Italia: Tasse Vessazioni Ruberie Suicidi e Ingiustizie.Robin Hood dove sei?


Crisi, Ruberie,Tasse, Vessazioni, Suicidi,dov’è Robin Hood?

Robin Hood statue in Nottingham
Robin Hood statue in Nottingham (Photo credit: Wikipedia)
Robin Hood statue in Nottingham (Photo credit: Wikipedia)

(by pio dal cin)  Quanto riusciremo ancora a sopportare le tasse,le imposizioni,la pressione fiscale e psicologica che lo stato esercita sul Popolo Italiano? Possiamo veramente chiamarci una Repubblica? I ladri rubano dalle tasche degli Italiani e non fanno un giorno di carcere. La gente muore di fame, i pensionati non ce la fanno ad arrivare a fine mese, i giovani senza speranza debbono farsi aiutare dai genitori a sopravvivere e loro, i politici con paghe e pensioni da urlo, continuano a fregarsene del popolo Italiano.Agenzia delle Entrate ed Equitaliamandano cartelle e controlli a pensionati e dipendenti, mentre i parlamentari rubano e sguazzano nell’oro delle ruberie fatte a man bassa a scapito dei cittadini. La notizia che mi ha fatto scrivere questo post è quella dellavedova del povero uomo suicidatosi dandosi fuoco Equitalia (lo sceriffo di Nottingham) le recapita una cartella con l’imposizione di pagare 60 mila euro entro 30 giorni. Come dire: “Ti sei suicidato perchè non ce la facevi a pagare il debito? Beh i soldi li prendiamo da tua moglie” Solo che la povera vedova vive con una pensione di stato di 480 Euro. Uno schifo.
Come si fa a vivere in un paese cosi? Dove sei Robin Hood? E’ di questo che abbiamo bisogno, di un eroe che aiuti il Popolo Italiano a liberarsi da questa masnada di maledetti senza scrupoli, buoni solamente a chiedere e a mungere i poveri cristi, e dopo averli spinti al suicidio, attaccare vedove ed orfani per avere poche migliaia di Euro, mentre chi tira i fili di questa ingiustizia sociale, che grida vendetta al cospetto di Dio, gode di pensioni da Novanta mila Euro al mese.

Quanto riusciremo a sopportare tutte le ingiustizie che strangolano la povera gente? Cosa fanno i politici se non chiaccherare senza fare niente per cambiare?

Chi ci salvera? Grillo? (sa solo sbraitare contro tutto e tutti) Renzi? (non passa giorno che non si senta parlare di lui, ma sembra che sappia solo sentenziare e sinceramente ha rotto le scatole) La nuova destra? Forza Italia? La Lega? Nessuno sembra in grado di essere il veroRobin Hood, quello che ci salverà da tutto questo.

Il vero Robin Hood siamo noi, il Popolo Bue, pronto ad andare a votare le solite facce da culo, che continueranno a mungere la vacchetta del povero pensionato, o del pirla che porta a casa lo stipendio che da quando siamo in Europa, e nell’Euro, è sempre rimasto lo stesso.

Cosa possiamo fare? La rivoluzione. Come fecero i Francesi nel 1789 quando andarono a prendere chi li strangolava dentro alla Bastiglia. Non sarà cosi’ facile perche’ i nostri governanti hanno imparato una cosa dagli Antichi Romani :”Divide et Imperat”: metti una classe contro l’altra, un gruppo di persone contro l’altro;
gli impiegati contro gli operai, gli statali contro i metalmeccanici, gli infermieri contro i medici, e via così. Mentre noi poveri cristi siamo impegnati a farci la guerra, loro sguazzano tra spese e rimborsi, tra cene e viaggi all’estero a carico dei contribuenti.

Fare nomi? Inutile. Basta leggere i giornali. Gli scandali e le ruberie sono ormai diventati uno sport nazionale (per ricchi). Quello che fa più male è il senso ASSOLUTO  di impotenza che deriva dal fatto di rendersi conto che il povero cittadino strangolato da gabelli e tasse, niente puo’ fare per ribellarsi, e alla luce dei fatti di cronaca di cui  sopra, nemmeno il suicidio ha aiutato quel povero uomo che si è dato fuoco.

