Luca Zaia Il Premier che tutti vorrebbero al posto di Renzi


Luca Zaia il Governatore che potrebbe essere Premier (al posto di faccia da cool)

+Luca Zaia  è sicuramente un cavallo di razza. Uno di quei politici che nascono una volta ogni cento anni. Un leader capace di ricompattare un Veneto disunito dalla diaspora del sindaco di Verona che peccando di orgoglio si è dato una tremenda randellata sui maroni. Sperava il “cacciatore di lupi” di soffiare la sedia di governatore a +Luca Zaia ? No. Lo sapeva bene che non ci sarebbe riuscito. Quello che voleva era semplicemente rompere le uova nel paniere e trascinare nella caduta libera il grande Luca. Ha fatto male i conti. A Tosi bastava un 10% per diventare il nuovo “Casini”, la banderuola pronta a cambiare casacca a seconda dell'”appeal” della poltrona.

Lasciamo il sindaco di Verona nel suo brodo. Si potrà consolare magari telefonando a Muraro, e insieme considerare e meditare su un tradimento che +Luca Zaia  non meritava.

Luca, dicevamo, è l’unico capace di unire un centrodestra  allo sbando che cerca una nuova identità che non alberga però nelle posizioni a volte troppo radicali di un Salvini che più volte ha dimostrato di  non avere la diplomazia necessaria per conquistare i moderati non troppo felici con posizioni troppo estremiste assunte dal segretario Leghista durante una campagna elettorale che non escludeva nessun colpo basso da entrrambe gli schieramenti.

Luca potrebbe essere la vera alternativa a Renzi che ormai ha stufato con la sua arrogante maniera di imporsi si pè conquistato l’antipatia di molti, e non solo negli schieramenti del centro destra ma adirittura del suo stesso partito dove non  è visto troppo bene per il suo desiderio quasi morboso di accentrare tutti i poteri ed i meriti attorno alla sua figura.

Lo scivolone più grande dal punto di vista politico lo ha fatto prima delle elezioni, difendendo a spada tratta il candidato dei candidati, l’ineleggibile De Luca. Un boomerang che gli è costato sicuramente un’ulteriore botta di antipatia collettiva da parte degli elettori in cerca di onestà, se mai fosse possibile , nella politica che stufa e allontana la gente da corrotti e mafiosi che bazzicano come moscerini nei palazzi del potere.

Ecco cosa ha detto Berlusconi di Zaia e se anche si può riconoscere al cavaliere il suo declino politico negli ultimi anni non si può non dargli atto della sua capacità di scegliere gente che mastica bene la politica. (ad eccezion fatta per Alfano)

+Luca Zaia  potrebbe veramente rappresentare quel collante che manca per riunire il centro destra moderato a sconfiggere una sinistra che vorrebbe continuare a pigliarsi tutto, magari anche in maniera poco democratica. Le elezioni in Veneto sono un segnale forte di cambiamento. Io stesso, che ho strappato la mia tessera elettorale alcuni anni fa, completamente schifato da una politica rubacciosa e corrotta che non era e non è più quello che dovrebbe essere, la rappresentazione e la rappresentanza del volere della gente, sono andato in municipio per farmela rifare. La ragione è spiegata con il fatto che finalmente dopo tanti anni sono riuscito a votare per una persona che conosco da trent’anni (Luca) e che ho potuto conoscere ed apprezzare, e votare alcuni dei candidati nella sua lista come Sonia Brescacin vice  sindaco di San Vendemiano e Alberto Villanova, un gentleman di Pieve di Soligo con il carisma innato per la politica. Questo può e dev’essere il sistema che caratterizza ogni elezione: poter votare per chi si conosce, non per un partito che poi sceglie i suoi rappresentanti tra emeriti sconosciuti che niente hanno da condividere con chi li ha votati.

Non resta che attendere. Il Governatore più votato d’Italia si è già messo al lavoro. Sa che ha molto da fare. I problemi sono innumerevoli e in continua evoluzione. Ha bisogno di una squadra che lo aiuti nel difficile compito di mandare avanti le cose in modo semplice e determinato con la caratteristica che lo ha sempre distinto: il coraggio di innovare coniugato con una tenacia che gli viene dalla cultura contadino cristiana che arriva da secoli di sofferenze che hanno forgiato i Veneti senza poterli spezzare.

E’ bello poter di nuovo credere in un uomo politico. Luca sconfiggerà anche l’apatia di chi come me aveva scelto di fare parte di quel partito dei “non votanti”, e ritroverà nella sua leadership la  forza del grande  condottiero che in questi passati cinque anni ha dimostrato in svariate occasioni di essere.

Tosi e la maledizione del Lupo Bianco (decreta la sua morte politica)


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Leggendo questo articolo doveTosi autorizza l’uccisione dei Lupi in Lessinia (per fortuna bloccato poi dal TAR) immagino difficile che una persona sensibile possa votare per un candidato alla presidenza del Veneto che in nome di una “sicurezza dei cittadini” autorizzi che vengano abbattuti mamma papà e cinque lupetti. Ci vuole coraggio, o mancanza di sensibilità dico io. Il Lupo per i Nativi Americani è un animale sacro, il maestro di vita, colui che insegna ad amare il proprio gruppo e la famiglia.Uccidere un Lupo significa attirare la stessa sorte su di te, caro Flavio e la tua “morte” (politica s’intende) ti verrà servita in un piatto d’argento quando le tue migliori aspettative verranno deluse il 31 maggio quando i Veneti andranno a votare. Il lupo vive per il branco, ed il branco vive per ogni singolo Lupo, proprio al contrario di te caro Tosi che non hai nemmeno avuto l’umiltà di riconoscere la saggezza politica e la superiorità di capacità gestionale e di +Luca Zaia  facendogli uno sgambetto clamoroso. Hai cercato di abbattere il Lupo Alfa per prenderne il posto; qualsiasi cosa pur di conservare una bella e comoda poltrona, altro che “Amore per il Veneto ed i Veneti” Se veramente avessi amato la tua regione non avresti fatto questo subdolo tentativo di trascinare giù dalla montagna Luca e magari, secondo la tua logica un po’ incomprensibile, far vincere la sinistra con “ladylike”.
Stai tranquillo. +Luca Zaia  vincerà alla grande, e tu (lo sai già) ti porterai a casa quella risicata “percentualina” che ti servirà ad i,nserirti tra i moderati che hai combattuto per venticinque anni. “Chi di Lupo ferisce di Lupo perisce”. Vedrai, le promesse che ti hanno fatto a Roma non saranno mantenute poichè no avrai quel peso politico che “loro” si aspettavano e ti faranno fuori senza indugio. Allora ti ritroverai da solo e ripenserai a quello che hai fatto e ti sentirai male entro. Gli amici non si tradiscono Flavio. Quello che hai fatto è molto grave e consegna ai “romani” un Veneto diviso proprio quando l’unità avrebbe fatto comodo a tutti in vista del referendum sull’autonomia e di quello sull’indipendenza.

Hai dimostrato di non amare il Veneto ed i suoi abitanti. Personalmente piuttosto di votare te voterei un Siciliano. Loro almeno hanno un forte senso di lealtà e di appartenenza che sembrano non abitare dalle tue parti. Buon lavoro  Flavio e pensa a quello che hai fatto, ogni giorno quando ti guarderai allo specchio, e se alle tue spalle verai l’immagine di un Lupo ricordati di quelli che volevi far abbattere in Lessinia, e capirai forse, il perché della tua sconfitta come politico ma soprattutto di quella come Veneto.

