d’ora. Una novità per la Mostra del Cinema o in pianta stabile?

 Controlli serrati e squadre speciali al Lido

  Un selfie “creativo”

    Sala Giardino- Bello l’esterno al tramonto

Barriere antisfondamento

La “Salute” in controluce

  Candid shots

                                                  Atre moderna all’Excelsior

Ringrazio di cuore il concierge dell’Excelsior per NON avermi concesso il favore di un passaggio verso Venezia con la lancia che mi avrebbe permesso di pubblicare le foto in tempo. (non sono più i concierges di una volta putroppo)

Suicidi e giornalismo Vergogna!


DEC
8

La vergogna del giornalismo Italiano- suicidi (di minori) in prima pagina- J’accuse (ancora e ancora e ancora)

Non so a chi spetti la decisione di sbattere in prima pagina una notizia come questa Si impicca a dodici anni nel +Gazzettino . Stiamo veramente andando tutti fuori di testa? Faccio appello all’ +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  affinchè questa “barbarie” finisca.

Lo avevo già scritto in Questo Post e continuerò a scriverlo.

Se non la smettete pubblicherò e manderò all +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  le foto di un adolescente che si è impiccato una trentina d’anni fa in provincia di Treviso (mi capitò di arrivare sul luogo prima dei Carabinieri) così vediamo se vi passa la voglia di pubblicare certe notizie dalle quali siete lontani anni luce.

Non si può scrivere una notizia così, con dovizia di dettagli (e conseguente rischio di emulazione) specie quando si tratta di un giovane adolescente. Basta con il giornalismo fatto di questi fatti “stupefacenti” al solo fine di vendere le copie che compreranno le “betoneghe” di quartiere. Diritto di cronaca?  E se fosse TUA figlia? TUO figlio? TUO nipote? il TUO migliore amico?

I media Anglosassoni da anni si rifiutano di riportare queste macabre notizie che altro non fanno che deprimere l’umore di chi legge e di chi ne è rimasto vittima diretta o indiretta.

J’accuse! Vergogna a tutti i giornalisti che si prestano a questa macabra roulette. E’ ora DI CAMBIARE STRADA.

Il giornalismo non è questo!

