Codognè. Prosecco. Stop di quattro giorni delle cantine per smaltire l’enorme quantitativo di uva grazie ad un’annata a dir poco favolosa


SEP
13

Codognè e tanti altri paesi. Cantine chiusa per quattro giorni al Prosecco. Le ragioni spiegate

Codognè 13 settembre 2018
AGGIORNAMENTO NOTA: A piè pagina ho aggiunto un’intervista con uno storico viticoltore della zona di Conegliano, realizzata oggi in tarda mattinata, che spiega le ragioni del fermo cantine per quattro giorni.
 
 
Mi sono fermato alla cantina di Codognè ieri sera per assaggiare un po’ di uva Prosecco e mi è stato riferito che la cantina sarebbe stata chiusa da oggi (giovedì) per quattro giorni. La ragione sembrava, essere una sovra produzione di Prosecco. Ma era proprio questa la ragione? Ho cercato di approfondire e ho chiesto al direttore di chiarire i motivi della chiusura, onde evitare di scrivere delle stupidaggini. “Parleremo domani (oggi, giovedì per chi legge)” è stata la laconica e breve risposta del giovane direttore.
A questo punto non mi è rimasto che chiedere ad alcuni dei viticoltori in fila con i loro autocarri stracolmi dell’ “oro” sotto forma di grappoli. Il Prosecco, il vino più desiderato al mondo in questo momento, molto, molto di più che lo champagne Francese, più costoso, e anche meno gustoso, se vogliamo essere sinceri.
“Credo dipenda dall’enorme produzione di quest’anno.Ho visto nel mio vigneto che alcune gemme hanno generato il doppio dei grappoli. La natura è stata generosa con noi quest’anno, cosa dobbiamo fare? Sperare che il tempo tenga fino a quando le cantine (non solo quella di Codognè è chiusa ma tutte o quasi) riapriranno e potremo portare il nostro raccolto.Non ricordo comunque che sia mai successo
 Ha dichiarato D.D. uno degli storici viticoltori del paese.
Oggi ho sentito un’altro viticoltore C.P. che però non sembra essere troppo d’accordo con la precedente dichiarazione del suo collega viticoltore. “Si, è vero che la produzione quest’anno è ottima rispetto all’anno scorso, sia come qualità che come quantità. Probabilmente la chiusura è dovuta al fatto che le uve rosse debbono stare nei silos e fermentare, sottraendo in qualche modo spazio alla produzione generosa di Prosecco.Non è vero comunque che le chiusure delle cantine non sono mai successe. E’ ovvio che quando tutti vendemmiano allo stesso momento ci sia uno stop alla ricezione dell’uva. E’ successo sempre, non facciamo allarmismi. UN’altra cosa poi volevo aggiungere, ogni socio sa benissimo che ha un certo quantitativo prestabilito di quintali che può portare in cantina.Produrne di più significa dover gestire il proprio raccolto in eccesso in maniera autonoma. Ci sono viticoltori che ne hanno fatto un numero spropositato di quintali in più e dovranno gestirlo come meglio potranno”.
 
In tarda mattinata ho sentito telefonicamente un noto imprenditore vinicolo del Coneglianese. Ecco cosa mi ha detto:
Domanda : “Buongiorno. Cantine chiuse, che non accetteranno Prosecco per quattro giorni Mi aiuta a capire cosa succede ?”
Risposta: “E’ presto detto. Le cause della chiusura sono legate a diversi fattori tra loro concatenati. Per primo dobbiamo tenere conto dell’eccezionale produzione di quest’anno, come ho letto nel suo post ci sono state gemme che hanno prodotto anche due grappoli;una cosa imprevedibile che ha fatto trovare ai nostri viticoltori molta più uva di quella che si aspettavano”
 
Domanda: ” Quindi la produzione, diciamo eccessiva, rispetto a quella che ci si aspettava è l’unica causa di questa chiusura?”
 
Risposta: “ No… è una delle cause, non l’unica. Una delle altre cause è la meccanizzazione del sistema della vendemmia. Oggi si lavora con più macchine, quindi più velocemente. La stagione della vendemmia e le tempistiche sono sempre le solite. A parità di giorni, diciamo che abbiamo un flusso ed un apporto maggiori, rispetto agli anni in cui si svolgeva tutto a mano. Il ritmo della consegna è aumentato notevolmente, in una stagione florida e generosa, quello che non è aumentato è la capacità oggettiva delle cantine a processare l’uva che viene consegnata. L’ingranaggio è quindi andato in tilt.”
Domanda: “Non si può quindi  scaricare la responsabilità su nessuno di questo fermo inaspettato?
Risposta: “ Assolutamente no. Chi vogliamo incolpare? Madre Natura che ci ha regalato uva in abbondanza? Le cantine che hanno delle tempistiche di lavorazione da rispettare al fine delbuon esito della lavorazione del vino?”
 
Domanda: “I viticoltori allora?”
Risposta:” Certo che no.I viticoltori sono coloro che si rompono la schiena tutto l’anno al fine di ottenere un prodotto di qualità, e i risultati lo dimostrano.Negli ultimi anni il Prosecco ha superato alla grande lo champagne Francese. Il merito va a tutto l'”esercito” che ha combattuto questa battaglia, ma i veri “soldati” in prima linea sono proprio loro, i viticoltori Veneti, con la loro dedizione e tenacia”
Domanda: “Mi può spiegare in parole semplici, come se dovessi raccontarlo alla mia bisnonna, come funziona il discorso “quota”. Se io sono autorizzato a portare in cantina 100 quintali di Prosecco e ne ho prodotti 200 viste le condizioni che abbiamo descritto sopra, cosa succederà a quei 100 quintali che ho prodotto in più?”
Risposta:” Purtroppo dovranno rimanere appesi dove sono. I calcoli sono fatti a circa 1 Euro al chilo. Un  ettaro può produrre al massimo il valore compreso tra i diciotto e i ventimila Euro. Tutto il surplus dell’uva non potrà essere consegnato, ma il guadagno è garantito. La cosa brutta di tutto questo è che all’agricoltore piange il cuore a vedere il frutto del suo lavoro marcire sulle viti, è un po’ come buttare via il pane. Tanto più che, l’anno scorso, a causa della gelata primaverile, molti viticoltori   hanno consegnato  o poco o niente.”
 
 
Domanda: “Non c’è niente che il viticoltore possa fare per limitare la quantità dell’uva prodotta in modo che non succeda quello che sta succedendo oggi?”
Risposta:”In teoria si. Si potrebbe fare una potatura più selettiva con il rischio però che in una stagione “magra” o funestata da episodi meteo sempre più difficili da interpretare o da prevedere, si rischia una perdita notevole. L’abilità del viticoltore sta proprio nel cercare di compensare questi imprevisti, e mi creda, non è per niente facile”
Domanda: “Lei è nell’imprenditoria vinicola da decenni; prima di lei la sua famiglia. Ha ricordi di una “serrata” così lunga nel passato?”
Risposta : “No…mai prima d’ora, quattro giorni? E’ la prima volta. Ci sono state chiusure di uno o due giorni nel passato,ma mai per un periodo così lungo.
 
Gli allarmismi comunque, al solito, non portano a niente, e creano solo confusione. Aspettiamo che passino queste novantasei ore , sperando che Madre Natura ci dia l’ultima mano con un meteo favorevole; poi riprenderemo a consegnare questi preziosi grappoli, che si trasformeranno in ottimo Prosecco da esportare, come ci richiede il mercato, in tutto il mondo.”
 
