Il “Leonardo del legno 2.0” Mattia Gardenal


Ieri è venuto a trovarmi un amico che mi piace definire “Il leonardo del legno 2.0” .Mattia Gardenal. Un Artista veramente 2.0, innovativo e sempre alla ricerca di cose nuove è riuscito a costruire delle macchine di legno che all’inizio si ispiravano al movimento dell’albero a camme (quello che fa muovere le nostre auto ). oggi Mattia si è spinto molto più  oltre e con l’ausilio di sensori applicati al movimento del legno è riuscito a fare in modo che muovendosi, le sue creazioni producano un suono, dei suoni. Ne risultano delle composizioni articolate e originalissime, postmoderne e ritmate che troveranno senz’altro spazio nel mondo dei più giovani, ma non solo; visitando la pagina Beat Engine su Facebook dove Mattia Gardenal  ci aggiorna sui progressi delle sue creazioni, troverete un clip dove la sua musica viene applicata ad un Cortometraggio futuristico.

Mattia è stato veramente gentile a farmi dono di una delle sue prime creazioni; una barchetta che si muove tra le onde di legno dalla quale ero rimasto affascinato durante una manifestazione alla quale aveva partecipato a Roverbasso di Codognè qualche anno fa.

Vista la sua bravura gli avevo subito chiesto se potevamo fare un’intervista per potermi rendere conto più da vicino del suo enorme potenziale. Gentile come sempre me l’aveva concessa e ho deciso di inserirla all’interno del mio prossimo libro Cuore Veneto.Interviste e storie della nostra gente. Mattia vive e lavora nella nostra provincia ma è oriundo di Cimetta di Codognè.

Rimango solo in attesa di vederlo riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per le sue creazioni muscali e lignee.Non ci vorrà molto. E sarà una grande gioia.

Veneto su Google plus per chi lo ama come me


http://www.codognetreviso.com/2013/06/il-veneto-su-google-plusper-chi-lo-ama.html Clicca qui)

Codognè Treviso Veneto Italia. Queste le mie radici. Il Veneto è la mia Regione, il posto dove sono nati i miei genitori, nonni, bisnonni,trisnonni e cosi’ via.

Fini un comunista venuto dall’estrema destra


 

L’alleato migliore di Di Pietro e di Bersani ? Fini naturalmente!  Ovvero, se la politica si sposta sul piano personale come ha voluto fare Gianfranco, allora non si tiene più conto del mandato degli elettori che l’hanno votato. E’ bello sapere di aver votato Fini come rappresentante di un pensiero conservatore che piaceva a chi voleva come Berlusconi e Bossi un governo di centro destra che si era rivelato essere il più blindato negli ultimi cinquant’anni, non solo in Italia ma, vorrei esagerare, addirittura in Europa. Con la maggioranza ottenuta dalle ultime elezioni, il centrodestra avrebbe potuto governare così per tanti anni senza problemi, dando al paese una stabilità che la sinistra aveva sempre sognato ma non è mai riuscita a realizzare.

La Storia, maestra di vita, ci insegna che le migliori alleanze possono solo essere intaccate dall’interno. L’impero Romano cadde a causa di lotte intestine e non certo per mancanza di organizzazione sociale o difensiva. La sete di potere e la smania di governare crearono i presupposti per una guerra civile che spalanco’ di fatto le porte ai “barbari” che la misero a ferro e a fuoco.

Quello di Roma è solo uno degli esempi che la Storia ci consegna, e di tradimenti e di traditori ce ne sono stati un’infinità. Forse lo sbaglio di Berlusconi è stato quello di credere che Fini, abituato alle luci della ribalta come presidente di alleanza nazionale, se ne sarebbe stato tranquillo ad appoggiare il suo “nuovo capo”.

Disse bene Donna Assunta, la mioglie di Almirante, in un’intervista ad “Anno Zero” che Fini non doveva tradire “l’eredità politica” lasciatagli da suo marito Giorgio per andare ad abitare nella casa di un altro (Berlusconi) . Avrebbe fatto meglio, come fece Bossi, a tenersi stretto stretto il suo partito, appoggiando Berlusconi e la sua coalizione. Se le divergenze fossero diventate incolmabili, come è successo, si sarebbe potuto delfilare con onore, invece ha voluto immischiarsi in una lotta  che nulla ha più del politico ma che si è spostata sul piano personale, dove la “testa” di Berlusconi, politicamente parlando è l’unica cosa che gli preme veramente.

Nel fare così, Fini è diventato il migliore alleato di una sinistra che ha sempre combattuto, capitanata da Di Pietro e Bersani, facendo il loro gioco, e per salvare la faccia (troppo tardi comunque) si è inventato un’alleanza di centro con Casini (l’eterno centrista opportunista che si sposta a seconda di come tira il vento) e un ripescato Rutelli che non sapendo più che pesci pigliare politicamente, ha visto nell’alleanza  una specie di “carroccio alla rovescia” dove saltare su prima che sia troppo tardi, e in nome di questa Santa Alleanza si ripromette di far fuori sia Berlusconi sia Bossi, cavalcando la tigre della moderazione di centro che odora anche troppo forte di Democrazia Cristiana.