Perchè non votero’ il 25 Maggio


Il voto del 25 Maggio per le Europee accende ancora di più il dibattito politico. Il voto è un diritto/dovere del cittadino. Tuttavia io ho deciso di non votare. I sondaggi di oggi alla trasmissione politica del mattino “Agorà” dicono che il partito degli indecisi e dei non votanti sfiora il 43% .
Cosa significa non votare? Che non ho un’idea politica? Che sono un codardo e preferisco lasciare le decisioni importanti ad altri? Che non riesco a schierarmi con una o l’altra fazione?
Codognè Campanile Restaurato
IL MIO PERCORSO POLITICO
LEGA NORD
Durante le due ultime consultazioni ho votato Lega Nord. Ci credevo. Pensavo che finalmente saremmo riusciti a realizzare il sogno di un Nord Est indipendente da quella Roma ladrona che Bossi & Company andavano sbandierando ai quattro venti. La Padania, con Bossi che canta “Va Pensiero” con la mano destra sul petto.
La Padania si è sgretolata dopo che hanno scoperto che tutti, una volta che hanno accesso al Palazzo possono diventare “ladroni” e ora non resta che sperare nell’indipendenza del Veneto via consultazioni referendarie e legali, attraverso la costituzione e senza violenza. Maroni a Pontida ieri, ha annunciato che anche la Lombardia indirà “come I fratelli Veneti” un referendum per ottenere l’indipendenza del “Grande Nord” grande “Padania””Nord Est”? Come lo chiameremo adesso? Salvini ha un gran da fare a cavalcare I temi più populisti di questa campagna elettorale come “lotta all’immigrazione selvaggia” “No Euro” eccetera. Ma non era la Lega al governo conBerlusconi gli ultimi vent’anni? Cosa è stato fatto? L’ultima azione prima degli scandali che l’hanno travolta è stata quella di voler portare I ministeri al Nord. Con tutti I problemi che assillavano il Paese era quella forse l’emergenza? La Lega non avrà il mio voto.
GRILLO.
Lo confesso. Dopo averlo sentito sbraitare cose che mi sembravano giuste alle ultime politiche, ho deciso di votere per il comico genovese.
Ero convinto che veramente avrebbe fatto di tutto per cambiare le cose in Italia. Il successo insperato che ottenne mi riempì di gioia e di speranza.. Putroppo forse anche Grillo non si aspettava un successo così enorme, ed invece di rimboccarsi le maniche e trovare un accordo di governo atto a migliorare la situazione del Paese già allora disastrata, si è limitato a continuare ad ululare e a sbraitare, a condannare tutto e tutti, partendo da Papa Francesco (accusandolo di collusione con Pinochet) per proseguire con Napolitano e tutti gli altri che cercavano di sbarrargli la strada. “Diffida delle persone che urlano” è una frase che mi è rimasta impressa leggendo Desiderata di Mark Hermann.
Le frasi sui campi di concentramento, le “epurazioni” di stampo fascista e l’autorità settaria che contraddistingue il leader dei Pentastellati, mi suggerisce di star bene alla larga da questo Movimento che fa tanto baccano ma non sta portando l’Italia da nessuna parte. Grillo non avrà il mio voto.
RENZI
Credo che il Matteo abbia la volontà di cambiare le cose. Premetto che non ho mai votato a sinistra ma che ho tenuto l’ex sindaco di Firenze sotto “osservazione” Penso che la buona volontà di cambiare le cose in Italia lui l’abbia veramente; il solo problema è che forse non si è reso conto che non è ne in Gran Bretagna ne in America, dove un uomo da solo potrebbe e puo’ veramente fare la differenza. Lo fece Churchill durante la guerra. La Tatcher o lady di ferro. Blair.
In italia l’ultimo uomo che riuscì veramenta quasi da solo a cambiare le cose si chiamava De Gasperi, ma sono passati più di cinquant’anni. Impossibile oggi concepire un cambiamento radicale come quello che si propone di fare Renzi con un solo uomo che si prende tutto il credito del successo.Non succederà.
Renzi piace e non piace. Piace per la sua energia nel trasmerttere le idee. Non piace perchè se fai un po di zapping inTV non c’è momento del giorno o canale dove non ci sia il buon Matteo a sciorinare idee, a parlare come una mitragliatrice di come farà a cambiare tutto e tutti. Un’overdose di presenze e di apparizioni mediatiche che per quanto uno possa essere attratto dalla sua dialettica 2.0 alla lunga diventa un boomerang.
Il Pd che fino a pochi giorni fa era spaccato in tante anime, ri ricompatta. Perchè? Urge sconfiggere la destra. Urge un buon risultato alle Europee. Tutti sono sullo stesso treno, e sulla stessa lista; ergo “stiamo uniti finchè vinciamo, poi lo massacriamo politicamente”