 
 Sappiamo  che anche quest’anno le bollicine del  Prosecco( che rimane un’eccellenza per il nostro territorio nazionale  e il Veneto in particolare) saranno garantite sulle tavole di tutto il pianeta, e scusatemi, non è poco. Val bene la pena di aspettare quattro giorni.
(foto articolo e interviste copyright pio dal cin)

Video e foto della Lega negli ultimi anni. Da Salvini a Zaia, Da Fedriga a Manzato, Da Caner a Fantuz, Da Bet a Gentilini, Da Coin a Vallardi, Ghini, Scardellato, Dan, Bonet,Conte, Da Re,Guzzo, e tanti altri. Sono diventato ricco. Ricco di immagini e video.


Disabili e impiego. Ora di cambiare (se vogliamo far funzionare il ministero per la disabilità)


Disabilità e inadempienze delle aziende nella Marca Trevigiana (e nel resto d’Italia purtroppo)

Avviso ai naviganti: Le foto e il contenuto di questo post sono “Copyright 2018” di pio dal cin. L’utilizzo anche parziale delle foto o dell’articolo senza la specifica autorizzazione dell’autore verrà perseguita a norma di legge.

Nel calvario della ricerca di un lavoro ci sono leggi che potrebbero aiutare le persone con disabilità ad essere assunte. Le aziende hanno l’obbligo di assumere un certo numero di disabili in base al numero di persone che impiegano.

STATISTICHE VERGOGNOSE

L’altro ieri sono entrato in possesso della lista delle aziende (in particolare del Coneglianese e della sinistra Piave) che sono inadempienti a tale legge.

Risulta così che aziende storiche e con grandi fatturati avrebbero posto per 26 disabili e poi si leggono altri nomi con 12 inadempienze e giù fino alle piccole ditte locali che “dovrebbero” assumere 4, 5, 6, disabili. La domanda che sorge spontanea è “Perché non lo fanno?”

La mia idea, come persona disabile, è chiara: “Dei disabili non gliene frega niente a nessuno tanto meno a coloro che sono chiamati ad ottemperare agli obblighi di legge”



                                         VENGANO APPLICATE LE LEGGI

Se una legge viene promulgata, dovrebbe venire applicata, altrimenti a cosa serve? E qui casca l’asino perché  coloro che dovrebbero assicurarsi che le leggi vengano applicate non lo fanno e siamo punto e a capo.

L’alternativa è quella di “imporsi” all’azienda, magari inviando un’ email alla ditta facendo loro notare l’alto numero di inadempienze, candidandosi. Cosa succederebbe? Magari, una volta messe con le spalle al muro le aziende accetterebbero di assumerti, ma poi come sarebbe il clima di lavoro una volta che ti assumessero come disabile in ottemperanza alla legge e non per loro SPONTANEA VOLONTA’? Credo che il clima sarebbe molto teso e triste e la cosa si risolverebbe in un flop totale.

ANCHE LE AZIENDE VENGANO FACILITATE NELLE ASSUNZIONI CON NORME PIU’                                                                            ELASTICHE

Oggi la paura delle aziende è forse quella di dover assumere un disabile per poi trovarsi sul “groppone” una persona che non sia utile all’azienda stessa e che venga “parcheggiato” come inutile costo per l’azienda stessa. Sembra brutto ma è così. SE CAMBIASSERO LE NORME che regolano l’assunzione, in modo che, l’azienda sia messa in grado di decidere dopo un periodo di sei mesi, un anno con un contratto a tempo DETERMINATO se prolungare e confermare il contratto stesso e trasformarlo in uno a tempo INDETERMINATO, ecco che avremmo dato la flessibilità che permetterebbe di trovare e assumere la persona (disabile) giusta. Potrebbero venire inoltre create delle “classificazioni” dei disabili in base alle loro conoscenze linguistiche o ad altre conoscenze specifiche che potrebbero essere d’aiuto all’azienda in fase di scelta del candidato ottimale. Tutto si potrebbe migliorare con un pizzico di buona volontà.



CAMBIARE IL MODO DI GESTIRE E LOCALIZZARLO IN SINTONIA CON IL                                                             MINISTERO PER LA DISABILITA’

Da queste riflessioni ne nasce un’altra più complessa ma anche più semplice. La gestione dell’assunzione delle persone con handicap dovrebbe essere gestita localmente e non a livello provinciale. I Comuni fatto un censimento delle persone disabili dovrebbero gestire un piano di assunzioni mirate in enti pubblici, biblioteche, amministrazioni comunali atti a venire incontro a coloro che hanno più bisogno di altri di un lavoro. Spesso la persona con difficoltà fisiche deve essere sostenuta dalla famiglia che deve affrontare spese, e deve organizzare le giornate in maniera  da poter assistere il loro caro tenendo conto di orari, spostamenti e logistiche varie.  Con il nuovo governo è stato istituito il ministero della disabilità. Speriamo che non rimanga solo uno dei tanti ministeri ma che venga utilizzato per arrivare caso per caso dove c’è n’è più bisogno. A questo potrebbero servire degli aiuti da parte dei Comuni con l’istituzione di assessorati “alla disabilità” che potrebbero fornire dati utili anche al ministero (se la volontà fosse di farlo funzionare veramente). Diamo la possibilità ai disabili di essere impiegati negli enti pubblici e nelle pubbliche amministrazioni, nei musei, negli uffici che oggi vengono gestiti da persone normo dotate, venga assunto un numero sempre più grande di disabili (perlomeno quelli previsti dalla legge, se non di più)

URGE METTERE LE PRIORITA’ IN PROSPETTIVA  PER AIUTARE GLI ITALIANI IN                                          DIFFICOLTA’ E NON SOLO I DISABILI

Chiedendo alla persona disabile se si sente tutelata o aiutata dalle istituzioni la risposta sarà probabilmente un’occhiata sarcastica o un sorrisino del tipo “Mi stai prendendo in giro?” .

Alla base di tutto rimane il totale menefreghismo per i problemi altrui. L’egoismo che non trova spazio per i più deboli. Ci sono molte priorità da considerare quando si aiutano le persone che hanno più bisogno. Direi che partire dagli italiani in difficoltà sia essenziale. Ci sono i disabili ma ci sono i pensionati e le persone che vivono sulla soglia della povertà. Le differenze si fanno sempre più grandi e così anche l’indifferenza. Non mi si venga a dire che mancano le risorse. I soldi ci sarebbero ma purtroppo vengono mal utilizzati o svaniscono nel nulla come nei giochi di prestigio. Quello che è successo a Genova per esempio non sarebbe dovuto succedere. Le autostrade costruite con i soldi degli italiani producono circa due miliardi e mezzo di utile all’anno alle società che le gestiscono che tuttavia investono poco o niente nella miglioria delle infrastrutture, ma questa purtroppo è un’altra storia. Un’altra storia italiana. Se vogliamo veramente cambiare le cose in questo bellissimo Paese lo sforzo deve essere mirato ad eliminare corruzione e corrotti. Una partita non facile ma che deve essere giocata a tutti i costi.

Grande Guerra- Cercasi Eroi.