Codognè rielegge Roberto Bet sindaco con un plebiscito (75%)


(by pio dal cin)

MAY
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Codognè rielegge Roberto Bet sindaco con un plebiscito

(by pio dal cin) Congratulazioni a Roberto Bet per la sua rielezione a sindaco di Codognè. Voglio cominciare questo breve articolo con una foto presa da Repubblica  eccola qui

Questo risultato sembra premiare il lavoro svolto durante gli ultimi cinque anni, e prescinde dai Risultati Nazionali (dati Ministero Interno) che hanno visto il PD come prima forza politica del Paese  e la “sconfitta” di +Beppe Grillo  ed il suo M5S.
 
Roberto Bet  è un sindaco Leghista; il primo del paese. La sua vittoria più che un successo della Lega Nord ma il successo che ha ottenuto per la seconda volta è sicuramente legato alla sua gestione della cosa pubblica durante un periodo molto difficile, dal 2009 ad oggi, durante il quale sarebbe stato più facile nascondersi che amministrare con delle assurde regole come ad esempio il Patto di stabilità solo per citare uno dei tanti ostacoli messi tra i piedi a chi cerca di tenere in equilibrio un paese di 5300 abitanti.
 
Roberto Bet ha saputo tenere bene le redini, in un paese non facile e che veniva da dieci anni di amministrazione della sinistra. Ha saputo soprattutto essere il “sindaco di tutti” come aveva annunciato durante la sua campagna elettorale. Certo che accontentare tutti non è possibile,ma se guardiamo il paese di Codognè in provincia di Treviso cinque anni dopo il primo insediamento del primo cittadino lo vediamo sicuramente migliorato nelle opere pubbliche, nella sua presenza sul Web (scrivendo il nome del paese ci sono circa 910.000 risultati utili) Un paese “connesso” come era stato promesso.
 

 
Un’altro pregio di Roberto è sicuramente quello di aver prestato attenzione a chiunque si sia rivolto a lui, anche da coloro che non hanno appoggiato la sua elezione.
Questo non fa che dimostrare che oggi più che a livello locale contano più i volti delle persone e le loro azioni, piuttosto che la loro appartenenza politica.
Questo dovrebbe servire da monito e da esempio a chi governa a livelli più alti, a Roma. 
Grazie Roberto e buon lavoro per i prossimi cinque anni.
 
(il campanile restaurato di Codognè)

 

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Perchè non votero’ il 25 Maggio


Il voto del 25 Maggio per le Europee accende ancora di più il dibattito politico. Il voto è un diritto/dovere del cittadino. Tuttavia io ho deciso di non votare. I sondaggi di oggi alla trasmissione politica del mattino “Agorà” dicono che il partito degli indecisi e dei non votanti sfiora il 43% .
Cosa significa non votare? Che non ho un’idea politica? Che sono un codardo e preferisco lasciare le decisioni importanti ad altri? Che non riesco a schierarmi con una o l’altra fazione?
Codognè Campanile Restaurato
IL MIO PERCORSO POLITICO
LEGA NORD
Durante le due ultime consultazioni ho votato Lega Nord. Ci credevo. Pensavo che finalmente saremmo riusciti a realizzare il sogno di un Nord Est indipendente da quella Roma ladrona che Bossi & Company andavano sbandierando ai quattro venti. La Padania, con Bossi che canta “Va Pensiero” con la mano destra sul petto.
La Padania si è sgretolata dopo che hanno scoperto che tutti, una volta che hanno accesso al Palazzo possono diventare “ladroni” e ora non resta che sperare nell’indipendenza del Veneto via consultazioni referendarie e legali, attraverso la costituzione e senza violenza. Maroni a Pontida ieri, ha annunciato che anche la Lombardia indirà “come I fratelli Veneti” un referendum per ottenere l’indipendenza del “Grande Nord” grande “Padania””Nord Est”? Come lo chiameremo adesso? Salvini ha un gran da fare a cavalcare I temi più populisti di questa campagna elettorale come “lotta all’immigrazione selvaggia” “No Euro” eccetera. Ma non era la Lega al governo conBerlusconi gli ultimi vent’anni? Cosa è stato fatto? L’ultima azione prima degli scandali che l’hanno travolta è stata quella di voler portare I ministeri al Nord. Con tutti I problemi che assillavano il Paese era quella forse l’emergenza? La Lega non avrà il mio voto.
GRILLO.
Lo confesso. Dopo averlo sentito sbraitare cose che mi sembravano giuste alle ultime politiche, ho deciso di votere per il comico genovese.
Ero convinto che veramente avrebbe fatto di tutto per cambiare le cose in Italia. Il successo insperato che ottenne mi riempì di gioia e di speranza.. Putroppo forse anche Grillo non si aspettava un successo così enorme, ed invece di rimboccarsi le maniche e trovare un accordo di governo atto a migliorare la situazione del Paese già allora disastrata, si è limitato a continuare ad ululare e a sbraitare, a condannare tutto e tutti, partendo da Papa Francesco (accusandolo di collusione con Pinochet) per proseguire con Napolitano e tutti gli altri che cercavano di sbarrargli la strada. “Diffida delle persone che urlano” è una frase che mi è rimasta impressa leggendo Desiderata di Mark Hermann.
Le frasi sui campi di concentramento, le “epurazioni” di stampo fascista e l’autorità settaria che contraddistingue il leader dei Pentastellati, mi suggerisce di star bene alla larga da questo Movimento che fa tanto baccano ma non sta portando l’Italia da nessuna parte. Grillo non avrà il mio voto.
RENZI
Credo che il Matteo abbia la volontà di cambiare le cose. Premetto che non ho mai votato a sinistra ma che ho tenuto l’ex sindaco di Firenze sotto “osservazione” Penso che la buona volontà di cambiare le cose in Italia lui l’abbia veramente; il solo problema è che forse non si è reso conto che non è ne in Gran Bretagna ne in America, dove un uomo da solo potrebbe e puo’ veramente fare la differenza. Lo fece Churchill durante la guerra. La Tatcher o lady di ferro. Blair.
In italia l’ultimo uomo che riuscì veramenta quasi da solo a cambiare le cose si chiamava De Gasperi, ma sono passati più di cinquant’anni. Impossibile oggi concepire un cambiamento radicale come quello che si propone di fare Renzi con un solo uomo che si prende tutto il credito del successo.Non succederà.
Renzi piace e non piace. Piace per la sua energia nel trasmerttere le idee. Non piace perchè se fai un po di zapping inTV non c’è momento del giorno o canale dove non ci sia il buon Matteo a sciorinare idee, a parlare come una mitragliatrice di come farà a cambiare tutto e tutti. Un’overdose di presenze e di apparizioni mediatiche che per quanto uno possa essere attratto dalla sua dialettica 2.0 alla lunga diventa un boomerang.
Il Pd che fino a pochi giorni fa era spaccato in tante anime, ri ricompatta. Perchè? Urge sconfiggere la destra. Urge un buon risultato alle Europee. Tutti sono sullo stesso treno, e sulla stessa lista; ergo “stiamo uniti finchè vinciamo, poi lo massacriamo politicamente”
Gli 80 Euro in busta non sono una boutade elettorale? Mi viene da ridere, o da piangere. “Sono solo un antipasto” ha detto il primo ministro. Come hanno già detto in tanti, sembrano più un voto di scambio che un vero aiuto alle famiglie. Se Renzi togliesse, che ne so, il bollo auto ed il canone RAI (due tasse subdole quanto asurde) avrebbe messo nelle tasche di ogni famiglia quasi 400 Euro che sarebbero stati spesi rimuovendo quel blocco che sta facendo ristagnare l’economia. Renzi è solo il buon “boy scout” che vorrebbe ma non puo’. Si accorgerà, dopo il 25 Maggioche il Senato non si farà rottamare da uno “sbarbatello” che vorrebbe suonare con la chitarra “we shall overcome”.
A Giulio Cesare fecero pagare cara la sua voglia di cambiamento. Lo stesso accadrà a Renzi (politicamente, ovvio, non fisicamente). Verrà sbranato dai suoi; non ci sarà bisogno di “aiuti” esterni.
Renzi non avra’ il mio voto.
ALFANO
Angelino and Company per quanto vogliano atteggiarsi al “nuovo” faranno sempre la figura di chi ha “tradito” il loro stesso creatore. L’Apostolo Pietro tradì Gesu’ per ben tre volte, salvo poi “piangere amaramente” come racconta nelVangelo Matteo. Pietro diventò colui che difese e divulgò la parola del suo Maestro meglio di tutti, e poi fu crocifisso per Sua volontà a testa in giu’.
Alfano non si farà crocifiggere per Berlusconi, ma l’idea che lo abbia “tradito” dopo che Silvio lo ha creato e gli ha insegnato tutto quel che c’era da sapere sulla politica, non piacerà agli Italiani.A me no di sicuro, anche se non mi piace Berlusconi. Ho visto in questi mesi apparire Formigoni in tutte le TV, con una faccia tosta che era veramente sconcertante. Sono questi gli uomini nuovi di Alfano? Formigoni? Quagliarello (che si è beccato la poltrona di ministro e di “saggio”)? Non voterò per Alfano.
Non mi piace com’è stato trattato il leader di Forza Italia. Non entro nel merito delle sue vicende giudiziarie (che conosco ben poco), ma dal punto di vista politico è stato trattato come la Maddalena, solo che non c’era Gesu’ a scrivere I peccati di chi voleva “scagliare la prima pietra” ed è stato “lapidato” da chi avrebbe dovuto fare un “mea culpa”
Tante volte ho scritto che Berlusconi era finito politicamente. Non mi piaceva il Berlusconi degli ultimi anni che diceva che tutto andava bene e tutto era OK. Adesso vorrebbe fare da paladino della libertà; perchè invece di rincorrere una delle sue “passioni” (le gonnelline) non si è dato da fare per sistemare le cose che andavano male? Ha avuto vent’anni per farlo senza riuscirci, perchè dovrebbe farlo adesso?
Buona l’dea di portare le pensioni ad 800/ 1000 Euro; peccato che non ci abbia pensato in tempi meno sospetti e meno elettorali. Non voterò per Berlusconi.
CONCLUSIONE
Spero di aver reso l’idea della mia decisione al “Non Voto” Vorrei inoltre ribadire il che non credo a questa Europatroppo inginocchiata allo strapotere Tedesco. Non esiste una politica estera comune, ne è la prova la gestione dell’emergenza immigrati che lascia l’Italia in prima linea da sola a fronteggiare una sistuazione che durante l’anno viene scopata sotto il tappeto salvo poi andarla a recuperare in tempi elettorali che tanto bene fanno a derive populiste e demagogiche.
Quando ci fu l’emergenza Libica, con la caduta di Gheddafi, l’Europa ha mostrato anche troppo palesemente che ognuno degli stati membri “forti” come Germania e Francia avevano delle visiuoni discordanti in merito. Come possiamo pensare ad un‘Europa unita quando non riusciamo ad essere uniti nemmeno in Italia ? Anzi No, nemmeno inRegione, anzi no, nemmeno tra Provincie, anzi no, nemmeno tra paesi? Con tutto il rispetto per chi voleva un’Europa Unita, non ci sono le caratteristiche per portarla avanti e quest ‘Europa è troppo figlia delle banche e della Germania.
Per non parlare dell’Euro. Una moneta risultata impopolare ed inadeguata che nonpiace più, anche perchè guardando agli Stati che non l’hanno addottato, ci resta una punta d’invidia. La Gran Bretagna e la Svizzera, solo per citare due esempi non hanno subito le conseguenze della crisi mondiale che sta piegando invece noi come la Grecia o la Spagna.
Votare per l’Europa? Quale Europa? No grazie! Per l’Italia, quale Italia? Di Renzi? Di Grillo? Di Salvini? Di Alfano? Di Berlusconi? No grazie!