Gli 80 Euro in busta non sono una boutade elettorale? Mi viene da ridere, o da piangere. “Sono solo un antipasto” ha detto il primo ministro. Come hanno già detto in tanti, sembrano più un voto di scambio che un vero aiuto alle famiglie. Se Renzi togliesse, che ne so, il bollo auto ed il canone RAI (due tasse subdole quanto asurde) avrebbe messo nelle tasche di ogni famiglia quasi 400 Euro che sarebbero stati spesi rimuovendo quel blocco che sta facendo ristagnare l’economia. Renzi è solo il buon “boy scout” che vorrebbe ma non puo’. Si accorgerà, dopo il 25 Maggioche il Senato non si farà rottamare da uno “sbarbatello” che vorrebbe suonare con la chitarra “we shall overcome”.
A Giulio Cesare fecero pagare cara la sua voglia di cambiamento. Lo stesso accadrà a Renzi (politicamente, ovvio, non fisicamente). Verrà sbranato dai suoi; non ci sarà bisogno di “aiuti” esterni.
Renzi non avra’ il mio voto.
ALFANO
Angelino and Company per quanto vogliano atteggiarsi al “nuovo” faranno sempre la figura di chi ha “tradito” il loro stesso creatore. L’Apostolo Pietro tradì Gesu’ per ben tre volte, salvo poi “piangere amaramente” come racconta nelVangelo Matteo. Pietro diventò colui che difese e divulgò la parola del suo Maestro meglio di tutti, e poi fu crocifisso per Sua volontà a testa in giu’.
Alfano non si farà crocifiggere per Berlusconi, ma l’idea che lo abbia “tradito” dopo che Silvio lo ha creato e gli ha insegnato tutto quel che c’era da sapere sulla politica, non piacerà agli Italiani.A me no di sicuro, anche se non mi piace Berlusconi. Ho visto in questi mesi apparire Formigoni in tutte le TV, con una faccia tosta che era veramente sconcertante. Sono questi gli uomini nuovi di Alfano? Formigoni? Quagliarello (che si è beccato la poltrona di ministro e di “saggio”)? Non voterò per Alfano.
Non mi piace com’è stato trattato il leader di Forza Italia. Non entro nel merito delle sue vicende giudiziarie (che conosco ben poco), ma dal punto di vista politico è stato trattato come la Maddalena, solo che non c’era Gesu’ a scrivere I peccati di chi voleva “scagliare la prima pietra” ed è stato “lapidato” da chi avrebbe dovuto fare un “mea culpa”
Tante volte ho scritto che Berlusconi era finito politicamente. Non mi piaceva il Berlusconi degli ultimi anni che diceva che tutto andava bene e tutto era OK. Adesso vorrebbe fare da paladino della libertà; perchè invece di rincorrere una delle sue “passioni” (le gonnelline) non si è dato da fare per sistemare le cose che andavano male? Ha avuto vent’anni per farlo senza riuscirci, perchè dovrebbe farlo adesso?
Buona l’dea di portare le pensioni ad 800/ 1000 Euro; peccato che non ci abbia pensato in tempi meno sospetti e meno elettorali. Non voterò per Berlusconi.
CONCLUSIONE
Spero di aver reso l’idea della mia decisione al “Non Voto” Vorrei inoltre ribadire il che non credo a questa Europatroppo inginocchiata allo strapotere Tedesco. Non esiste una politica estera comune, ne è la prova la gestione dell’emergenza immigrati che lascia l’Italia in prima linea da sola a fronteggiare una sistuazione che durante l’anno viene scopata sotto il tappeto salvo poi andarla a recuperare in tempi elettorali che tanto bene fanno a derive populiste e demagogiche.
Quando ci fu l’emergenza Libica, con la caduta di Gheddafi, l’Europa ha mostrato anche troppo palesemente che ognuno degli stati membri “forti” come Germania e Francia avevano delle visiuoni discordanti in merito. Come possiamo pensare ad un‘Europa unita quando non riusciamo ad essere uniti nemmeno in Italia ? Anzi No, nemmeno inRegione, anzi no, nemmeno tra Provincie, anzi no, nemmeno tra paesi? Con tutto il rispetto per chi voleva un’Europa Unita, non ci sono le caratteristiche per portarla avanti e quest ‘Europa è troppo figlia delle banche e della Germania.
Per non parlare dell’Euro. Una moneta risultata impopolare ed inadeguata che nonpiace più, anche perchè guardando agli Stati che non l’hanno addottato, ci resta una punta d’invidia. La Gran Bretagna e la Svizzera, solo per citare due esempi non hanno subito le conseguenze della crisi mondiale che sta piegando invece noi come la Grecia o la Spagna.
Votare per l’Europa? Quale Europa? No grazie! Per l’Italia, quale Italia? Di Renzi? Di Grillo? Di Salvini? Di Alfano? Di Berlusconi? No grazie!