Grande Guerra – Alla ricerca dei nomi di quattro eroi –

UNA FOTO MERAVIGLIOSA CHE RACCONTA UNA STORIA
Nel 2014 quando ho pubblicato il libro  “Codognè Cuore Veneto” , nel raccogliere le foto dalle famiglie alle quali avevo chiesto di aprire i cassetti ed i vecchi album per trovare foto antiche, è sbucata questa bellissima fotografia (grazie alla signora Adele) che ritrae quattro soldati vestiti con la divisa assieme a quella che apparentemente è la loro mamma. Non ho mai saputo chi potessero essere questi quattro soldati che presumo essere quattro fratelli. (le foto di famiglia allora si facevano così.).
Ho scelto questa foto come una di quelle di copertina perché la considero una foto veramente unica e storica. Quante volte mi sono detto quanto bello sarebbe poter risalire all’identità di questi eroi che hanno combattuto sul Piave difendendo con la vita la nostra libertà.
IL CALENDARIO COMUNALE DEDICATO AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA
L’occasione è arrivata qualche mese fa, e sempre con la signora Adele (che ringrazio di cuore) .
 L’appello lanciato dall’amministrazione comunale era quello di portare in biblioteca le foto inerenti alla Grande Guerra, in modo da poter fare il calendario 2018. All’appello hanno risposto in molti, e vi assicuro che il calendario 2018 sarà uno di quei calendari da collezione. La dottoressa Lisa Tommasella e la commissione culturale, hanno infatti deciso di dedicarlo alla memoria di coloro che cento anni fa (ricorre quest’anno l’anniversario della Grande Guerra che si celebra nel corso dei tre anni 1915- 1918 – 2015-2018) hanno combattuto sul Piave. Molti di loro non tornarono mai a casa e la scelta di dedicare il calendario a questi EROI  è veramente condivisibile visto che non bisogna dimenticare l’enorme sforzo compiuto da questi giovani per impedire l’invasione della nostra Patria da parte delle forze Austro-Ungariche.
Una delle foto che ha portato la signora Adele, ritrae un giovane soldato in piedi, e visto che la foto è stata reperita assieme a quella dei quattro fratelli, osservandola bene si nota la somiglianza con il soldato seduto (con la spada). La foto era stata trasformata in cartolina e spedita ad una signorina di CODOGNE‘ con in calce la firma di GIUSEPPE VIDORI.  Alcune ulteriori ricerche mi hanno confermato che tale cognome (VIDORI) è risultato essere molto diffuso nella zona di VIDOR (TV).
Faccio quindi appello a chiunque possa riconoscere in questa foto un volto famigliare. Rendere loro omaggio, facendoli conoscere , facendo sapere chi fossero, se sono sopravvissuti alla guerra che decimò i nostri soldati (600.000 caduti)  sarebbe il minimo che si possa fare per ringraziarli. Posso solo immaginare il dolore e la preoccupazione della madre nel vedere i suoi quattro figli partire per il fronte. Se qualcuno che legge questo post avesse delle informazioni inerenti a queste persone vi prego di contattarmi via email : piodalcin@gmail.com.  Ho fatto una ricerca nel sito dove vengono riportati i nomi dei caduti della Grande Guerra. Caduti della Grande Guerra      

Ho trovato solo il nome di

VIDORI BERNARDO DI DOMENICO Veneto I – (Vol XXVI) TV – VE – VI 774 13 Vidor 6 Marzo 1899 by 

potrebbe essere uno dei quattro. Ho visitato anche il cimitero di Vidor (TV) ma non ho trovato tra le tombe il nome di GIUSEPPE VIDOR. Questo mi fa pensare che, se fossero loro i quattro fratelli, solo uno grazie a Dio sarebbe morto in trincea. (Bernardo di Domenico, come riportato nella casella qui sopra estratta dal sito dei caduti-vedi link sopra-) Spero di poter svelare questo mistero che di fatto restituirebbe la gloria e l’onore che questi giovani di allora meriterebbero.

Fotografare per passione.


JUN
20

Essere Fotografi cosa significa? 

Il post su Facebook ho deciso di rimuoverlo.La mia filosofia è che “la vita è troppo breve per stare zitti di fronte a qualsiasi fatto o ingiustizia alla quale ho assistito o assisterò nel mio breve percorso su questa terra”

Nel 1991 ero a Ramallah, in Cisgiordania (Territori Occupati dall’esercito di Israele) per documentare l’ INTIFADA, la protesta che vedeva contrapposti i giovani Palestinesi armati di pietre e l’esercito Israeliano armato di tutto punto.Ore 10:30 del mattino di un giorno qualunque a trenta chilometri a nord di Gerusalemme. Inizia la sassaiola. I militari assistono da lontano. Dopo un quarto d’ora caricano i dimostranti rincorrendoli con veloci e leggere Jeep. Un militare cattura un ragazzo di circa dieci anni e lo percuote.Punto la fotocamera e scatto a raffica. Il militare mi vede e da lontano mi fa segno di non fotografare. Gli rispondo alzando passaporto e tesserino che lo stesso esercito mi aveva rilasciato tre giorni prima grazie all’aiuto di  +Associated Press per la quale ero in collaboratore in Italia.Il militare lascia stare il ragazzo. Sale in Jeep e in pochi secondi mi raggiunge. Sono in tre nel mezzo militare. Scendono e mi prendono di peso gettandomi malamente dentro. Mi portano al distretto di polizia dove verrò rilasciato dopo un breve interrogatorio e qualche livido procuratomi dal carico/ scarico dai militari.

Tornato a casa non ci fu il tempo per riposare. Zagabria era stata bombardata e il giorno dopo ero lì, con gli altri fotografi di guerra a far colazione in uno dei migliori hotel del centro, trasformato in centro stampa. Facevamo ogni giorno una colazione a dir poco ricca. “Se ci becchiamo una pallottola almeno avremo lo stomaco pieno” Scherzavamo con Peter Stone e gli altri. Peter era un fotografo Americano che si era trasferito a Praga per seguire gli eventi che stavano disegnando la nuova Europa e ci eravamo incontrati la prima volta nel 1989 in occasione della caduta del Muro di Berlino. Prima di lasciare il tavolo della colazione per correre dove c’erano i combattimenti, Peter chiedeva a tutti:”C’è qualcuno che si sente stupido oggi? Se è così allora resti in albergo, gli altri tutti con me”. E andavamo in prima linea (foto sotto) a documentare i combattimenti.
Questo è stato l’esordio della mia entrata a far parte del meraviglioso mondo del fotogiornalismo.
Avevo in realtà iniziato nel 1986 a Venezia  con la Mostra del Cinema, e poi durante il Summit del 1987
In particolare questa foto mi aprì la strada ad una collaborazione con +Gazzettino  che mi offrì di seguire la pagina di Conegliano come fotoreporter.. Non avendo un contratto però potevo spaziare, e questo mi consentì di recarmi in tutti i luoghi dove succedeva qualcosa di storicamente importante. Iniziai dal Muro di Berlino
e poi a Praga e nel dicembre del 1989, saputo della fucilazione di Ceausescu e sua moglie in Romania ero, con un amico fotografo di +Cuore Veneto Codognè Treviso  a Timisoara a documentare la Rivoluzione di Natale
La ragione per la quale scelsi di essere un fotografo di guerra, oltre che ad essere il cronista della pagina di Conegliano era oprattutto la passione che ho sempre avuto per la cronaca e gli avvenimenti storici, irripetibili. Non mi interessavano i matrimoni o gli scatti di spiaggia che mi avrebbero sicuramente regalato una vita più tranquilla ed economicamente più agiata. Mi piacevano e mi piacciono gli eventi che lasciano un ricordo indelebile nella memoria, ma bisogna coraggiosamente affrontare, a volte sfidando la morte.
Ho ereditato la passione per la fotografia da mio padre Narciso. Mi ha attaccato un “virus” del quale (per fortuna) non sono mai riuscito ad imunizzarmi. Oggi a 60 anni mi considero un fotografo di strada. Mi piace fotografare la gente nelle strade e nelle piazze del mondo ma soprattutto quì nel nostro #VenetoMeraviglioso.
Domenica alle 17 ho deciso che avrei fatto alcune foto in piazza a Conegliano, la mia città natale. La Dama Castellana è sempre un avvenimento che vale la pena di fotografare. Non ho richiesto un pass, avendo deciso all’ultimo secondo. Ho centinaia, forse migliaia di scatti della Dama fatti per me e per il giornale in bianco e nero e a colori negli anni 80. Non sapevo che l’esclusiva era stata data ad alcuni “fotografi” (probabilmente gli scattini da matrimonio di cui riferivo sopra) che vedendomi si sono inalberati e hanno chiesto l’intervento del solito addetto stampa che di stampa non sa niente, il quale avrebbe sicuramente avuto il diritto sacrosanto di allontanarmi dalla scena (dove stavo “rubando” le foto agli scattini ufficiali), ma con le dovute maniere, come si usa in una società civile, non urlandomi e sbraitando verso la sicurezza “Chiamate i carabinieri”.Ho innescato una polemica su Facebook perchè non ritengo giusto essere umiliato così. Riconosco il mio errore di non essermi acvcreditato ma pensavo erroneamente di “giocare in casa” e non sapevo che gli SCATTINI di Conegliano potessero accanirsi su di me a tal punto da accusarmi di “intralciare i manifestanti e gli altri fotografi”. Altri hanno pensato di darmi dei consigli su quale mezzo usare visto che si sono scandalizzati dal fatto che assieme alla Nikon stavo utilizzando il mio smartphone per la diretta che stavo trasmettendo su Facebook.
Per questo, ho deciso di cancellare i post che stavano diventando sempre più acidi e personali specialmente da parte di quei “fotografi” che vorrebbero impartire lezioni a chi ha passato tutta la vita dietro un obiettivo, non come mercenario della fotografia ma come un appassionato.Finisco quì questa polemica ringraziando quelli che nel post mi hanno sostenuto e spero di non dover tornare più sull’argomento.
Infine un grazie a Treviso Today  per aver pubblicato le mie foto della Dama (http://www.trevisotoday.it/video/dama-castellana-19-giugno-2017.html)