 

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Italian Senate’s vice prez calls black minister “Orangutan”


by pio dal cin . Codognè.Treviso.Italy.
I knew that I was living in a beautiful Country. Italy is wonderful. One of Italy’s biggest problem is that there are too many politicians.
People that are elected by the people for the people (at least this should be the reason why they are in the Parlament).

The problem with most of them, is that they make too much money, given the amount of hours they spend trying to make things better for us “pheasants”.

Yeasterday one of them, not just one of them, but the Senate’s Vice President Roberto Calderoli (see photo below) called one of the Government’s Ministers an “Orangutan” sparking a debate among the politicians on his resignment.

The Minister he adressed as “Orangutan” happens to be the very first black woman in Italian history to hold such a prestigious spot, and Calderoli has exaggerated too much being a member of the Lega Nord, a right wing party known for its anti immigration positions and bills throughout the years
Cecile Kyenge has been the target of many anti black protests since she became a member of the Letta’s government, but never before she was adressed so brutally and directly by a member of the Italian Parliament
Roberto Calderoli is not new to “boutades” like these.
In 2006 he sported a T-shirt with jokes on Allah and the Italian Embassy in Lybia was theatre of a riot that left eleven people dead
Time to stop this man. Racial attacks should not be tolerated both by the Italian Government and from the European Community

Gentilini. Un Uomo controverso ma sincero. Chapeau!


(by pio dal cin) Genty si sentirà come un buon padre che dopo aver speso la sua vita a crescere i figli, dando loro il massimo, si ritrova improvvisamente in un’ospizio, parcheggiato come un’auto vecchia ad aspettare la rottamazione.

In questo momento per lui triste, voglio esprimergli la mia più grande solidarietà e la mia stima. Mi spiace dire che avevo previsto la debacle di Gentilini in Questo mio articolo. Pensavo addirittura che avrebbe perso alla prima tornata, e non certo per il carisma di Manildo, ma perchè c’era e c’è nell’aria una voglia di cambiamento che è riflessa dal “cappotto” ottenuto dal centro sinistra in queste ultime Amministrative.

Non mi soffermero’ ulteriormente sui “peccati” della Lega; ne ho parlato su questo blog in diversi articoli. Non mi soffermerò nemmeno a puntare il dito sulle responsabilità o le colpe di questo totale crollo del centro destra; non spetta a me, e poi penso che sia proprio quel desiderio di vedere facce nuove, programmi diversi, vedere se il centro sinistra riuscirà a trovare una formula magica che riesca a togliere l’Italia, il VenetoTreviso dalla morsa di una crisi che non è stato facile cavalcare in questi anni difficili.

Quello che veramente mi interessa scrivere stasera è la mia stima per un uomo come Giancarlo Gentilini, il controverso, il discusso, l'”anticristo” della politica che nonostante le sue boutades e le sue battute a volte graffianti, controverse, ma sicuramente sempre sincere, è riuscito a far vedere a tutti che l’amore per la sua Treviso è stato e sarà sempre un amore vero.

Lo sceriffo si è speso per vent’anni, cercando di dare il meglio di se stesso. A volte ci è riuscito, altre ha sbagliato, tuttavia gli va riconosciuta la passione, la voglia di fare e l’amore per la sua città che lo ha sostenuto durante tutti questi anni, arrivando a rinunciare a candidature facili a poltrone molto ambite da altri, come in Europa.

Ieri su Antenna Tre arrivavano messaggini SMS pungenti e sprezzanti. E’ brutto sparare sul nemico agonizzante (tipico della sinistra). Sono sicuro che Manildo cercherà di fare del suo meglio per dare a Treviso un volto nuovo. Gentilini ha fatto di tutto per conservare il volto che Treviso ha da sempre avuto.
Manildo governerà per cinque anni, poi si vedrà. Gentilini verrà giudicato dalla storia ed il giudizio imparziale sarà quello di un Uomo che ha fatto della sincerità e della schiettezza un’arma tagliente che ha dato fastidio a tanti, però, avernedi uomini che abbiano il coraggio di dire la verità al giorno d’oggi. E’ molto più semplice nascondersi dietro alle solite maschere che ci piace mettere quando affrontiamo la vita pubblica, che sia politica, religiosa o sociale, non importa. Il teatrino della vita ci impone delle maschere che sono solo l’unico modo di nascondere le nostre debolezze agli altri.