Non funzionerà poichè, sia Casini che Fini vogliono fare da primedonne e si troveranno presto o tardi a dover dividersi un ruolo che difficilmente potranno condividere, vista la vocazione allo “spot light” e alla continua ricerca di attenzione come se fossero le “sorellastre” di Cenerentola che vogliono attirare l’attenzione del bel principe(i media).

Non hanno tenuto conto dello spessore politico che Bossi e Berlusconi insieme rappresentano in questo momento, e se Fini minaccia un’opposizione sfrenata ( e su questo sarà appoggiato da Casini) , si accorgerà presto che le inevitabili elezioni porteranno ancora più voti a Lega e Pdl spazzando via di fatto il partitino che Fini ha fondato sulle ceneri prima di Alleanza Nazionale, e poi del Pdl, del quale fino a poco tempo fa si vantava di essere un co-fondatore, ma che non ha esitato ad affondare per motivi personali.

Mi sembra che sia recidivo in questo fondare partiti per poi affondarli, e allora se il proverbio “il lupo perde il pelo ma non il vizio” mi sembra quello che calzi più a pennello al signor Gianfranco, sono veramente curioso di vedere come tutto questo andrà a finire, ma sicuramente ne vedremo delle belle. Peccato che a farne le spese saranno come sempre gli Italiani che incautamente hanno riposto la loroi fiducia in un leader che ha dimostrato di essere poco avezzo alla vittoria, ma più in sintonia con il tradimento della fiducia che in lui era stata riposta.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/380011/

Facebook Gruppo – BASTA PATENTI A CHI HA GIA’ UCCISO- Appello ai politici-


Ciao a tutti. NOn ho ancora visto nessun uomo politico di spicco iscriversi a questo gruppo fatta eccezione per alcuni gruppi della Lega Nord, non ci sono politici di spicco che si sentano di entrare a far parte di un gruppo come questo che chiede solo che vengano addottate leggi un po’ abbastanza di più ancora, severe in modo che le strade possano un giorno essere più sicure. Un’utopia? Non credo, basterebbe l’impegno e la buona volontà, certro che di tempi come questi si da la priorità a cose più “importanti” come la ripresa economica,la disoccupazione ecc.. Ma se riuscissimo solo a salvare una vita applicando delle leggi giuste avremmo fatto solo il nostro dovere.E’ comprovato che l’unico deterrente ai pazzi della strada sono le sanzioni più forti e le leggi applicate con severità… cosa aspettiamo allora che ci siano dieci, venti, trenta morti al giorno. Ad onor del vero bisogna dire che qualcosa è stato fatto, ma è ancora troppo poco. Chi si mette al volante convinto di essere un dio in terra dev’essere messo in condizione di non nuocere più e deve andare a piedi, specialmente se ha già ucciso. Immaginatevi il dolore di una famiglia, degli amici, dei conoscenti di una persona uccisa sulla strada da un deficiente che usa la macchina come una pistola carica puntata a casaccio…. Faccio quindi un appello a tutti gli iscritti al gruppo: Se conoscete qualche politico, invitatelo ad iscriversi al nostro gruppo http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=112011118847994e a partecipare attivamente al cambiamento delle regole e delle leggi che dovrebbero tutelare la nostra vita e quella dei nostri cari. Pio

>Una Bella Serata in biblioteca


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La presentazione del calendario, l’assegnazione delle borse di studio, la presentazione dell’arbitro di Volley di Serie A Maurina Sessolo, primo arbitro donna in Italia a coprire questa carica, e al termine il collegamento da Novara con Genny Barazza che ha interagito volentieri con il pubblico presente nell’aula magna della biblioteca. Tutto questo ha fatto si che la serata sia stata un piacevole incontro .
Guarda una parte della video conferenza cliccando qui: http://www.youtube.com/watch?v=1683fzMZDBU

http://www.comune.codogne.tv.it/

>Dino De Poli il "Grande Saggio" ritorna a Codognè dopo tanti anni


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“Giovani si diventa” In queste poche parole il presidente Dino De Poli ha riassunto la sua filosofia di vita ed il suo “essere” attuale, visto che, alla veneranda età di ottantanni non nasconde il suo interesse per i vari progetti che sta seguendo ed ha in cantiere per i prossimi anni.

L’occasione di incontrarlo all’Antica Trattoria di Campocervaro a Cimetta di Codognè nell’ambito dell’iniziativa dell’amministrazione del sindaco Roberto Bet e della sua squadra denominata “Ristorando”.