Il “Leonardo del legno 2.0” Mattia Gardenal


Ieri è venuto a trovarmi un amico che mi piace definire “Il leonardo del legno 2.0” .Mattia Gardenal. Un Artista veramente 2.0, innovativo e sempre alla ricerca di cose nuove è riuscito a costruire delle macchine di legno che all’inizio si ispiravano al movimento dell’albero a camme (quello che fa muovere le nostre auto ). oggi Mattia si è spinto molto più  oltre e con l’ausilio di sensori applicati al movimento del legno è riuscito a fare in modo che muovendosi, le sue creazioni producano un suono, dei suoni. Ne risultano delle composizioni articolate e originalissime, postmoderne e ritmate che troveranno senz’altro spazio nel mondo dei più giovani, ma non solo; visitando la pagina Beat Engine su Facebook dove Mattia Gardenal  ci aggiorna sui progressi delle sue creazioni, troverete un clip dove la sua musica viene applicata ad un Cortometraggio futuristico.

Mattia è stato veramente gentile a farmi dono di una delle sue prime creazioni; una barchetta che si muove tra le onde di legno dalla quale ero rimasto affascinato durante una manifestazione alla quale aveva partecipato a Roverbasso di Codognè qualche anno fa.

Vista la sua bravura gli avevo subito chiesto se potevamo fare un’intervista per potermi rendere conto più da vicino del suo enorme potenziale. Gentile come sempre me l’aveva concessa e ho deciso di inserirla all’interno del mio prossimo libro Cuore Veneto.Interviste e storie della nostra gente. Mattia vive e lavora nella nostra provincia ma è oriundo di Cimetta di Codognè.

Rimango solo in attesa di vederlo riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per le sue creazioni muscali e lignee.Non ci vorrà molto. E sarà una grande gioia.

Christo opens the gates of Floating Piers


The waiting line to get the thrill  on how it feels to  “walk on water” is about one hour. Yesterday at 7:40 am the gates were finally open. I was one of the lucky to be among the first to step on the “Floating Piers” the new Christo’s installation on the Iseo Lake in the Nord Italy region of Lombardy . The three chilometers (1.9 miles) strut over the orange piers attracted thousands of people who walken, took selfies, tried the barefoot sensation suggested by Christo himself.

The sensation is to walk over a well inflated “water bed” that moves with the small lake’s waves. The structure is wide enough to allow center walking without the danger of falling into the lake, given the fact that there are not protections on the side.

An army of 600 helpers dressed in blue and orange from around the world provided the security of the piers while distributing pieces of the fabric as a souvenir. It will remain open to the public and absolutely free until July 3rd . Lake iseo is located at 200 chilometers from Venice and 100 chilometers from Milano    OK

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I gave it a try. I wrote in my mother language : Italian. The results on the visits on the blog have been depressing. From today. I’ll write my content in English. I’m a writer, a photographer, a painter living in the most beautiful city of the world. Venice Italy. If you need tips, places to go, hotels and anything else your tourist butt may need, let me know. I will try my best to give you the info you may need in English. Need a guide through the city that will also take your pictures professionally? Here I am. Just send me a message at : piodalcin@gmail.com . I will answer every request.

Disabilità.Governo.Ministero inutile?


 

 

 

img_2846.jpgCaro Salvini, Caro Di Maio,

Apprezzo i vostri sforzi per cercare di rimettere in piedi un’ Italia ridotta a un colabrodo da chi vi ha preceduti nella gestione della cosa pubblica. Capisco che i problemi da risolvere sono tanti ed il tempo è sempre limitato. Sono veramente felice che in questo governo si sia pensato di aggiungere un ministero per la disabilità, ma diciamoci la verità: A CHE COSA SERVE?

DUECENTOTTANTA EURO AL MESE PER SOPRAVVIVERE

Questa è la cifra che attualmente percepisco dall’ INPS per la mia invalidità permanente (emiparesi sinistra dalla nascita). Quanto ci si mette a spendere questa enorme risorsa? Basta comprare i libri per mia figlia che frequenta la terza superiore oppure andare a fare la spesa alcune volte; pagare le bollette, la benzina, il bollo, l’assicurazione eccetera.

FARE SUBITO QUALCOSA

Ribadisco che i problemi da risolvere per voi siano infiniti. VI chiedo solo di mettervi per un minuto nei panni di una famiglia con un disabile, che debba fare quadrare i conti con neanche 300 Euro al mese.

IMPIEGARE I DISABILI NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Essere iscritti alle liste “speciali” della Provincia non serve assolutamente a niente. IL sistema va revisionato e rivoluzionato. Se le persone disabili fossero gestite localmente, dai sindaci, da un’assessorato alla disabilità, le cose cambierebbero rapidamente. Qual’è il sindaco che non conosce la situazione reale dei disabili nel suo territorio? Forse nelle grandi città non sarà possibile, ma se iniziamo dal basso, dai piccoli paesi di campagna, come quello dove vivo io, ecco che il cambiamento può avvenire. Come?  Magari eliminando i vari concorsi che vengono istituiti ogni volta che c’è un posto libero per un disabile. Il concorso venga pure fatto, ma limitiamolo al comune che necessita di impiegare la persona con handicap, per evitare un inutile “turismo del concorso”.

 

BIBLIOTECHE, SCUOLE, MUSEI, MUNICIPI,AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE, UFFICI PER IL LAVORO

Questi sono i posti di lavoro che dovrebbero venire assegnati a noi. Lasciamo che le persone normodotate (che spesso fanno rima con RACCOMANDATE) si cerchino il lavoro nel privato. Assumiamo i disabili. Controlliamo che le ditte con l’obbligo di assunzione facciano quello che viene loro richiesto dalla legge. E alziamo questa CARITA’ di DUECENTOTTANTA EURO venga portata ad un livello meno da terzo mondo, meno ridicolo, ma che soprattutto consenta a chi è meno fortunato di poter sopravvivere in una società menefreghista ed egoista come la nostra.907bc-jobs-1024x633

Codognè e la Mela Cotogna, la festa continua con la nuova edizione 2018


SEP
18

Codognè si prepara alla 18 esima edizione della festa della Mela Cotogna

Se non avete mai avuto l’occasione di partecipare alla FESTA DELLA MELA COTOGNA che si svolge ogni anno ormai da diciotto edizioni a Codognè, vi siete persi l’occasione di partecipare a una delle più interessanti e ben organizzate “sagre” del nostro territorio, che si inserisce nel contesto dei festeggiamenti della MADONNA DEL ROSARIO. 