La grandezza di Gentilini sta proprio nel rifiuto della “maschera sociale” Genty ha sempre detto quello che pensava ed è questo che lo rende un grande, qualsiasi possa essere il punto di vista politico di chi lo osserva.

In questi vent’anni è diventato un personaggio caratteristico, un’icona amata e odiata a seconda dei punti di vista, tuttavia un personaggio che rimarrà nel ricordo di molti come Unico.

Ed è a questa Unicità, alla sua schietta sincerità, al rifiuto di compromessi facili, al suo amore incondizionato per Treviso, alla sua faccia da Alpino senza “maschere” che alzo il mio calice non  alla sua “sconfitta” politica,
ma alla sua Vittoria come Uomo con la “U” maiuscola

La Lega Nord è morta? Treviso come Caporetto?


http://www.codognetreviso.com/2013/05/la-lega-nord-e-finita.html  Lotte interne, divisioni, gelosie, invidie e adesso un risultato elettorale che rischia di consegnare la Roccaforte Treviso in mano alla sinistra. Se la Lega Nord perderà Treviso sarà l’inizio della fine, una Caporetto che spingerà la leadership Leghista a dover cercare nuove linee di difesa come fecero i nostri nonni sul “Piave“.

La Lega va rifondata subito, senza perdite di tempo, mettendo in prima linea i volti dei leader credibili e non riconducibili ai nomi che hanno riempito le cronache Italiane negli ultimi mesi.

2006 general election
2006 general election (Photo credit: Wikipedia)

Lo consigliai nel lontano Febbraio a Luca Zaia, in questo post: http://www.codognetreviso.com/2013/02/luca-zaia-e-lora-di-un-tuo-partito.html

 

Maroni Presidente della Lombardia un umile consiglio


(by pio dal cin) Il monento difficile che stiamo attraversando politicamente presenta  sfide e scenari inediti dal punto di vista politico.

Il parlamento è diviso in tre grandi spezzoni che difficilmente potranno convivere a lungo. L’affermazione di Berlusconiche tutti davano per spacciato (io per primo) . La “vittoria” di Bersani, e la valanga Grillo.La Lega ha perso metà dei consensi e questo è un segnale forte alla dirigenza. Mentre scrivo Maroni intervistato daBruno Vespa ha affermato di preferire la “Vittoria Politica su un progetto (il grande Nordpiuttosto che avere qualche parlamentare in piu’. 

Certo che la vittoria di Maroni pesa molto sulla bilancia Nazionale. Se la Lega ha perso una marea di consensi (dai moderati) e ha subito un’emoraggia di voti, deve interrogarsi sul perchè. Le lotte intestine e gli scandali che l’hanno travolta nell’ultimo anno hanno cambiato per sempre la struttura di questo partito Popolare che aveva nell’onestà dei suoi dirigenti basato tutti i suoi consensi e le vittorie politiche dal 1992 ad oggi.

Con l’affermazione di Maroni a presidente della Lombardia si apre un nuovo scenario. Un grande Nord formato da Piemonte (Cota) Lombardia(Maroni) Veneto (Zaia e Tosi) Friuli (Tondo). Una forza che prescinde totalmente dall’andazzo Nazionale delle elezioni. Maroni si è giocato tutte le carte su questa vittoria e, da politico acuto ed intelligente sapeva che la Lega entrava male in queste elezioni. Lo aveva detto durante un’intervista qualche settimana fa che il “timone” della Lombardia gli interessava molto di più dei risultati Nazionali.

                                                      Cosa succederà?

Nessuno ha la sfera di cristallo ma tutti convengono sul fatto che qualsiasi sia il governo che uscirà da queste elezioni non durerà a lungo (leggi posts precedenti nel mio blog).

Il mio umile consiglio a Maroni è il seguente: Rifondare la Lega con un nome diverso.
Zaia, Tosi, Cota e Maroni assieme sono abbastanza forti da fondare un partito per il Grande Nord che se si presentasse alle elezioni che non tarderanno ad arrivare potrà raccogliere un consenso molto ampio che vorrei sbilanciarmi nel quantificare in un 12-15%.

Diversamente c’è la fine politica di questo movimento che ha segnato per sempre la Storia ed il modo di pensare della Gente del Nord. 

Non è scandaloso rinnovarsi e staccarsi da una vecchia metodologia che non riuscirà a scrollarsi di dosso gli scandali che l’hanno esposta alla gogna.

 Con questi presidenti di Regioni molto importanti Maroni, Cota, Zaia (con il supporto di Tosi in Veneto  e Tondo per il Friuli) l’elettorato leghista potrà convincersi che il progetto interregionale puo’ diventare realtà, a prescindere da qualsiasi risultato le urne abbiano partorito in questa tornata elettorare.

Occorre far presto. Le nuove elezioni non tarderanno ad arrivare e questa, è l’unica strada che la lega puo’ provare a percorrere. Bisogna liberarsi dei fantasmi del passato e ripartire con nuove energie.

Questo è il mio umile consiglio .

Politica e futuro


Previsioni sulla politica italiana per il futuro:
Il pdl verra’ sciolto e ritorneranno a formarsi i partiti che lo hanno composto, rivendicando la loro autonomia e andando a creare nuovi poli che andranno ad allearsi a comporre nuove alleanze. La Lega si scindera’ in due o piu’ correnti altrimenti e’ destinata a perdere ben piu’ consensi, vista l’impopolarita’ di certe decisioni come quella dei ministeri al Nord che non servono assolutamente a niente rispetto ai problemi concreti della gente. Maroni diventera’ il nuovo leader del carroccio e forse anche il nuovo primo ministro del dopo berlusconi. Gli Italiani chiederanno un referendum per abrogare le ricche paghe dei parlamentari ed i loro privilegi.La sinistra privata del suo bersaglio preferito berluscono continuera’ ad arrovellarsi cercando un programma vero per governare con i suoi “dinosauri” senza riuscirci e trovera’ un nuovo bersaglio sul quale scaricare le sue frustrazioni. Grillo continuera’ a cavalcare il malcontento “monetizzando” con i banners del suo cliccatissimo blog. Infine i tre moschettieri del terzo polo continueranno a voltarsi ora a destra ora a sinistra a seconda di come tira il vento, come sono soliti a fare i voltagabbana, e in tutto questo baillame a rimetterci, come sempre saranno i poveri pensionati, i disoccupati, i cassintegrati, i giovani in cerca di lavoro per pagare un mutuo che petmetta loro di farsi una famiglia, mentre chiedendo enormi sacrifici al popolo, i parlamemtari continueranno a vivere come nababbi con le loro pensioni d’oro e le loro paghe stratosferiche, poiche’ alla fine, troveranno il sistema per non fare il referendum di cui sopra

Borghezio va buttato nel cesso


DICHIARAZIONE CHOC
Borghezio: «Breivik ha idee ottime». È bufera
Il leghista loda il killer norvegese, la sinistra non ci sta: «Dimissioni».

L’europarlamentare leghista Mario Borghezio.