Di chi è la responsabilità di tutti quelli che si tolgono la vita? Dei politici inetti, delle agenzie fiscali ,di tutti coloro che parlano e dicono che bisogna far qualcosa per cambiare e sono mesi che cercano di fare le riforme per una legge elettorare e non ci sono ancora riusciti, di un sistema giudiziario più snello, e non ci sono ancora riusciti, di aumentare stipendi, posti di lavoro, pensioni e non ci sono ancora riusciti, perche’?
Perchè manca la volontà di farlo.

Tra un po’ ci chiameranno a votare e le stesse faccie, le stesse promesse, le stesse bugie si ripeteranno con volti e modalità diverse. Cambieranno i volti e le persone che il popolo bue andrà a votare ma la sostanza non cambierà mai; continueranno a prenderci per i coglioni e per dei coglioni, perchè se continueremo a sopportare tutto quello che stiamo sopportando ingiustamente, senza reagire, è proprio questo che siamo e saremo

Politica e futuro


Previsioni sulla politica italiana per il futuro:
Il pdl verra’ sciolto e ritorneranno a formarsi i partiti che lo hanno composto, rivendicando la loro autonomia e andando a creare nuovi poli che andranno ad allearsi a comporre nuove alleanze. La Lega si scindera’ in due o piu’ correnti altrimenti e’ destinata a perdere ben piu’ consensi, vista l’impopolarita’ di certe decisioni come quella dei ministeri al Nord che non servono assolutamente a niente rispetto ai problemi concreti della gente. Maroni diventera’ il nuovo leader del carroccio e forse anche il nuovo primo ministro del dopo berlusconi. Gli Italiani chiederanno un referendum per abrogare le ricche paghe dei parlamentari ed i loro privilegi.La sinistra privata del suo bersaglio preferito berluscono continuera’ ad arrovellarsi cercando un programma vero per governare con i suoi “dinosauri” senza riuscirci e trovera’ un nuovo bersaglio sul quale scaricare le sue frustrazioni. Grillo continuera’ a cavalcare il malcontento “monetizzando” con i banners del suo cliccatissimo blog. Infine i tre moschettieri del terzo polo continueranno a voltarsi ora a destra ora a sinistra a seconda di come tira il vento, come sono soliti a fare i voltagabbana, e in tutto questo baillame a rimetterci, come sempre saranno i poveri pensionati, i disoccupati, i cassintegrati, i giovani in cerca di lavoro per pagare un mutuo che petmetta loro di farsi una famiglia, mentre chiedendo enormi sacrifici al popolo, i parlamemtari continueranno a vivere come nababbi con le loro pensioni d’oro e le loro paghe stratosferiche, poiche’ alla fine, troveranno il sistema per non fare il referendum di cui sopra

Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta


Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta

via Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta.

Fini un comunista venuto dall’estrema destra


 

L’alleato migliore di Di Pietro e di Bersani ? Fini naturalmente!  Ovvero, se la politica si sposta sul piano personale come ha voluto fare Gianfranco, allora non si tiene più conto del mandato degli elettori che l’hanno votato. E’ bello sapere di aver votato Fini come rappresentante di un pensiero conservatore che piaceva a chi voleva come Berlusconi e Bossi un governo di centro destra che si era rivelato essere il più blindato negli ultimi cinquant’anni, non solo in Italia ma, vorrei esagerare, addirittura in Europa. Con la maggioranza ottenuta dalle ultime elezioni, il centrodestra avrebbe potuto governare così per tanti anni senza problemi, dando al paese una stabilità che la sinistra aveva sempre sognato ma non è mai riuscita a realizzare.