 

Enhanced by Zemanta

Omicidio stradale qualcosa si muove


L’agenzia parlamentare ha diffuso questo videoGuarda questo video su YouTube:

Sembra che finalmente qualcosa si stia muovendo in campo legislativo per impedire che chi uccide in strada sotto effetto di alcol o droghe o per bullismo stradale venga punito con il reato di omicidio stradale che di fatto aumenterebbe i deterrenti per chi vuole mettersi alla guida in tale condizioni. Lo avevamo auspicato anche noi su Facebook aprendo un gruppo “basta patenti a chi ha gia’ ucciso sulla strada” che ha raccolto lo sfogo di cittadini stanchi di una situazione che dev’essere cambiata al piu’ presto. In Italia muoiono in media circa 4000 persone OGNI ANNO. Se questa non e’ guerra……forse sarebbe meglio impegare l’esercito sulle strade Italiane invece che in Afganistan

Ordine dei giornalisti e cinismo di un regolamento assurdo…chiedo che…


Ricordo con piacere il giorno che mi fu recapitata a casa la tessera dell’ordine dei giornalisti del Veneto. Riportava la data della deibera della commissione che mi aveva finalmente “assunto” all’olimpo di “giornalista pubblicista”.

Era il 16 luglio del 1991.

Non era stata una passeggiata averla e se qualcuno crede che l’abbia avuta tramite una raccomandazione si ricreda. La tessera me la sono guadagnata sul campo, facendo la gavetta, rispondendo alle chiamate notturne di polizia e pompieri che mi indicavano il luogo del “delitto” dove mi fiondavo ancora con le scarpe slacciate per la fretta di arrivare prima che l’evento non fosse più in grado di regalarmi quelle immagini che avrebbero conquistato uno spazio nel quotidiano del giorno dopo, con la speranza che il caporedattore di turno si ricordasse di scriverci sotto (foto pio dal cin).

Non era narcisismo, voglia di apparire, e neppure pubblicità gratuita. Era l’unico sistema per dimostrare che collaboravo fattivamente alla redazione di un giornale; uno dei tanti requisiti richiesti dall’ordine per avere un giorno l’ambita tessera che desideravo più di ogni altra cosa.

Erano gli anni durante i quali la parola “paura” era solo un “elmetto” che di tanto in tanto indossavo tra le mine di un ponte attraversato in croazia dopo aver superato le trincee di prima linea oppure trovandomi a tu per tu con un mitra spianato dai soldati israeliani che cercavano di capire chi ero e cosa facevo sulla linea di fuoco. Tutto questo per una foto, che non avrei mai saputo se sarebbe stata pubblicata o meno, quanto mi sarebbe stata pagata, e neanche se sarebbe stata firmata.

Non racconto questo episodio per dimostrare il mio eroismo, ma solo per far capire a chi legge, quanto può essere difficile per un reporter di guerra ottenere un riconoscimento da un’ ordine che storicamente ha sempre snobbato i fotografi ed ha cercato in tutti i modi di non annoverarli tra le fila dei giornalisti essendo considerati come “figli di un dio minore”.

Nessuna raccomandazione quindi se non le foto che parlano da sole di situazioni e pericoli scampati nel nome dell’informazione fatta di immagini e non di telefonate da una comoda poltrona dietro un’altrettanto comoda scrivania,a volte senza verificarne la credibilità.

Quando arrivò la tessera nel 1991, fui veramente soddisfatto di averla ottenuta . Sinceramente non mi è servita moltissimo, dal punto di vista pratico, ma la consideravo una specie di cimelio delle mie avventure fotografiche ed ero sicuro che nessuna cosa al mondo me l’avrebbe tolta.

Mi sbagliavo putroppo.

Nel 1999 mi arrivò una lettera dall’ordine dei giornalisti del Veneto che mi chiedeva di “dimostrare” che in effetti ero ancora attivo come fotogiornalista.

In effetti no lavoravo più ai giornali da qualche anno anche se non mi ero mai liberato dal “virus della fotografia” incautamente trasmessomi da Narciso e Maria Teresa, i miei cari genitori.
Dopo alcuni anni trascorsi in America, avevo lasciato perdere l’attività di fotoreporter locale  e quindi all’ordine dei giornalistii non risultavo più attivo.