È polemica attorno alle parole dell’europarlamentare leghista Mario Borghezio, che durante la trasmissione La zanzara di Radio24, a proposito di Anders Behring Breivik – l’assassino terrorista norvegese delle stragi di Oslo e Utoya – aveva detto: «Molte sue idee sono buone, alcune ottime. È stato strumentalizzato. È per colpa dell’invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza» (guarda il video).
SU ORIANA FALLACI. Dopo il polverone sollevato, lo stesso Borghezio è dovuto tornare sull’argomento: «Sono intervenuto perché ho avuto come l’impressione che questa strage sia servita a qualcosa. Io non penso che lo squilibrato abbia agito con queste finalità, ma chiediamoci: come è possibile che uno così noto alla autorità possa girare così? Se noi facciamo due più due e capiamo che questa strage viene utilizzata per condannare posizioni come quelle di Oriana Fallaci, io non ci sto».
IN DIFESA DEI CRISTIANI. Borghezio ha parlato alla romana Radio Ies: «Non sono nella testa nello squilibrato di Oslo, ma i cristiani non devono essere bestie da sacrificare. Dobbiamo difenderli, questo è il mio messaggio. Ovviamente non con le modalità dallo squilibrato di Oslo, ma vanno difese», ha aggiunto.
LO SFOGO CONTRO ROMA. Il leghista ha poi spiegato il suo rapporto con Roma e con l’Italia: «Io rappresento la Padania in Europa, non rappresento l’Italia. Sono secessionista, sono sempre stato votato solo da padani e in liste padane. Mi sento italiano? Mi sento padano, ma ho la carta d’identità italiana e rispettoso delle leggi della Repubblica italiana. Io sono contro quelli che magnano a Roma. Io a Roma ce magno? Io a Roma ce magno molto poco perché ci vado poco e malvolentieri. Le poche volte che ci vado cerco di starci poco. Ma tanta gente di Roma mi chiede di creare sezioni padane a Roma! Mi hanno candidato a Roma, ho cercato di nasconderlo. Senza distribuire un santino ho preso 1100 voti. Io non odio i romani, che sono bravissima gente, odio la politica romana!».
Donadi (Idv): «Bossi condanni i deliri di Borghezio»

Donadi e Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Il presidente del gruppo Italia dei valori alla Camera Massimo Donadi ha commentato indignato: «Se c’è qualcuno di buon senso nella Lega ha il dovere di intervenire per fermare i deliri carichi di violenza, d’odio e di fondamentalismo di Borghezio. Parole che non meritano alcun commento, solo una ferma e unanime condanna».
«PAROLE IGNOBILI». Per Donadi «il leader della Lega Umberto Bossi ed il ministro dell’Interno Roberto Maroni hanno il dovere di condannare immediatamente le sconcertanti dichiarazioni dell’europarlamentare leghista. Di fronte al massacro di Oslo il silenzio verso parole così ignobili è colpevole, indegno di una forza che siede nel parlamento italiano e al governo del Paese».
PDCI: «È DA RICOVERO». Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci-Federazione della sinistra, non ha usato mezzi termini per commentare: «Borghezio? Da ricovero. Le sue sono intollerabili affermazioni. Un personaggio del genere, che fa simili dichiarazioni andrebbe perseguito, come minimo, per ‘istigazione alla violenza’ da mezzo mondo. D’altronde basta andare su Wikipedia per capire chi è Borghezio e quante ne ha fatte ‘l’onorevole’…».
Quindi una domanda: «Borghezio alimenta odio e provoca disgusto. Ci chiediamo ancora una volta come può un partito che ospita simili personaggi governare il nostro Paese?».
Pd e Idv: «Oltrepassato il limite, ora dimissioni»

Deborah Serracchiani e David Sassoli

Di fronte a certe frasi la prima reazione è stata quella di prendere subito le distanze: «Le dichiarazioni dell’eurodeputato Mario Borghezio sono il segno che si sta oltrepassando la linea rossa non solo della democrazia, ma anche della civiltà. Esse sono anche il sigillo di una politica che da anni calpesta i valori fondamentali della nostra società, con conseguenze sempre più imprevedibili». Così hanno commentato, in una nota, i capidelegazione al Parlamento europeo David Sassoli (Pd) e Niccolò Rinaldi (Idv).
POPOLO NORVEGESE OFFESO. Nella nota si legge: «Borghezio è un’esponente della maggioranza, si esponga con tali dichiarazioni apologetiche di uno dei più crudeli atti di terrorismo è una vergogna per tutti noi. Inoltre il ruolo europeo di Borghezio costituisce un’onta per le istituzioni Ue, con parole e pensieri che rappresentano una profonda offesa alla sofferenza e alla dignità del popolo norvegese. Una maggioranza e un partito che si rispettino non dovrebbero esitare un attimo per chiedere a Borghezio le sue dimissioni».
Anche Calderoli si smarca: «Solo farneticazioni»

(© Ansa) Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione

Nemmeno dal suo stesso partito Borghezio ha trovato solidarietà: «Le considerazioni espresse dall’onorevole Mario Borghezio rispetto alle idee del folle criminale responsabile della terribile strage di Oslo sono da ritenersi assolutamente espresse a titolo personale e da valutare come delle farneticazioni», ha affermato seccamente in una nota il ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli.
Martedì, 26 Luglio 2011

TAG: ANDERS BEHRING BREIVIK – NORVEGIA – OSLO – UTOYA – MARIO BORGHEZIO – LEGA NORD – MASSIMO DONADI – UMBERTO BOSSI – NICCOLÒ RINALDI – DAVID SASSOLI – ROBERTO CALDEROLI

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(1)
attila 1950 26/lug/2011 | 13:42
ARTERIOSCLEROSI
INTERNATELO E BUTTATE VIA LA CHIAVE.
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DOPO IL MASSACRO
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Il legale: «Si vede come una sorta di guerriero e ne prova orgoglio».
POLEMICHE
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Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta


Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta

via Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta.

Fini un comunista venuto dall’estrema destra


 

L’alleato migliore di Di Pietro e di Bersani ? Fini naturalmente!  Ovvero, se la politica si sposta sul piano personale come ha voluto fare Gianfranco, allora non si tiene più conto del mandato degli elettori che l’hanno votato. E’ bello sapere di aver votato Fini come rappresentante di un pensiero conservatore che piaceva a chi voleva come Berlusconi e Bossi un governo di centro destra che si era rivelato essere il più blindato negli ultimi cinquant’anni, non solo in Italia ma, vorrei esagerare, addirittura in Europa. Con la maggioranza ottenuta dalle ultime elezioni, il centrodestra avrebbe potuto governare così per tanti anni senza problemi, dando al paese una stabilità che la sinistra aveva sempre sognato ma non è mai riuscita a realizzare.

La Storia, maestra di vita, ci insegna che le migliori alleanze possono solo essere intaccate dall’interno. L’impero Romano cadde a causa di lotte intestine e non certo per mancanza di organizzazione sociale o difensiva. La sete di potere e la smania di governare crearono i presupposti per una guerra civile che spalanco’ di fatto le porte ai “barbari” che la misero a ferro e a fuoco.

Quello di Roma è solo uno degli esempi che la Storia ci consegna, e di tradimenti e di traditori ce ne sono stati un’infinità. Forse lo sbaglio di Berlusconi è stato quello di credere che Fini, abituato alle luci della ribalta come presidente di alleanza nazionale, se ne sarebbe stato tranquillo ad appoggiare il suo “nuovo capo”.

Disse bene Donna Assunta, la mioglie di Almirante, in un’intervista ad “Anno Zero” che Fini non doveva tradire “l’eredità politica” lasciatagli da suo marito Giorgio per andare ad abitare nella casa di un altro (Berlusconi) . Avrebbe fatto meglio, come fece Bossi, a tenersi stretto stretto il suo partito, appoggiando Berlusconi e la sua coalizione. Se le divergenze fossero diventate incolmabili, come è successo, si sarebbe potuto delfilare con onore, invece ha voluto immischiarsi in una lotta  che nulla ha più del politico ma che si è spostata sul piano personale, dove la “testa” di Berlusconi, politicamente parlando è l’unica cosa che gli preme veramente.