La Storia, maestra di vita, ci insegna che le migliori alleanze possono solo essere intaccate dall’interno. L’impero Romano cadde a causa di lotte intestine e non certo per mancanza di organizzazione sociale o difensiva. La sete di potere e la smania di governare crearono i presupposti per una guerra civile che spalanco’ di fatto le porte ai “barbari” che la misero a ferro e a fuoco.

Quello di Roma è solo uno degli esempi che la Storia ci consegna, e di tradimenti e di traditori ce ne sono stati un’infinità. Forse lo sbaglio di Berlusconi è stato quello di credere che Fini, abituato alle luci della ribalta come presidente di alleanza nazionale, se ne sarebbe stato tranquillo ad appoggiare il suo “nuovo capo”.

Disse bene Donna Assunta, la mioglie di Almirante, in un’intervista ad “Anno Zero” che Fini non doveva tradire “l’eredità politica” lasciatagli da suo marito Giorgio per andare ad abitare nella casa di un altro (Berlusconi) . Avrebbe fatto meglio, come fece Bossi, a tenersi stretto stretto il suo partito, appoggiando Berlusconi e la sua coalizione. Se le divergenze fossero diventate incolmabili, come è successo, si sarebbe potuto delfilare con onore, invece ha voluto immischiarsi in una lotta  che nulla ha più del politico ma che si è spostata sul piano personale, dove la “testa” di Berlusconi, politicamente parlando è l’unica cosa che gli preme veramente.

Nel fare così, Fini è diventato il migliore alleato di una sinistra che ha sempre combattuto, capitanata da Di Pietro e Bersani, facendo il loro gioco, e per salvare la faccia (troppo tardi comunque) si è inventato un’alleanza di centro con Casini (l’eterno centrista opportunista che si sposta a seconda di come tira il vento) e un ripescato Rutelli che non sapendo più che pesci pigliare politicamente, ha visto nell’alleanza  una specie di “carroccio alla rovescia” dove saltare su prima che sia troppo tardi, e in nome di questa Santa Alleanza si ripromette di far fuori sia Berlusconi sia Bossi, cavalcando la tigre della moderazione di centro che odora anche troppo forte di Democrazia Cristiana.

Non funzionerà poichè, sia Casini che Fini vogliono fare da primedonne e si troveranno presto o tardi a dover dividersi un ruolo che difficilmente potranno condividere, vista la vocazione allo “spot light” e alla continua ricerca di attenzione come se fossero le “sorellastre” di Cenerentola che vogliono attirare l’attenzione del bel principe(i media).

Non hanno tenuto conto dello spessore politico che Bossi e Berlusconi insieme rappresentano in questo momento, e se Fini minaccia un’opposizione sfrenata ( e su questo sarà appoggiato da Casini) , si accorgerà presto che le inevitabili elezioni porteranno ancora più voti a Lega e Pdl spazzando via di fatto il partitino che Fini ha fondato sulle ceneri prima di Alleanza Nazionale, e poi del Pdl, del quale fino a poco tempo fa si vantava di essere un co-fondatore, ma che non ha esitato ad affondare per motivi personali.

Mi sembra che sia recidivo in questo fondare partiti per poi affondarli, e allora se il proverbio “il lupo perde il pelo ma non il vizio” mi sembra quello che calzi più a pennello al signor Gianfranco, sono veramente curioso di vedere come tutto questo andrà a finire, ma sicuramente ne vedremo delle belle. Peccato che a farne le spese saranno come sempre gli Italiani che incautamente hanno riposto la loroi fiducia in un leader che ha dimostrato di essere poco avezzo alla vittoria, ma più in sintonia con il tradimento della fiducia che in lui era stata riposta.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/380011/

Fini il “galletto” nel pollaio con Casini e Rutelli troverà l’Oste e finirà arrosto


Due galli nel pollaio non possono coesistere, questo ci insegna la saggezza dei nostri proverbi. Fini ha deciso quindi di crearsene uno suo con i suoi fedelissimi trentatre pollastri. Vicini di casa altri due “galletti” condivideranno con lui una fetta di parlamento che viene già definita il terzo “pollo” (pardon POLO)  del quale la politica sembra non poter, o non voler fare a meno in questo momento.