Ricordo che negli anni della mia infanzia (sono nato nel 1956) non si vedeva l’ora che arrivassero le giostre, gli autoscontri, i dischi volanti e le “careghete”. A quei tempi si festeggiava la Madonna del Rosario e le bancarelle dei dolciumi non erano mai sprovviste del dolce caratteristico (presente ancora oggi) IL “BUSSOLA'”. Cosa sia lo scoprirete partecipando alle varie manifestazioni che si svolgeranno nel centro del paese (chiuso al traffico veicolare per tutta la giornata) nei giorni descritti qui sotto. Portate i bambini, si divertiranno come gli adulti. Che la festa abbia inizio! Le numerose coltivazioni di Mela Cotogna che sono nate grazie anche a questa festa hanno già dato i loro magnifici risultati. Non resta che trasformarle in succulente marmellate, dolci, gelati, pizze e pietanze che vanno dai primi al dessert e al gelato. Questa è la mela che è considerata la più adatta e la più versatile alla preparazione di gustosi piatti.

PROGRAMMA

E’ pronta la nuova edizione della Festa della Mela Cotogna, primizia e simbolo inequivocabile dal quale nasce il nome del paese. Si inizierà Giovedì 11 ottobre: A CENA CON LA MELA COTOGNA…
Ore 20.00 presso il Capannone dei Festeggiamenti della Madonna del Rosario di Codognè, in collaborazione con i ristoratori del territorio.
Iscrizione OBBLIGATORIA entro 5 ottobre chiamando il seguente numero: 0438783280 oppure tramite email: biblioteca@comune.codogne.tv.it

 
Per continuare Venerdì 12 ottobre: SIMPOSIO SULLE PICCOLE PRODUZIONI LOCALI VENETE
Ore 20.30 presso la Sala Riunioni della Biblioteca comunale.
Il convegno verterà sui seguenti temi:
-il progetto regionale delle Piccole Produzioni Locali Venete. Com’è nato, cos’è e gli sbocchi futuri;
-il progetto comunale di ripristino della coltura della cotogna. Nuove frontiere per le PPL;
 
Per arrivare poi al clou della FESTA Domenica 14 ottobre: 1^ FIERA VENETA DELLE PICCOLE PRODUZIONI LOCALI (PPL) Parco della Mutera: mostra mercato dei prodotti della tradizione veneta e piccole degustazioni. In mattinata inaugurazione con presenza delle autorità.
18^ FESTA DELLA MELA COTOGNA
Dalle ore 10.00 alle ore 18.30 circa, presso il centro cittadino di Codognè.
Mostra mercato di prodotti a base di MELA COTOGNA realizzati e venduti direttamente dalle aziende produttrici, a partire da quelle presenti sul territorio di Codognè e integrate con altre aziende, di localizzazione veneta.
Inoltre saranno presenti espositori di prodotti artigianali e diversi hobbisti.
“I veci mestieri” agricoli, piccola mostra di attrezzi di una volta,
spettacoli di danza, canto e dog agility, laboratori ricreativi per i più piccoli faranno da cornice alla giornata.


Leggete qui la locandina

                                Foto delle precedenti edizioni : (copyright pio dal cin 2016)

PROGRAMMA:

Domenica 14 ottobre:
1^ FIERA VENETA DELLE PICCOLE PRODUZIONI LOCALI (PPL) Parco della Mutera: mostra mercato dei prodotti della tradizione veneta e piccole degustazioni. In mattinata inaugurazione con presenza delle autorità.
18^ FESTA DELLA MELA COTOGNA
Dalle ore 10.00 alle ore 18.30 circa, presso il centro cittadino di Codognè.
Mostra mercato di prodotti a base di MELA COTOGNA realizzati e venduti direttamente dalle aziende produttrici, a partire da quelle presenti sul territorio di Codognè e integrate con altre aziende, di localizzazione veneta.
Inoltre saranno presenti espositori di prodotti artigianali e diversi hobbisti.
“I veci mestieri” agricoli, piccola mostra di attrezzi di una volta,
spettacoli di danza, canto e dog agility, laboratori ricreativi per i più piccoli faranno da cornice alla giornata.


Grazie al lavoro svolto dall’amministrazione in questi anni (questa è la diciottesima edizione) si è riusciti non solo ad allargare la partecipazione del pubblico e degli espositori, ma a dare il via a delle vere e proprie coltivazioni di mele cotogne che si sono rivelate di ottima qualità e hanno attirato l’attenzione di produttori locali di marmellate e mostarde. La festa vedrà al solito, il centro del paese chiuso al traffico veicolare, regalando così le vie del paese a migliaia di persone che lo affolleranno assaggiando prodotti locali (e non solo le mele, che la faranno da padrone) esposti nelle centinaia di bancarelle. Funzionerà come ogni anno l’organizzatissimo stand gastronomico collegato alla Festa della Madonna del Rosario che come sempre coincide con la festa della Mela più amata da pasticceri, ristoratori, gelatieri, pizzaioli e produttori di marmellate e da tutti coloro che durante questo periodo si diletteranno ad inserire nei loro menù il frutto che a Codognè ha trovato il suo habitat migliore dalla notte dei tempi.

Uno dei meleti a Codognè dove anche quest’anno sono state raccolte delle gustosissime Cotogne

Come ormai da tradizione tutti gli esercizi come pizzerie, pasticcerie, panifici, trattorie, agriturismi,  ristoranti, gelaterie , a Codognè, Cimetta, Cimavilla, Roverbasso, si cimenterà a preparare piatti o prodotti in cui sia presente lei, la regina delle mele; la Mela Cotogna

Кодоньи и многих других странах. Подвалы закрылись в течение четырех дней в Prosecco. Объясненные причины


сентября 13

Кодоньи и многих других странах. Подвалы закрылись в течение четырех дней в Prosecco. Объясненные причины
Кодоньи 13 сентября 2018 года
ОБНОВЛЕНИЕ ПРИМЕЧАНИЕ: У подножия страницы я добавил интервью с историческим виноделом из района Конельяно, которое было реализовано сегодня поздно утром, что объясняет причины для фирменных погребов в течение четырех дней.Вчера вечером я остановился в винном заводе Codognè, чтобы попробовать виноград Prosecco, и мне сказали, что винодельня будет закрыта с сегодняшнего дня (четверг) в течение четырех дней. Причина, казалось, была перепроизводством Prosecco. Но была ли причина? Я попытался углубиться и попросил директора уточнить причины закрытия, чтобы избежать написания глупостей. «Мы поговорим завтра (сегодня, четверг для тех, кто читает)» – лаконичный и короткий ответ молодого режиссера.

На этом этапе я должен только спросить некоторых виноделов в соответствии с их грузовиками, переполненными «золотом» в виде пучков. Prosecco, самое желанное вино в мире на данный момент, гораздо больше, чем французское шампанское, дороже и даже менее вкусное, если мы хотим быть честным.

Я думаю, что это зависит от огромного производства в этом году. Я видел в своем винограднике, что некоторые драгоценные камни породили двойные пучки. Природа была щедра с нами в этом году, что нам делать? Надеюсь, что погода сохранится до тех пор, пока подвалы (а не только Кодоньи будут закрыты, но все или почти) снова откроются, и мы сможем принести наш урожай. Я не помню, чтобы все это происходило ”

Он объявил Д.Д. один из исторических виноделов страны.