Nel fare così, Fini è diventato il migliore alleato di una sinistra che ha sempre combattuto, capitanata da Di Pietro e Bersani, facendo il loro gioco, e per salvare la faccia (troppo tardi comunque) si è inventato un’alleanza di centro con Casini (l’eterno centrista opportunista che si sposta a seconda di come tira il vento) e un ripescato Rutelli che non sapendo più che pesci pigliare politicamente, ha visto nell’alleanza  una specie di “carroccio alla rovescia” dove saltare su prima che sia troppo tardi, e in nome di questa Santa Alleanza si ripromette di far fuori sia Berlusconi sia Bossi, cavalcando la tigre della moderazione di centro che odora anche troppo forte di Democrazia Cristiana.

Non funzionerà poichè, sia Casini che Fini vogliono fare da primedonne e si troveranno presto o tardi a dover dividersi un ruolo che difficilmente potranno condividere, vista la vocazione allo “spot light” e alla continua ricerca di attenzione come se fossero le “sorellastre” di Cenerentola che vogliono attirare l’attenzione del bel principe(i media).

Non hanno tenuto conto dello spessore politico che Bossi e Berlusconi insieme rappresentano in questo momento, e se Fini minaccia un’opposizione sfrenata ( e su questo sarà appoggiato da Casini) , si accorgerà presto che le inevitabili elezioni porteranno ancora più voti a Lega e Pdl spazzando via di fatto il partitino che Fini ha fondato sulle ceneri prima di Alleanza Nazionale, e poi del Pdl, del quale fino a poco tempo fa si vantava di essere un co-fondatore, ma che non ha esitato ad affondare per motivi personali.

Mi sembra che sia recidivo in questo fondare partiti per poi affondarli, e allora se il proverbio “il lupo perde il pelo ma non il vizio” mi sembra quello che calzi più a pennello al signor Gianfranco, sono veramente curioso di vedere come tutto questo andrà a finire, ma sicuramente ne vedremo delle belle. Peccato che a farne le spese saranno come sempre gli Italiani che incautamente hanno riposto la loroi fiducia in un leader che ha dimostrato di essere poco avezzo alla vittoria, ma più in sintonia con il tradimento della fiducia che in lui era stata riposta.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/380011/

Fini il “galletto” nel pollaio con Casini e Rutelli troverà l’Oste e finirà arrosto


Due galli nel pollaio non possono coesistere, questo ci insegna la saggezza dei nostri proverbi. Fini ha deciso quindi di crearsene uno suo con i suoi fedelissimi trentatre pollastri. Vicini di casa altri due “galletti” condivideranno con lui una fetta di parlamento che viene già definita il terzo “pollo” (pardon POLO)  del quale la politica sembra non poter, o non voler fare a meno in questo momento.

Lo sgambetto a Berlusconi, varrà a Fini l’alleanza con Casini e Rutelli,  ed ecco fatta una nuova realtà politica che molto probabilmente sfocierà a settembre in una crisi di governo e ad elezioni anticipate. Ecco quindi che Fini serve alla sinistra la testa del Cavaliere in un piatto d’argento, dando loro quello che tanto amano in questi ultimi anni una nuova “campagna elettorale” dalla quale le sinistre non sono mai riuscite a staccarsi. A Di Pietro e Bersani piace essere sempre in campagna elettorare poichè entrambi sperano in una ressurrezione politica che manca loro dallo strepitoso successo della lega, ma che non avverrà perchè sia Fini che Casini e Rutelli, stanno facendo i conti senza l’oste.

E l’Oste con la O maiuscola è Bossi, che consapevole della grande popolarità della lega e della sua inossidabile alleanza con il premier, sa che questo sarà il viatico per rimandare a casa una volta per tutte e con un sonoro “calcio nel sedere politico” il traditore dell’alleanza Gianfranco Fini. Nello staccarsi da berlusconi ha firmato da solo la propria condanna in nome di libertà presunte e non garantite dal Pdl, ha gettato alle ortiche una coalizione che era partita più blindata di Fort Knox.

L’Oste lo sappiamo bene, cucina i suoi polli a fuoco lento, dopo averli ben ingrassati con un buon mangime. Si preparino quindi i tre ad un autunno molto caldo che varrà loro un ‘ennesima sconfitta fatta di presunti numeri e presunte alleanze che se anche dovessero improbabilmente  tenere, non si avvicinerebbero in qualsiasi modo allo strapotere esercitato dall’aleanza Bossi- Belusconi.

Fini perderà quindi due delle cose che gli stanno più a cuore; la leadership (se non limitata al pollaio dei trentatre) e la luce dei rilettori che saranno puntati su di lui solo momentaneamente, ma che si spegneranno subito quando inevitabilmente farà la fine che si meritano i traditori “l’oblio”. Forse potrà sperare solo di passare alla storia come quello che ha fatto cadere il governo Berlusconi, ma sarà la magra soddisfazione di uno che si da una martellata sulle palle, visto che di quel governo ha fatto parte anche lui. Un Karakiri politico. Ben gli sta, dicono a Nord i Leghisti che da mesi oramai non ne possono più di sentirsi dettare le regole da un Fini che malato di protagonismo ha sparato contro Silvio e indirettamente contro la Lega, inimicandosi così, ingenuamente dal punto politico, un Popolo del Nord del quale oramai nessuna forza politica che voglia governare, può fare a meno di tenere in considerazione.

Casini Rutelli e Fini sembrano i tre ufficiali abbandonati su una scialuppa dagli ammutinati del Bounty e forse finiranno se va loro bene su un’isola deserta popolata di giovani donne che sapranno forse consigliarli meglio di quelle con le quali sembrano essersi consultati fin qua.

Riderà forse Di Pietro che sperando in qualche punto percentuale in più, se i andasse alle elezioni, e continuerà ad inveire e a starnazzare alzando la voce contro Berlusconi e la Lega. E quì ritroviamo i proverbi e la saggezza popolare che recita: “Ride ben chi ride ultimo”ma l’ultimo a ridere non sarà nemmeno il “calesse” di Bersani con dentro i D’alema  e Franceschini che ritorneranno finalmente a quello che amano di più fare : Campagna Elettorale. Con un solo grande difetto: che non riescono mai in tempo a capire quando questa sia già finita e continuano imperterriti anche dopo aver perduto con sonore batoste le elezioni a sperare in una rinascita che visti i presupposti non avverrà prima, forse, dei prossimi trent’anni. (pio dal cin  2010 )

Nuove Regole per la Sicurezza Stradale – Una dimenticanza Vitale-


Da un paio di settimane ho fondato un gruppo su Facebook  http://www.facebook.com/?sk=2361831622#!/group.php?gid=112011118847994  che ha raccolto fin’ora circa cinquecento iscritti.

Ho fatto un appello ai politici perchè si iscrivessero anche loro, ma a parte qualche gruppo della Lega Nord, nessun politico di spicco ha messo ancora fuori la testa per appoggiare questo gruppo, lo scopo del quale è molto semplice e presto spiegato.

La cronaca, si sa, è piena zeppa di incidenti stradali, causati da ubriachi, drogati, bulli della velocità. Ben vengano le nuove regole più restrittive, che sicuramente contribuiranno ad un miglioramento della sicurezza. Manca, a mio avviso una norma molto semplice ma che di fatto ridurrebbe drasticamente il numero degli incidenti, e soprattutto il numero di gente che dovrebbe stare al massimo alla guida di un triciclo.

E’ successo spesso che un drogato, un alcolizzato, un pazzo del volante abbia ucciso uno o più persone e, dopo un periodo più o meno lungo di sospensione della patente, questa gli sia stata restituita, restituendo così alle nostre strade una MINA VAGANTE, una PISTOLA CARICA, puntata sulla folla inerme. QUESTO DEVE FINIRE!!