Lo sgambetto a Berlusconi, varrà a Fini l’alleanza con Casini e Rutelli,  ed ecco fatta una nuova realtà politica che molto probabilmente sfocierà a settembre in una crisi di governo e ad elezioni anticipate. Ecco quindi che Fini serve alla sinistra la testa del Cavaliere in un piatto d’argento, dando loro quello che tanto amano in questi ultimi anni una nuova “campagna elettorale” dalla quale le sinistre non sono mai riuscite a staccarsi. A Di Pietro e Bersani piace essere sempre in campagna elettorare poichè entrambi sperano in una ressurrezione politica che manca loro dallo strepitoso successo della lega, ma che non avverrà perchè sia Fini che Casini e Rutelli, stanno facendo i conti senza l’oste.

E l’Oste con la O maiuscola è Bossi, che consapevole della grande popolarità della lega e della sua inossidabile alleanza con il premier, sa che questo sarà il viatico per rimandare a casa una volta per tutte e con un sonoro “calcio nel sedere politico” il traditore dell’alleanza Gianfranco Fini. Nello staccarsi da berlusconi ha firmato da solo la propria condanna in nome di libertà presunte e non garantite dal Pdl, ha gettato alle ortiche una coalizione che era partita più blindata di Fort Knox.

L’Oste lo sappiamo bene, cucina i suoi polli a fuoco lento, dopo averli ben ingrassati con un buon mangime. Si preparino quindi i tre ad un autunno molto caldo che varrà loro un ‘ennesima sconfitta fatta di presunti numeri e presunte alleanze che se anche dovessero improbabilmente  tenere, non si avvicinerebbero in qualsiasi modo allo strapotere esercitato dall’aleanza Bossi- Belusconi.

Fini perderà quindi due delle cose che gli stanno più a cuore; la leadership (se non limitata al pollaio dei trentatre) e la luce dei rilettori che saranno puntati su di lui solo momentaneamente, ma che si spegneranno subito quando inevitabilmente farà la fine che si meritano i traditori “l’oblio”. Forse potrà sperare solo di passare alla storia come quello che ha fatto cadere il governo Berlusconi, ma sarà la magra soddisfazione di uno che si da una martellata sulle palle, visto che di quel governo ha fatto parte anche lui. Un Karakiri politico. Ben gli sta, dicono a Nord i Leghisti che da mesi oramai non ne possono più di sentirsi dettare le regole da un Fini che malato di protagonismo ha sparato contro Silvio e indirettamente contro la Lega, inimicandosi così, ingenuamente dal punto politico, un Popolo del Nord del quale oramai nessuna forza politica che voglia governare, può fare a meno di tenere in considerazione.

Casini Rutelli e Fini sembrano i tre ufficiali abbandonati su una scialuppa dagli ammutinati del Bounty e forse finiranno se va loro bene su un’isola deserta popolata di giovani donne che sapranno forse consigliarli meglio di quelle con le quali sembrano essersi consultati fin qua.

Riderà forse Di Pietro che sperando in qualche punto percentuale in più, se i andasse alle elezioni, e continuerà ad inveire e a starnazzare alzando la voce contro Berlusconi e la Lega. E quì ritroviamo i proverbi e la saggezza popolare che recita: “Ride ben chi ride ultimo”ma l’ultimo a ridere non sarà nemmeno il “calesse” di Bersani con dentro i D’alema  e Franceschini che ritorneranno finalmente a quello che amano di più fare : Campagna Elettorale. Con un solo grande difetto: che non riescono mai in tempo a capire quando questa sia già finita e continuano imperterriti anche dopo aver perduto con sonore batoste le elezioni a sperare in una rinascita che visti i presupposti non avverrà prima, forse, dei prossimi trent’anni. (pio dal cin  2010 )

La Fine di Fini (un vecchio post dell’aprile scorso)


Fini contro Berlusconi e la sindrome da “leader senza attenzioni”

Era nell’aria da parecchi mesi. Le ostilità politiche di Fini con Berlusconi erano già emerse da tempo. Adesso Fini ha proprio toccato il fondo, attaccando direttamente Berlusconi ed indirettamente la Lega Nord. Errore politico imperdonabile. Difficile tornare indietro. Con questa mossa sbagliatissima di attacco (sotto i riflettori dei media) Fini ha decretato il suo “suicidio politico.