Con profondo dolore ed amarezza mi tolsero la tessera.

A cos’erano servite allora..tutte quelle notti in bianco, tutti i pericoli scampati,i mitra, le mine sui ponti,l’arresto a ramallah in cisgiordania per aver fotografato un militare che picchiava un bimbo,la caduta del muro di Berlino, la rivoluzione Rumena, la guerra serbo-croata, assieme alle migliaia di foto fatte dietro l’angolo per i giornali locali che mi servivano a tenerei piedi per terra a non gasarmi mentre mi ripetevo che; fotografare un vecchio barbone per la strada aveva per me la stessa importanza che ritrarre un presidente in vacanza in Cansiglio, o un Grande Papa in vacanza in Cadore.

Se un Alpino che ha combattuto due guerre ha un incidente, gli tolgono forse lo status di alpino?

Forse che gli chiedono di restituire penna e cappello?
Certo che no! Un alpino resta e resterà per sempre tale, una volta iscritto al “Corpo degli Alpini”

La stessa considerazione che io oggi pubblicamente chiedo attraverso questo post sul mio blog all’ordine dei giornalisti del Veneto: di essere reintegrato a tutti gli effetti nel ruolo di giornalista pubblicista, che mi spetta di diritto se non altro per aver più volte rischiato la mia vita in nome dell’informazione VERA!

Chissà, dovrò anche combattere questa nuova battaglia! Quì debbo però chiedere aiuto a chi conosce meglio di me i meandri burocratici che regolano queste questioni…in questo campo mi sento compleatamente fuori dalla mia acqua. Ho sempre aborrito la burocrazia come strumento utile solo a far desistere le persone che come me sono ignoranti nel conoscere leggi, leggine e regolamenti vari che possono, troppo sesso tramutarsi in veri e propri trabbocchetti per chi cerca solamente di fare onestamente il proprio lavoro.

La voglia di giustizia, mi spingerà ad andare fino in fondo in questa nuova sfida che la vita mi pone di fronte sotto forma di un ordine troppo disattento e “cinico” per tener presente che dietro ad un banale e semplice numero di tessera può esserci, come nel mio caso, tutto un percorso di vita che comunque non verrà cancellato dal tempo. Le foto che ho scattato rimarranno come una piccola,effimera testimonianza,di un periodo storico che con i suoi sconvolgimenti ha cambiato sicuramente il mondo in cui viviamo. (pio dal cin)

Sette Ore all’Ospedale di Oderzo per fare un’infiltrazione


RACCONTO DI UNA GIORNATA LUNGA (con una critica costruttiva)

Guidando il taxi a Miami ho imparato ad essere paziente, molto paziente.

Aspettare una corsa all’aeroporto ad esempio voleva dire stare fermi per ore ed ore, a volte, nei periodi di bassa stagione anche sette, otto ore.

La pazienza si sà, è una virtu’, e come tale va “allenata”; diciamo pure che pazienti non si nasce, ma con un po’ di lavoro e di allenamento chiunque lo può diventare.

Ho imparato nel mio peregrinare per il mondo che ci sono delle “tabelle” di attesa che si rispettano più o meno nello stesso modo, e che pur variando con latitudine e longitudine, rimangono pressochè inalterate.

Esempio: Se andassi in banca in un giorno qualsiasi mi aspetterei di sbrigarmi in poco meno di mezz’ora.
all’aeroporto per un volo nazionale in un periodo non di festività o ferie in due ore al massimo. Al supermercato dopo un quarto d’ora di attesa sarei propenso a non tornarci più la prossima volta…e via così.

Questi standard di attesa li abbiamo “clippati” in un certo senso al nostro DNA di “Umani frettolosi del terzo millennio” e fino a che gli equilibri che li tengono a posto rimangono pressochè inalterati,siamo bravi, buoni e ci comportiamo civilmente. Se le code si fanno lunghe ed i tempi di attesa aumentano, sale la pressione e  a volte rischiamo di perdere le staffe, anche se sbagliato, visto che una sana critica, costruttiva e fatta con calma potrebbe portare a soluzioni più veloci e meno plateali.