Сегодня я услышал еще один C.P. но, похоже, это не слишком согласуется с предыдущим заявлением его коллеги-винодела. «Да, это правда, что производство в этом году отлично по сравнению с прошлым годом, как с точки зрения качества, так и количества. Закрытие, вероятно, связано с тем, что красный виноград должен оставаться в силосах и ферментах, вычитая в некотором роде пространство для Однако щедрое производство Prosecco не соответствует действительности, что закрытие подвалов никогда не происходило. Очевидно, что когда все они собирают урожай, в то же время происходит остановка при приеме винограда. Это всегда случалось, мы не тревожились. Еще одна вещь, которую я хотел добавить, каждый член прекрасно знает, что у него есть определенное количество квинталов, которые он может принести в подвал. Создание большего количества средств для самостоятельного управления собственной избыточной культурой. Есть виноделы, которые сделали непропорциональное количество больше, и им придется управлять им как можно лучше ».Поздно утром я услышал знаменитого виноградаря из Конеглиан по телефону. Вот что он сказал мне:

Вопрос: «Доброе утро, закрытые подвалы, которые не будут принимать Просекко в течение четырех дней. Можете ли вы помочь мне понять, что происходит?»

Ответ: «Легко сказать: причины закрытия связаны с несколькими связанными факторами: сначала мы должны учитывать исключительное производство в этом году, поскольку я читал в своем посте, что были драгоценные камни, которые также произвели два пучки, непредсказуемая вещь, которая заставила наших виноделов найти гораздо больше винограда, чем они ожидали »

Вопрос: «Итак, производство, допустим, чрезмерное, по сравнению с тем, что ожидалось, является единственной причиной этого закрытия?»

Ответ: «Нет … это одна из причин, а не единственная: одна из других причин – механизация системы сбора урожая. Сегодня мы работаем с большим количеством машин, поэтому быстрее. Сезон уборки урожая и сроки всегда одинаковы За такое же количество дней, скажем, у нас есть больший поток и вклад, по сравнению с годами, когда все было сделано вручную. Темпы доставки значительно возросли, во время флористического и щедрого сезона, что не увеличилось, объективная способность подвалов обрабатывать виноград, который доставлен. Таким образом, механизм пошел в наклон ».

Вопрос: «Значит, вы не можете взять на себя ответственность за любой из этих неожиданных ловушек?

Ответ: «Абсолютно нет, кого мы хотим обвинить, Мать-Природа, которая дала нам много винограда, подвалы, у которых время обработки было соблюдено для успешного завершения производства вина?»

Вопрос: «Виноделы тогда?»

Ответ: «Конечно, нет. Виноделы – это те, кто ломает свои спины круглый год, чтобы получить качественный продукт, и результаты его подтверждают. В последние годы Prosecco переросла французское шампанское. для всей «армии», которая сражалась в этой битве, но настоящие «солдаты» на линии фронта – их собственные, венецианские виноделы, с их преданностью и упорством »

Вопрос: «Вы можете объяснить мне простыми словами, как будто мне пришлось рассказать прабабушке, как работает« квота ». Если я уполномочен привести 100 центнеров Prosecco в винодельню, и я подготовил 200 условий, описанных выше , что будет с этими 100 центрами, которые я произвел больше?

Ответ: «К сожалению, им придется оставаться висящими там, где они есть. Расчеты составлены примерно в 1 евро за килограмм. Гат может производить не более 18-20 тысяч евро. Весь излишек винограда не может быть доставлен, но выигрыш гарантирован. Плохая вещь обо всем этом заключается в том, что фермер плачет своим сердцем, чтобы увидеть плод своей работы, гниющей на лозах, это немного похоже на отбрасывание хлеба, тем более, что в прошлом году из-за весеннего мороза, многие виноделы почти ничего не доставили ».

Вопрос: «Нет ничего, что мог бы сделать винодел, чтобы ограничить количество винограда, произведенного таким образом, чтобы происходящее сегодня не произошло?»

Ответ: «В теории да, вы могли бы сделать более избирательную обрезку с риском, однако, что в« худой »сезон или страдающий от погодных эпизодов, все труднее интерпретировать или прогнозировать, вы рискуете значительной потерей. именно пытаясь компенсировать эти несчастные случаи, и поверьте мне, это совсем не легко »,

Вопрос: «Вы были в виноделии в течение десятилетий, до вашей семьи, вы помните« локаут »так долго в прошлом?»

Ответ: «Нет … Никогда раньше, четыре дня? Это первый раз. Были случаи закрытия одного или двух дней в прошлом, но никогда в течение столь длительного времени.

Однако паникисты, как обычно, ничего не приводят и только создают путаницу. Мы ждем этих девяноста шести часов, надеясь, что Мать-природа даст нам последнюю руку с благоприятной погодой; то мы продолжим поставлять эти драгоценные винограды, которые превратятся в превосходный Prosecco для экспорта, как того требует рынок во всем мире ».

Мы знаем, что в этом году сверкающий Prosecco (который, в частности, остается превосходным для нашей национальной территории и в частности Veneto), будет гарантирован на столах всей планеты, и, к сожалению, это не дешево. Стоит ждать четыре дня.

(фоторепортаж и авторские интервью с пионом из cin)

Postato da pio dal cin su wveneto.com all contents including the photos are copyright 2018 by pio dal cin

Jazz Train from Sacile to Osoppo.Steaming to success trough the territory


It was indeed a long day. Departure from Sacile was set at 9:55 am. The great part was that the train was and old “Steamer” and the company to reduce the “Stress-pleasure” of a three hours haul, was the music. Jazz that is. Fantastic musicians from the Friuli Region (the extreme North eastern part of Italy bordering with Slovenia and Croatia) were called to perform while the slow train was moving through the territory, making us understand why in the Old West trains could be attacked by bandits on horses. The jazz musicians moved trough the convoy playing together. The passengers were soon involved into the Jamming session and were enthusiastic about thepieces that were played full of energy and positive vibrations. The train inside looked a lot like one of those trains used in many of Sergio Leone’s Westerns; wooden seats and windows that opeden at waist level. Indeed a great journey. The only negative aspect was  (in my humble opinion)the transfer to the  Osoppo’s Fort, where a Jazz concert was played. This was a “plus” that extended too much the long haul and had nothing to do with the train itself (if not only for the music. A better choice could have been stopping at Forgaria train station where a popular fest was going on with great wine, beer, goulash and POLENTA. This would have shortened the trip to mid afteroon. The train arrived back in Sacile at 8:00 p.m

 

Screenshot of Sacile, 33077 Province of Pordenone to 33010 Osoppo Province of Udine - Google Maps.jpg

Green arrows show the actual course of the train (not available on Google Maps)

 

The old steamer took three hours (with several stops) to cover the 78 kilometers

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Il treno (a vapore) del Jazz da Sacile a Osoppo. Meravigliosa (ma troppo lunga) avventura tra musica, territorio, arte e storia dei treni


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E fermasi a FORGARIA tutto il giorno? C’era il vino buono, la polenta, il goulash, ma venti minuti non sono bastati.Peccato. IL forte di OSOPPO mi ha deluso (anche il cibo )

Il trenino del Jazz Sacile Osoppo. Un successo di musica,arte e riscoperta del territorio

Avviso ai naviganti: Le foto qui pubblicate sono copyright pio dal cin 2018. . Capisco che è facile cliccare su una delle foto e scaricarla, usarla, condividerla. Tuttavia il loro uso senza L’ ESPLICITO consenso dell’autore è da considerarsi contro la legge sul copyright. Ogni tentativo di riproduzione (anche parziale) verrà eventualmente perseguita a termini di legge. 
La mia pagina facebook






per vedere i video e le foto della giornata andate a fondo pagina. 
 