E’ solo una questione di tempo. Fini è spacciato. Ha scelto il momento ed i luoghi sbagliati per lanciare una sfida inutile, e ne pagherà le conseguenze.

Tutto nasce da quando Alleanza Nazionale è stata inglobata nel Pdl. Fini, abituato alle luci della ribalta ha avuto una crisi di identità quando si è accorto di non essere più sotto i riflettori dei media, e, accorgendosi che Bossi e la Lega Nord aumentando le percentuali di elezione in elezione gli stavano in qualche maniera “sottraendo” tempo e articoli sui media nazionali, ha deciso di fare il “rompiscatole” ad oltranza, non accorgendosi però che così facendo ha decretato la sua condanna a scomparire dalla scena politica.

Forse potrà trovare un drappello di fedelissimi. Ma lui non è Leonida e i fedeli non saranno 300 come quelli delle Termopili. Fare la guerra a Berlusconi e a Bossi in questo momento delicato, nel quale dovrebbero a breve partire le riforme, forti dei risultati elettorali ottenuti, equivale ad allearsi a Di Pietro e Bersani, che non avendo più nessun colpo in canna da sparare (politicamente) si ritrovano per magia ad avere in Fini un inaspettato, quanto improbabile alleato nella lotta a Berlusconi ed alla sua coalizione.

Si. Perchè dopo i suoi interventi di ieri, Fini farà più bella figura con Di Pietro e Bersani; e visto che la sinistra, come si propone in questo momento, no ha e non avrà leaders capaci di contendere la leadership all’attuale amministrazione per i prossimi venti-trent’anni, potrebbe accoglierlo tra le loro fila, e magari dargli un posto di candidato premier con la sinistra, visto che il gioco che sta facendo di fatto aiuta questi pseudo-comunisti a destabilizzare un governo forte e fin’ora ben coeso.

La storia ci insegna che la debolezza delle grandi alleanze, più che i nemici sono sempre state le lotte intenstine. Quando l’Antica Roma poteva governare sul mondo è caduta grazie  alle beghe interne per il potere che di fatto aveva già, ma che non era stato ben distribuito tra i leaders che reclamavano un posto sempre più alto nel prestigio della conduzione.

Questa, purtroppo per Fini, è l’ora della Lega Nord, di Bossi, alleato Fedele di Berlusconi. E’ l’ora del Federealismo, delle Riforme e di fare quadrato compatti per rinnovare finalmente un Paese come il nostro che grazie alla lungimiranza politica di Bossi e Berlusconi finalmente riuscirà ad avere un sistema diverso e più snello di istituzioni, riforme che da decenni aspettano di essere fatte, e di quel federalismo che può rilanciarlo verso nuove frontiere.

Concludo aggiungendo un accento sulla parola Fini….Finì.

(pio dal cin – riproduzione vietata- copyright 2010)

Fini contro Berlusconi e la sindrome da “leader senza attenzioni”


Era nell’aria da parecchi mesi. Le ostilità politiche di Fini con Berlusconi erano già emerse da tempo. Adesso Fini ha proprio toccato il fondo, attaccando direttamente Berlusconi ed indirettamente la Lega Nord. Errore politico imperdonabile. Difficile tornare indietro. Con questa mossa sbagliatissima di attacco (sotto i riflettori dei media) Fini ha decretato il suo “suicidio politico.

E’ solo una questione di tempo. Fini è spacciato. Ha scelto il momento ed i luoghi sbagliati per lanciare una sfida inutile, e ne pagherà le conseguenze.