I TEMPI DI ATTESA  AL PRONTO SOCCORSO.

Seguendo il ragionamento fatto fin quì, un normale cittadino che per una ragione non grave (codice bianco, codice verde) al pronto soccorso di Conegliano, Vittorio Veneto, Oderzo (cito queste tre cittadine che sono parte del triangolo dove attualmente vivo e svolgo le mie attività), si aspetta di dover attendere due, tre, forse quattro ore prima di essere visto da un medico, e naturalmente i tempi sono relativi al periodo della giornata, al giorno della settimana, o alle varie urgenze che possono manifestasi sotto la forma di gravi incidenti ed operazioni ai quali vengono chiamati improvvisamente i medici presenti.

LA STORIA DI OGGI

Ore 8 a.m. La periartrite che mi blocca la spalla da tre giorni si fa un baffo degli anti-infiammatori e antidolorifici blandi che ho assunto. Decido di vedere quindi il mio medico di base che mi consiglia di andare al pronto soccorso per un’infiltrazione.

Ore 9 a.m. Arrivo nei pressi del pronto soccorso di Oderzo. E’ la prima volta che vengo quì. Di solito, quando necessario mi sono sempre rivolto a Conegliano e  Vittorio Veneto.

Ore 9.15.  Non c’è ressa alla segreteria e questo mi fa ben sperare in una veloce risoluzione del mio problema visto che la  spalla mi duole terribilmente. L’addetto dietro il vetro mi consegna un foglio con un “codice verde” e mi invita gentilmente ad accomodarmi nell’attigua sala d’aspetto.

Ore 9.30   Il dottore di turno mi fa le domande di rito e l’nfermiera gentilissima e solerte mi prende la pressione ed il battito cardiaco (cosa che non ho visto fare l’ultima volta a Conegliano). C’è bisogno di una lastra e vengo invitato, assieme a mia moglie che mi accompagna, ad accomodarmi fuori in attesa.

Ore 10.30  Una voce chiama il mio cognome e l’infermiera gentile mi indica il reparto radiologia lì vicino. Un’altra persona gentile mi fa due lastre e mi dice di riaccomodarmi in sala d’attesa.

Ore 11.00  Attesa

Ore 11.30  Attesa

Ore 12.00  Attesa (Mia moglie si alza e chiede se è pèossibile accellerare i tempi in quanto alle 12.30 deve recuperare nostra figlia a scuola. Le viene risposto gentilmente che il medico sarà avvisato)

Ore 12.15  Attesa (Chiedo all’inefrmiera se i tempi sono compatibili con l’uscita da scuola di mia figlia (12.30). L’infermiera gentilissima mi dice di no e mia moglie se ne va. Le dico che la chiamerò non appena avrò finito.

Ore 12.30. Trasferimento in Reparto Ortopedico.

Vengo accompagnato in reparto dove un infermiere mi prepara una fasciatura per sostenere il braccio dolente e mi invita a sedermi in sala d’attesa. “Ci vorranno una, forse due ore.” mi dice: “Se vuole può andare a casa e tornare verso le 14.30”.
Accuso il colpo pensando che non ho dormito tutta la notte per il lavoro che faccio e per il dolore alla spalla.
Non ho comunque alternative visto che mia moglie è tornata a casa (15 km) con la bimba e l’auto non l’avrei potuta guidare in ogni caso. Mi metto seduto in un angolino e aspetto paziente.

Ore 13.00  Attesa.

Ore 13.30 Attesa.  Arriva un altro paziente con un dito sanguinante(gli è caduto un peso addosso) Più tardi saprò che anche lui aspetta dalle 9 del mattino.

Ore 14.00  Attesa.  La sala d’aspetto nel frattempo si riempie di persone col gesso da togliere.

Ore 14.30  Attesa.  Siamo circa una trentina di pazienti nella sala d’attesa. Comincio a dar segni di stanchezza, ma sono sicuro che quando aprirà lo sportello, l’infermiera darà la precedenza a me o al signore col dito schiacciato visto che veniamo dal pronto soccorso.