Il gruppo( che ho fondato sulla scia emotiva del terribile incdente che a Valdobbiadene (TV) ha stroncato la vita della giovane bimba di 5 anni Serena, falcidiata da un “autista” che sembra percorresse la strada del centro del piccolo paese a quasi 140 all’ora) si propone di arrivare ad una legge che di fatto privi questo tipo di “autisti” (ubriachi, drogati, bulli) dal rivedere MAI MAI MAI PIU’ LA PATENTE.

Che vadano a piedi, in autobus, in bici o si facciano accompagnare. Come ci sentiremmo se tra qualche anno scoprissimo che lo stesso autista, riavuta la patente uccidesse ancora?

E’ già successo, più di una volta nelle cronache e non deve più succedere!!! CHI UCCIDE  ALLA GUIDA IN STATO DI ALTERAZIONE DA DROGA, ALCOOL O PER SEMPLICE BULLISMO DELLA VELOCITA’ DEVE PERDERE IL DIRITTO A GUIDARE PER SEMPRE!!!

E quì mi appello ai politici, locali e non. Non nascondetevi!Uscite e fatevi conoscere, aiutateci in questa battaglia atta a fermare il massacro. Come vi sentireste se la persona investita ed uccisa fosse uno dei vostri cari? Serve una presa di posizione forte contro questi KILLERS POTENZIALI. Bisogna individuarli e TOGLIERLI DALLE STRADE DEFINITIVAMENTE!!!!

Altro non posso fare che rilanciare il mio umile ma ARRABIATISSIMO tam-tam mediatico, e continuerò a farlo, fin tanto che qualcuno non raccoglierà questo appello. La giustizia comincia anche dal promulgare leggi che servano a creare una società più giusta e vivibile, e in questo momento, in Italia manca una legge che impedisca a questi ASSASSINI di ritornare ad uccidere.

Un’auto impazzita che piomba su una folla, è la stessa cosa di un terrorista che entra in un centro commerciale sparando a casaccio sulla folla. Non è esagerato il paragone se ci pensate bene. Bisogna che questo finisca al più presto.

(pio dal cin) telefono 3397749337

La Fine di Fini (un vecchio post dell’aprile scorso)


Fini contro Berlusconi e la sindrome da “leader senza attenzioni”

Era nell’aria da parecchi mesi. Le ostilità politiche di Fini con Berlusconi erano già emerse da tempo. Adesso Fini ha proprio toccato il fondo, attaccando direttamente Berlusconi ed indirettamente la Lega Nord. Errore politico imperdonabile. Difficile tornare indietro. Con questa mossa sbagliatissima di attacco (sotto i riflettori dei media) Fini ha decretato il suo “suicidio politico.

E’ solo una questione di tempo. Fini è spacciato. Ha scelto il momento ed i luoghi sbagliati per lanciare una sfida inutile, e ne pagherà le conseguenze.

Tutto nasce da quando Alleanza Nazionale è stata inglobata nel Pdl. Fini, abituato alle luci della ribalta ha avuto una crisi di identità quando si è accorto di non essere più sotto i riflettori dei media, e, accorgendosi che Bossi e la Lega Nord aumentando le percentuali di elezione in elezione gli stavano in qualche maniera “sottraendo” tempo e articoli sui media nazionali, ha deciso di fare il “rompiscatole” ad oltranza, non accorgendosi però che così facendo ha decretato la sua condanna a scomparire dalla scena politica.

Forse potrà trovare un drappello di fedelissimi. Ma lui non è Leonida e i fedeli non saranno 300 come quelli delle Termopili. Fare la guerra a Berlusconi e a Bossi in questo momento delicato, nel quale dovrebbero a breve partire le riforme, forti dei risultati elettorali ottenuti, equivale ad allearsi a Di Pietro e Bersani, che non avendo più nessun colpo in canna da sparare (politicamente) si ritrovano per magia ad avere in Fini un inaspettato, quanto improbabile alleato nella lotta a Berlusconi ed alla sua coalizione.

Si. Perchè dopo i suoi interventi di ieri, Fini farà più bella figura con Di Pietro e Bersani; e visto che la sinistra, come si propone in questo momento, no ha e non avrà leaders capaci di contendere la leadership all’attuale amministrazione per i prossimi venti-trent’anni, potrebbe accoglierlo tra le loro fila, e magari dargli un posto di candidato premier con la sinistra, visto che il gioco che sta facendo di fatto aiuta questi pseudo-comunisti a destabilizzare un governo forte e fin’ora ben coeso.

La storia ci insegna che la debolezza delle grandi alleanze, più che i nemici sono sempre state le lotte intenstine. Quando l’Antica Roma poteva governare sul mondo è caduta grazie  alle beghe interne per il potere che di fatto aveva già, ma che non era stato ben distribuito tra i leaders che reclamavano un posto sempre più alto nel prestigio della conduzione.

Questa, purtroppo per Fini, è l’ora della Lega Nord, di Bossi, alleato Fedele di Berlusconi. E’ l’ora del Federealismo, delle Riforme e di fare quadrato compatti per rinnovare finalmente un Paese come il nostro che grazie alla lungimiranza politica di Bossi e Berlusconi finalmente riuscirà ad avere un sistema diverso e più snello di istituzioni, riforme che da decenni aspettano di essere fatte, e di quel federalismo che può rilanciarlo verso nuove frontiere.

Concludo aggiungendo un accento sulla parola Fini….Finì.

(pio dal cin – riproduzione vietata- copyright 2010)

Facebook Gruppo – BASTA PATENTI A CHI HA GIA’ UCCISO- Appello ai politici-


Ciao a tutti. NOn ho ancora visto nessun uomo politico di spicco iscriversi a questo gruppo fatta eccezione per alcuni gruppi della Lega Nord, non ci sono politici di spicco che si sentano di entrare a far parte di un gruppo come questo che chiede solo che vengano addottate leggi un po’ abbastanza di più ancora, severe in modo che le strade possano un giorno essere più sicure. Un’utopia? Non credo, basterebbe l’impegno e la buona volontà, certro che di tempi come questi si da la priorità a cose più “importanti” come la ripresa economica,la disoccupazione ecc.. Ma se riuscissimo solo a salvare una vita applicando delle leggi giuste avremmo fatto solo il nostro dovere.E’ comprovato che l’unico deterrente ai pazzi della strada sono le sanzioni più forti e le leggi applicate con severità… cosa aspettiamo allora che ci siano dieci, venti, trenta morti al giorno. Ad onor del vero bisogna dire che qualcosa è stato fatto, ma è ancora troppo poco. Chi si mette al volante convinto di essere un dio in terra dev’essere messo in condizione di non nuocere più e deve andare a piedi, specialmente se ha già ucciso. Immaginatevi il dolore di una famiglia, degli amici, dei conoscenti di una persona uccisa sulla strada da un deficiente che usa la macchina come una pistola carica puntata a casaccio…. Faccio quindi un appello a tutti gli iscritti al gruppo: Se conoscete qualche politico, invitatelo ad iscriversi al nostro gruppo http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=112011118847994e a partecipare attivamente al cambiamento delle regole e delle leggi che dovrebbero tutelare la nostra vita e quella dei nostri cari. Pio

Fini contro Berlusconi e la sindrome da “leader senza attenzioni”


Era nell’aria da parecchi mesi. Le ostilità politiche di Fini con Berlusconi erano già emerse da tempo. Adesso Fini ha proprio toccato il fondo, attaccando direttamente Berlusconi ed indirettamente la Lega Nord. Errore politico imperdonabile. Difficile tornare indietro. Con questa mossa sbagliatissima di attacco (sotto i riflettori dei media) Fini ha decretato il suo “suicidio politico.