Tutto nasce da quando Alleanza Nazionale è stata inglobata nel Pdl. Fini, abituato alle luci della ribalta ha avuto una crisi di identità quando si è accorto di non essere più sotto i riflettori dei media, e, accorgendosi che Bossi e la Lega Nord aumentando le percentuali di elezione in elezione gli stavano in qualche maniera “sottraendo” tempo e articoli sui media nazionali, ha deciso di fare il “rompiscatole” ad oltranza, non accorgendosi però che così facendo ha decretato la sua condanna a scomparire dalla scena politica.

Forse potrà trovare un drappello di fedelissimi. Ma lui non è Leonida e i fedeli non saranno 300 come quelli delle Termopili. Fare la guerra a Berlusconi e a Bossi in questo momento delicato, nel quale dovrebbero a breve partire le riforme, forti dei risultati elettorali ottenuti, equivale ad allearsi a Di Pietro e Bersani, che non avendo più nessun colpo in canna da sparare (politicamente) si ritrovano per magia ad avere in Fini un inaspettato, quanto improbabile alleato nella lotta a Berlusconi ed alla sua coalizione.

Si. Perchè dopo i suoi interventi di ieri, Fini farà più bella figura con Di Pietro e Bersani; e visto che la sinistra, come si propone in questo momento, no ha e non avrà leaders capaci di contendere la leadership all’attuale amministrazione per i prossimi venti-trent’anni, potrebbe accoglierlo tra le loro fila, e magari dargli un posto di candidato premier con la sinistra, visto che il gioco che sta facendo di fatto aiuta questi pseudo-comunisti a destabilizzare un governo forte e fin’ora ben coeso.

La storia ci insegna che la debolezza delle grandi alleanze, più che i nemici sono sempre state le lotte intenstine. Quando l’Antica Roma poteva governare sul mondo è caduta grazie  alle beghe interne per il potere che di fatto aveva già, ma che non era stato ben distribuito tra i leaders che reclamavano un posto sempre più alto nel prestigio della conduzione.

Questa, purtroppo per Fini, è l’ora della Lega Nord, di Bossi, alleato Fedele di Berlusconi. E’ l’ora del Federealismo, delle Riforme e di fare quadrato compatti per rinnovare finalmente un Paese come il nostro che grazie alla lungimiranza politica di Bossi e Berlusconi finalmente riuscirà ad avere un sistema diverso e più snello di istituzioni, riforme che da decenni aspettano di essere fatte, e di quel federalismo che può rilanciarlo verso nuove frontiere.

Concludo aggiungendo un accento sulla parola Fini….Finì.

(pio dal cin – riproduzione vietata- copyright 2010)

Bossi Umberto Lettera aperta


Lettera aperta ad Umberto bossi

Caro Umberto Bossi,

Si ricorda quando nel lontano 1993 venne a Codognè (treviso) ad aiutarci a vincere una battaglia importante e cioè quella di allontanare una “boss” mafiosa inviata qui a scontare il suo soggiorno obbligatorio?
In quell’occasione(dopo che la Mazza fu allontanata) promise che ogni anno a maggio sarebbe ritornato a Codognè per celebrare con i cittadini la vittoria ottenuta.
Adesso sarebbe il momento opportuno caro Senatore Bossi, perchè il paese rischia un’altra volta di cadere nelle mani della sinistra che ha governato per dieci lunghissimi anni.
Venga a trovarci Bossi con il Suo carisma e venga a dare la carica ad una campagna elettorale che sta per iniziare e che vede uno degli ultimi baluardi della sinistra in prima linea per vincere un’elezione che non possiamo permettere loro di vincere.Sono pochi oramai i Comuni che sono governati male da questa sinistra fanullona e malata che sa solo sbraitare e criticare invece di proporre e proporsi come valida alternativa come sta facendo la Lega Nord a Codognè candidando gente nuova che ha voglia di fare bene per il paese.Venga a trovarci signor Senatore, a Codognè con il suo carisma vinceremo di sicuro.
(pio dal cin)