I ristoranti, le trattorie, gli agriturismo, le pizzerie locali, sono state invitate (ed hanno aderito in massa) a presentare per il mese di ottobre, menu’ a base di Mela Cotogna, un particolare frutto con caratteristiche organolettiche che lo rendono peculiare, che da il nome al paese.

L’incontro molto informale, si è trasformato in una simpatica chiaccherata tra amici, e non sono mancati certo gli spunti di conversazione; dalla politica all’economia, dall’agricoltura alla gastronomia,dalla religione ai temi sociali più attuali.

Il  Saggio  De Poli, ha dato prova della sua enorme conoscenza culturale e del suo amore per la città di Treviso, intrattenendo i commensali, tra i quali il sindaco Roberto Bet, gli assessori Graziano Rosolen e Lisa Tommasella assieme al presidente della Cantina di Codognè Giorgio Moras e la sua gentile consorte.

L’argomento principale della serata è stato comunque la Mela Cotogna, che l’amministrazione Bet sta cercando di rilanciare come prodotto locale nell’ambito di uno sviluppo agroalimentare fatto di piccole realtà come appunto quella di Codognè che cerca in questo modo di uscire dall’anonimato anche a livello nazionale e perchè no, visti i mezzi di comunicazione che internet e la rete ci offrono, anche a livello più ampio.

De Poli ha guardato con favore a questa nuova iniziativa ed ha promesso di mantenere vivo l’interesse per questa realtà che premia il prodotto locale autoctono invece che altre  più “globali”. ma meno vicine ad un’economia di rilancio dell’agricoltura, che rimane di fatto la vera ricchezza del paese e del suo territorio.

Erano tanti anni che non si vedeva  De Poli a Codognè, e la sua presenza quì sta sicuramente a sottolineare che i venti della novità stanno soffiando in questa direzione. Codognè merita una collocazione migliore ed a più ampio respiro sia Regionale che Nazionale; la sua posizione geografica, le radici contadine, la cultura Cristiano- Veneta, alla quale nessuno quì intende rinunciare, possono sicuramente fare del nostro paese una realtà diversa e perchè no, conosciuta ed invidiata anche dall’esterno. Bisogna credere di esistere e farlo in una maniera che dia risalto alle diversità locali nell’ambito dell’agroalimentare, partendo dai vini prodotti dai più di cinquecento soci della Cantina Sociale di Codognè, a prodotti che vanno promossi a pieni voti e che possono creare nel futuro una vera e propria economia locale a contrasto dello “spauracchio” di una crisi dalla quale dobbiamo e possiamo uscire lavorando insieme con un obiettivo unico.

Ieri si è discusso del piano casa, in consiglio comunale, e questo ha riportato a galla il discorso di un’edilizia che deve essere rilanciata anche con il consenso popolare del “chilometro zero”. Diamo la possibilità e l’opportunità di lavorare nella costruzione e nella ristrutturazione, a ditte locali.  Impresari, Idraulici, Lattonieri,Pittori,Elettricisti,Piastrellisti, Falegnami e artigiani del paese e delle zone limitrofe al territorio comunale danno una garanzia di fiducia a chi li ingaggia, e non solo. Assumendo opere locali si stipula una sorta di “assicurazione alla manutenzione” e si contribuisce a distrubuire lavoro e risorse nel territorio in cui si vive.

Per concludere posso dire che nonostante abbia avuto negli anni  numerose occasioni di fotografare il presidente De Poli, non avevo mai avuto il piacere e l’onore di poterlo sentir parlare. E’ una persona con la quale si conversa piacevolmente e che non fa sentire assolutamente l’interlocutore a disagio, anzi, con le sue “perle di saggezza” sa coinvolgere positivamente e ti lascia un senso di aver imparato qualcosa nell’averlo avuto allo stesso tavolo per una serata costruttiva e piacevole. (pio dal cin)

>Roberto ti siamo vicini


>In questo momento di dolore per il nostro amico e sindaco Roberto Bet, ci stringiamo a lui  e alla sua famiglia con un abbraccio virtuale ma non per questo meno energico. Spesso ai grandi uomini vengono imposte dal destino prove forti come questa.
Il dolore di oggi di Roberto che fraternamente condividiamo ci aiuta a capire che le persone che amiamo, rimangono per sempre nel nostro cuore.

http://www.beliefnet.com/religion/devotionals/psalm23/56k_pop.html

>AddioValter Ortolan Grande Uomo, Alpino, Vicesindaco


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Le parole non basterebbero ad esprimere i sentimenti che si provano nel salutare un Amico. Un Grande Uomo, Padre, Marito, Figlio Fratello non solo per i suoi famigliari.
Un Alpino con la “stoffa” del Comandante buono, un capace Vicesindaco. Non dimenticheremo mai il tuo esempio e trarremo forza dal tuo grande coraggio. Grazie Valter.

http://www.youtube.com/watch?v=VonvBDAstYM