E’ solo una questione di tempo. Fini è spacciato. Ha scelto il momento ed i luoghi sbagliati per lanciare una sfida inutile, e ne pagherà le conseguenze.

Tutto nasce da quando Alleanza Nazionale è stata inglobata nel Pdl. Fini, abituato alle luci della ribalta ha avuto una crisi di identità quando si è accorto di non essere più sotto i riflettori dei media, e, accorgendosi che Bossi e la Lega Nord aumentando le percentuali di elezione in elezione gli stavano in qualche maniera “sottraendo” tempo e articoli sui media nazionali, ha deciso di fare il “rompiscatole” ad oltranza, non accorgendosi però che così facendo ha decretato la sua condanna a scomparire dalla scena politica.

Forse potrà trovare un drappello di fedelissimi. Ma lui non è Leonida e i fedeli non saranno 300 come quelli delle Termopili. Fare la guerra a Berlusconi e a Bossi in questo momento delicato, nel quale dovrebbero a breve partire le riforme, forti dei risultati elettorali ottenuti, equivale ad allearsi a Di Pietro e Bersani, che non avendo più nessun colpo in canna da sparare (politicamente) si ritrovano per magia ad avere in Fini un inaspettato, quanto improbabile alleato nella lotta a Berlusconi ed alla sua coalizione.

Si. Perchè dopo i suoi interventi di ieri, Fini farà più bella figura con Di Pietro e Bersani; e visto che la sinistra, come si propone in questo momento, no ha e non avrà leaders capaci di contendere la leadership all’attuale amministrazione per i prossimi venti-trent’anni, potrebbe accoglierlo tra le loro fila, e magari dargli un posto di candidato premier con la sinistra, visto che il gioco che sta facendo di fatto aiuta questi pseudo-comunisti a destabilizzare un governo forte e fin’ora ben coeso.

La storia ci insegna che la debolezza delle grandi alleanze, più che i nemici sono sempre state le lotte intenstine. Quando l’Antica Roma poteva governare sul mondo è caduta grazie  alle beghe interne per il potere che di fatto aveva già, ma che non era stato ben distribuito tra i leaders che reclamavano un posto sempre più alto nel prestigio della conduzione.

Questa, purtroppo per Fini, è l’ora della Lega Nord, di Bossi, alleato Fedele di Berlusconi. E’ l’ora del Federealismo, delle Riforme e di fare quadrato compatti per rinnovare finalmente un Paese come il nostro che grazie alla lungimiranza politica di Bossi e Berlusconi finalmente riuscirà ad avere un sistema diverso e più snello di istituzioni, riforme che da decenni aspettano di essere fatte, e di quel federalismo che può rilanciarlo verso nuove frontiere.

Concludo aggiungendo un accento sulla parola Fini….Finì.

(pio dal cin – riproduzione vietata- copyright 2010)

Codognè- Meno male che c’è Roberto Bet


Oggi, leggendo un giornale locale ho avuto la conferma di quanto strisciante e meschina possa essere a volte la polemica, quando, fatta male, rende più danno a chi l’ha innescata che a colui al quale era rivolta.

La sinistra, con la maschera di lista civile, ha perso le elezioni amministrative a Codognè, provincia di Treviso, un paese di circa 5000 abitanti ovviamente Cristiani Cattolici. Un pesante 65% che ancor oggi brucia come mai e la prova del peso di tale sconfitta è data dagli interventi volti ad attaccare il neoeletto sindaco di Codognè il primo sindaco leghista nella storia del paese Bet avvocato Roberto.

La settimana scorsa una ordinanza che vuole tutelare la serenità e la tranquillità dei paesani nei confronti di chi dovesse girare a volto coperto per il paese, è stata attaccata come “propaganda elettorale”. Poi la Croce nel Parco della Mutera.

Un gruppo di cittadini chiede al sindaco di esporre una Croce (alta circa 4 metri) in un parco pubblico, fino a Pasqua.Il sindaco accetta ben volentieri, come ha fatto per il periodo Natalizio con il Presepe.

Due simboli cardine della nostra cultura Cristiana, Cattolica,  Italiana, Veneta, Contadina, Trevigiana. La sinistra infuriata attacca Roberto Bet  accusandolo di “strumentalizzare la Croce a fini elettorali”. Si parla di “Croce brutta”(ma come si fa a definire il simbolo della nostra fede “brutto”?) ed innesca la polemica.

Ieri, infine si arriva a definire la Croce “Falsa” poichè la Lega, organizzando uno spiedo durante il Venerdi’ di Quaresima si macchia di un grave peccato, in quanto, mangiar carne di venerdì, durante la quaresima è proibito.

Questa purtroppo è la sinistra di oggi. Priva di leader capaci di un’opposizione costruttiva, si abbassa a compromessi di ogni genere pur di attirare l’attenzione, solo che, attaccando queste “pietre miliari” della nostra cultura e tradizione Veneta, non si accorge del clamoroso autogol che infligge a se stessa.

Ergendosi a giudice dei presunti peccati altrui, non si accorge di svendere per pochi voti in più i pilastri della nostra cultura, cercando di minarne le radici più profonde quali i simboli religiosi che mai dovrebbero essere terreno di scontro tra Cristiani .

Ma cosa significa essere Cristiani al giorno d’oggi? Che significato ha una Croce, un Presepio, una Processione? Saremmo eventualmente disposti a  difendere questi valori, queste tradizioni che se dipendessero dalla sinistra  buonista verrebbero buttati letteralmente alle ortiche?

Come delle vecchie sagre paesane che sono scomparse negli anni vedremo sparire i simboli stessi della nostra fede.

Il Presepio? Turba la tranquillità tra le varie confessioni religiose(dicono) . Sembra però turbare di più i sonni tranquilli di chi vorrebbe cancellarli dalla “realtà” pubblica. Un presepe va bene in casa, ma in piazza no; quasi ci vergognassimo a sostenere l’origine della nostra fede.

La Croce? Togliamola dall’Europa, Togliamola dai luoghi pubblici, turba la sensibilità di chi non è Cristiano (e invece i fatti di questi giorni dimostrano che disturbano di più certi sedicenti cristiani)

Se questa è la linea politica della sinistra allora il 65% dei cittadini di Codognè che hanno appoggiato la Lega, ed il Pdl durante le ultime amministrative, dormano pure sonni tranquilli. Abbiamo eletto un sindaco che si batterà per tenere alti i nostri valori, quelli nei quali crediamo più di ogni altra cosa; le nostre radici, gli insegnamenti  che arrivano dai nostri antenati e che sono sempre stati ben piantate nel nostro territorio come i tralci delle viti che coltiviamo.

Agli altri che hanno creduto  ai leader della sinistra generosa e buonista, suggeriamo un ripensamento, in attesa che nascano dei nuovi leader più capaci di quelli attuali . Ma ci vorranno molti, molti anni ancora. Meno male che a Codognè c’è Roberto Bet con la sua squadra che subito dopo essere eletto ha dato una mano ai due asili di Codognè e Cimetta, sta ogni giorno combattendo la dura battaglia per avere una sanità che funzioni meglio sul territorio; l’ADSL per essere al passo con i tempi; che con iniziative nuove cerca di dare un nuovo volto al paese forse troppo spesso dimenticato da una sinistra disattenta ai problemi reali ma pronta a puntare un dito accusatore sui presunti “peccati” dell’attuale amministrazione.

Forse la carne mangiata di venerdì non è il peggiore dei peccati.

Sarebbe meglio astenersi dall’ipocrisia, dalla cattiveria, dal continuo scontro con l’avversario. Alla fine facciamo tutti parte della stessa comunità e vogliamo tutti il bene per il nostro paese , dove finalmente,all’inizio di un millennio si respira un’aria più buona e ci si proietta verso un futuro migliore per noi ed i nostri figli, senza dimenticare chi siamo e da dove veniamo. (pio dal cin)