 
Un’esperienza molto interessante, specialmente per quello che ha riguardato la parte del viaggio in treno accompagnata da tanta buona musica suonata all’interno delle carrozze a cui ha partecipato con gioia e allegria il pubblico.
 Il treno era stracolmo (i biglietti erano già esauriti venerdì) segno tangibile che manifestazioni di questo tipo riescono a coinvolgere il pubblico, molto attento a queste manifestazioni di tipo storico-artistico-ricreativo legate strettamente al territorio. Ho saputo dall’organizzazione che il progetto rientra nell’ambito di  (https://www.facebook.com/jazzrail.luoghideljazz/) che coinvolgerà alcune regioni italiane tra cui il Veneto, la Toscana, Le Marche, La Puglia, La Sardegna.
Nonostante la bellezza del percorso e della partecipazione del pubblico e di musicisti di grandissimo talento, non mi è piaciuta tanto la parte che coinvolgeva Osoppo.
Scesi dal treno siamo stati portati da dei bus navetta ad assistere ad un concerto jazz al forte di Osoppo.
Avrei tagliato volentieri queste tre ore. Forse sarebbe stato più interessante fermarsi a Forgaria, dove c’era una festa popolare a base di polenta e gulash che solo pochi hanno potuto degustare viste le file lunghissime.
Il concerti si sarebbe potuto organizzare lì, seduti, mangiando un pasto fatto come Dio comanda. Questo avrebbe tagliato il percorso di alcune ore e il rientro nel primo pomeriggio invece di un tour de force di dieci ore che si è rivelato (a mio avviso) vincente solo nella parte“viaggio in treno-musica- tappa a Forgaria”.
Fossi stato tra gli organizzatori avrei dato un po di più di attenzione alle eventuali personeaccreditate come stampa, questo è un aspetto che non è stato curato per niente.In conclusione direi che si, è stato un viaggio meraviglioso, accompagnato da musica fantastica e con una risposta di pubblico veramente eccellente,. Da accorciare, da snellire, e limitare nelle ore.

Circolo Controtempo Jazz

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpioodalcin%2Fvideos%2F2383040678402630%2F&show_text=0&width=267

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpioodalcin%2Fvideos%2F2382994361740595%2F&show_text=0&width=267https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpioodalcin%2Fvideos%2F2382961731743858%2F&show_text=0&width=267

LUCA D’AGOSTINO (fotografo ufficiale). Il fatto che tu sia il fotografo ufficiale non ti dà il diritto di gestire lo spazio maleducatamente come hai fatto con me. Anche se mi hai risposto: “Sto lavorando” non è detto che t sia the one and only. Consiglio di anziano:” Vola più basso e rispetta anche i dilettanti, ma soprattutto quelli coni capelli più corti e bianchi dei tuoi”.

Venticinque anni di fotografie della lega


SEP
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Venticinque anni di fotografie.e video di Zaia, Salvini, Fedriga, Da Re e tanti altri 

1993 – Fabio Padoan e Rocchetta discutono con il sindaco Mario Gardenal all’inizio della protesta che porterà alla cacciata di Anna Mazza da Codognè. Ricorre quest’anno il venticinquesimo anniversario dell’episodio che vide mobilitato tutto il paese contro il ricollocamento delle perone mafiose.









Dall’aereo di Montagner la foto del presidio della Mutera dove Fabio Padoan ha iniziato lo sciopero della fame in protesta alla presenza di Anna Mazza nel Territorio di Codognè. Seguiranno settimane concitate di proteste e comizi in piazza (quest’anno ricorre il 25° anniversario). 



L’idea di piantare “L’albero della Libertà” fu mia (copyright) e fu subito accolta con entusiasmo 

Matteo Salvini a Cordenons a sostegno del candidato sindaco
Foto di gruppo a Cordenons con Matteo Salvini a sostegno del candidato sindaco
                                                                      gazebi sempre attivi
l’ultimo libro sul Veneto ha incassato il patrocinio da diciotto comuni, da Venezia a Cortina. Nessuno dei 18 comuni si è offerto di comperare nemmeno una copia del libro. Grazie per il mancato supporto. Per il budget di un comune sarebbe stata una spesa minima, per me un grande aiuto. Elenco dei comuni: Venezia, Caorle, Oderzo,Codognè, Vazzola, San Fior, Orsago,Godega, Conegliano Susegana,Farra di Soligo,San Pietro di Feletto, Tarzo, Cappella Maggiore, Lorenzago di Cadore, Cortina d’Ampezzo. Questo è il secondo libro che scrivo sul Veneto, l’ultimo. Non c’è futuro per chi scrive del Territorio. Indifferenza e menefreghismo, quelli si, alla grande.
Conte sindaco di Treviso con Bet sindaco di Codognè

Salvini e Zaia a sostegno della campagna elettorale di Conte sindaco di Treviso 


Federico Caner e Roberto Bet, rispettivamente assessore regionale al turismo e sindaco
di Codognè.


Caner e Bet con due storiche sostenitrici della lega

A Pordenone con Salvini a sostenere il candidato (poi eletto) della lega

A Treviso con Conte sindaco neoeletto


grande Genty, la vera anima trevigiana della lega
Il mitico Gentilini con Zaia e sotto con il mio libro
                                                               
Coin, Manzato, (ci pensiamo noi) Scottà alla consegna dei cavalierati in prefettura a Treviso

 

Paola Guzzo il nuovo sindaco di Godega S. Urbano

Sono stati anni intensi, “inseguendo” i vari candidati sindaci come la Scardellato a Oderzo, Dan a Fontanelle, Paola Guzzo a Godega,Ghini a Motta di Livenza e tanti altri.  ma non solo. Le conferenze, la vistita di Salvini a Codognè, Fedriga a Cordenons. Sono centinaia di foto che aggiornerò in questo post andando a recuperarle nel mio archivio, un po alla volta.  A sinistra Bonet e Zaia durante l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri
   

Antonella De Giusti Zaia e Bonet a sostegno di Paola Guzzo sindaco (poi eletta)

A destra Federico Caner a Cimadolmo (di spalle) scopre il nuovo monumento dedicato ai caduti del Piave

Salvini a Codognè

Qui sotto Salvini a Oderzo a sostegno della Scardellato sindaco (poi eletta)


Zaia e Scardellato a Oderzo



A destra momenti della campagna elettorale
della Scardellato (poi eletta) grazie di tutto Muli.



Con Bet, Scardellato, Zaia a Oderzo in sostegno della candidatura a sindaco


Con Roberto Bet, Scardellato e Zaia durante la campagna elettorale che vedrà il nuovo sindaco di Oderzo eletto.



A destra  Zaia con Floriano Zambon( allora sindaco di Conegliano) e Giuseppe Benedetti  durante il raduno triveneto degli alpini. giugno 2015 a Conegliano.

Fedriga e Salvini a Cordenons a sostegno del sindaco (poi eletto)


I want you to vote for Autonomia

Franco Manzato alla fiera di Godega con la miss

Paola Guzzo e Bonet festeggiano i risultati dell’elezione di Paola a sindaco di Godega


Salvini con Dan sindaco eletto a Fontanelle (grazie di tutto Dan)

Salvini a Godega (per la prima volta nella storia) a sostegno di Paola Guzzo


Salvini con due fans speciali

La mia breve intervista a Salvini a Cordenons

A Godega con Salvini e Zaia

Antonella De Giusti e Salvini

Roberto Bet e Salvini

 

Paola Guzzo con Salvini a Godega



Campagna elettorale a Conegliano con Fedirga e Da Re



A Motta di Livenza a sostegno di Righi (poi eletto) sindaco

impossibile da rifare questa foto. Ci sono fedelissimi e “traditori”, scegliete voi.
 