Ore 14.35  Comincio ad arrabbiarmi.  L’infermiera chiama i nomi di tre quattro, cinque persone… Non il mio!!! Capperi! Vado allo sportello e le dico che sto aspettando dalle 9 e sono stanco. “Togliamo i gessi” mi risponde.

Ore 14.40 Vado verso l’ambulatorio. E dico all’infermiere che mi ha fatto la fasciatuta alle 12.3o, che sto aspettando dalle 9 che sono stufo e che voglio andare a casa. Minaccio di chiamare i carabinieri.

Ore 14.45  La visita finalmente!  Il dottore mi vede, mi fa l’infiltrazione e mi programma la risonanza magnetica per la prossima settimana. Mi da il foglio da portare al pronto soccorso per la chiusura della pratica.

Ore 15.00 Il direttore sanitario. Dott. Gasparotto, mi viene incontro cercando di capire cos’è successo.
Gli spego l’odissea. mi dice che probabilmente ci sono stati dei problemi o degli intoppi che hanno creato questo spiacevole inconveniente, ma che normalmente il servizio viene erogato nei tempi canonici di un pronto soccorso qualsiasi.

LA CRITICA COSTRUTTIVA.

Interessante il sistema di CD patient che viene rilasciato all’uscita dall’ospedale. Al paziente viene consegnato un CD rom con tutte le analisi, visite,lastre e quant’altro sia stato fatto nel corso della visita in quel determinato giorno. Un’innovazione telematica molto intelligente e simpatica che va ad eliminare il cartaceo e da all’azienda un tocco “futuristico”.

Il personale è preparato e gentile e professionalmente ineccepibile, i locali sono puliti e ben tenuti, gli ascensori sono capienti, abbastanza veloci e sufficienti nel numero. Manca una macchinetta cambia moneta vicino agli erogatori di bevande e di cibo al primo piano.

CONTRASTO DI UNA STRUTTURA MODERNA CON I TEMPI D’ATTESA

Tutto questo purtroppo contrasta con il lunghissimo tempo di attesa che a mio modesto parere sarebbe stato possibile evitare se si creasse una vera “sinergia” tra il pronto soccorso ed i reparti che non ho riscontrato.
L’efficiente pronto soccorso aveva funzionato alla perfezione, ma al trasferimento al reparto di Ortopedia alle 12.30 la musica smbrava un’altra. Forse per l’ora del pranzo, che comunque non dovrebbe penalizzare l’attesa dell’utente: Mi è stato detto che avrei aspettato due ore, in effetti in sala d’attesa sopra la finestra della segreteria troneggia l’orario 14.30 – 18.30.
Va bene per gli appuntamenti senz’altro, però bisognerebbe creare un ufficio o una struttura che accogliesse i pazienti provenienti dal pronto soccorso senza penalizzarli con ulteriori attese; un teorema non difficile del tipo:                                Al  Paziente da pronto soccorso in reparto
                                             diamo  priorità sugli appuntamenti
                              facciamolo attendere in una  saletta d’aspetto dedicata.


TEMPO MASSIMO

Al paziente dovrebbe essere garantito un tempo massimo d’attesa (4 ore) superato il quale l’azienda Ulls ospitante non dovrebbe far pagare le visite e/o il ticket. Il servizio erogato, se a pagamento anche del solo ticket dovrebbe garantire tempi inferiori a quelli sperimentati.

CONCLUSIONE.

All’amarezza di aver dovuto aspettare tutte quelle ore ha fatto contrasto l’impressione di un bell’ospedale con personale preparato,gentile ed efficiente. Un ospedale pulito, nuovo, che necessita però di un’organizzazione più snella e coordinata tra i reparti volta a garantire ai pazienti un servizio più che meritato che dia un segnale che la Sanità può e deve essere migliorata anche attraverso le critiche dei suoi utenti (pio dal cin – piodalcin@yahoo.com)