 
Altri tempi






Zaia e Da Re

Con Da Re a Motta


Basei e Zaia


A Godega per l’inaugurazione della caserma dei carabinieri

 

Zaia con i candidati leghisti alle elezioni di Conegliano

foto irripetibile oggi, alcuni hanno “lasciato” (per fortuna dico io)

Ezio Dan e Zaia (campagna elettorale a Fontanelle)



Zaia, Rosolen, Scardellato a Oderzo

Mentre Brugnaro dorme i vandali fanno festa (e soldi) a spese della Città più bella del Mondo


JUN
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VENTIMILA EURO DI MULTA A CHI SALTA DA UN PONTE A VENEZIA.(Lettera aperta a Brugnaro)

Quanta gioia proverei se trovassi questo cartello in tutte le lingue all’entrata di Venezia e su tutti i suoi ponti. Purtroppo resterà solo un sogno e allora voglio rivolgermi al primo cittadino che sembra più la bella addormentata che l’amministratore di una città così importante.



Caro Brugnaro (inutile sindaco di Venezia). Il mio non è un attacco politico, siamo dalla stessa parte. Tuttavia mi vien da pensare che ti sei perso  Questo Video, dove professionisti del Web, con telecamere piazzate  ovunque hanno filmato il tuffo di un loro coetaneo, salvo poi pubblicarlo sui social incassando pare, grazie a una scommessa da modica cifra di 5000 Euro.

Episodi come questo si stanno ripetendo da troppo tempo nella Città più bella del Mondo. Ai tempi della Serenissima uno così sarebbe stato buttato nelle galere oppure a remare durante la Battaglia di Lepanto . Come negli altri casi come questo la tua totale latitanza mi lascia sgomento. Sei il sindaco di Venezia o  di Gaborone (Botswana)?

SE come dovrebbe essere, sei ancora il sindaco del Museo Galleggiante che è Venezia allora dovresti darti un’occhiatina allo specchio e chiederti :”Ma che cazzo sto facendo per la mia città?”

Quanti di questi episodi dovremo sopportare prima che tu esca dal tuo torpore che farebbe l’invidia di un orso in letargo?

Non sono un pubblico amministratore come te, ma se vai in altri Paesi del mondo, casi come questi vengono puniti con l’arresto immediato e multe salatissime.

VENTIMILA EURO DI MULTA A CHI SALTA DA UN PONTE A VENEZIA. Questo dovrebbe essere il cartello su tutti i ponti. Vedrai che non saltano più. Magari ci aggiungi il DASPO e il gioco è fatto.

Ma forse sarai impegnato in cose più importanti caro Brugnaro, e mi farebbe tanto piacere sapere che mazza stai facendo invece di prenderti a cuore la tua, per modo di dire, città.

Aggiungo solo un ultima cosa e poi condividerò, sperando che qualcuno dei tuoi fedeli  fancazzisti te la faccia arrivare. Denunciami se vuoi (al posto dei tuffatori) la figura da pirla l’hai già fatta. L’ultima cosa che volevo dirti è VERGOGNATI e riprendi le redini della città in mano. Pio Dal Cin (Innamorato di Venezia)

Inaugurazione rotonda Madonna del Rosario- fotostoria –


Le Foto ed il testo sono copyright di pio dal cin 2018. L’uso anche parziale delle immagini e del testo senza l’esplicito consenso dell’autore violano i diritti di tutela delle foto coperte da copyright e qualsiasi abuso verrà perseguito a norma di legge

Inaugurazione rotonda Madonna del Rosario a #Codogne‘ Don Lucio Marian ha recitato il S. Rosario e il sindaco di Codogne’ avv Roberto Bet ha spiegato l’iter burocratico-tecnico che ha portato alla realizzazione della rotonda che ha snellito notevolmente l’enorme flusso di traffico, oltre che ad aumentare esponenzialmente la sicurezza. La dottoressa e consigliere provinciale Lisa Tommasella ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla messa in atto della pietra sovrastata da un Rosario ( il capitello adiacente e’ dedicato alla Madonna del Rosario). Una targa dedicata a uno degli ultimi reduci della Campagna di Russia, l’alpino Evaristo Barazza recentemente scomparso. E’ stato lui uno dei primi a battersi perche’ la rotonda venisse realizzata. Oggi la sua signora, Teodolinda Nespolo assieme al sindaco ha tagliato il nastro inaugurale. #VenetoMeraviglioso #Codogne’#RotondaDelRosario

Codognè Raduno ex commilitoni seconda edizione


MAY
29

Codognè scalda i Missili per il secondo raduno degli ex commilitoni Caserma Maset

“Eran 300 eran giovani e forti e sono PRONTI ” a ritornare alla Caserma Maset di Codognè, dove lo scorso anno si è celebrato il primo raduno degli ex Commilitoni. Sono stati momenti veramente simpatici, a volte commoventi quando di fronte a quella che per tanti di loro è stata la loro seconda casa, durante la NAJA si è celebrato il rito dell’alzabandiera. Non è bastato nemmeno il furioso temporale che si è abbattuto sulla zona a far desistere i vecchi amici a ritrovarsi in questa giornata speciale. Molti si sono commossi all’arrivo del vecchio barbiere che ha “tagliato” parecchie teste durante gli anno trascorsi alla Maset. La caserma è oggi un “reperto storico” a tutti gli effetti (appartiene agli anni ’60) ed è stata recentemente acquisita dal Demanio dello Stato grazie alla certosina battaglia portata avanti dal sindaco di Codognè avv. Roberto Bet e dalla sua amministrazione insediatasi nel 2009. Non è stato un percorso facile ma alla fine la caserma è stata ceduta in forma gratuita (scambiata con l’attuale caserma dei Carabinieri) al Comune che ha già predisposto il suo utilizzo per una casa per anziani non autosufficienti in via di preparazione. Alcuni degli ex commilitoni sono arrivati da molto lontano. Il record appartiene ad un ex militare arrivato dalla Sicilia. Questo nuovo raduno sarà ovviamente un’ altra occasione per ritrovarsi e rivivere gli anni d’oro dove i militari erano una amichevole risorsa di simpatia e di amicizia per tutti i paesani, oltre che ad essere una grande risorsa economica per tutte le attività che fiorivano in anni di ripresa economica.

Morta la Democrazia Italiana (dopo lunga malattia)


Requiem per una Democrazia che non è mai esistita. W la dittatura Italiana

Da settimane non scrivo più di politica. Di fronte a quello che è successo stasera pero’ non posso stare zitto. Si sono calpestati i diritti sacrosanti degli Italiani ad avere un governo, solo perché uno dei ministri non risultava gradito. Vogliamo fare l’elenco dei ministri dei passati governi che avrebbero dovuto non solo partecipare, ma addirittura essere messi in galera? Meglio di no. Forse non basterebbero dieci di questi post per contenerli tutti. E allora perché questo bastone in mezzo le ruote solo perchè uno ha espresso favori contrari all’euro? Qualcuno ha la coda di paglia? Altarini? Scheletri nell’armadio?

       VOTARE DIVENTA INUTILE QUANDO NON SI DA ASCOLTO AL POPOLO

Prendi un Popolo. Fallo votare. Dopo lunghe trattative si arriva ad un governo di maggioranza con l’alleanza tra cinque stelle e Lega. Un premier condiviso, Conte  e una lista di ministri. Il gioco è fatto. Domani, lunedì 28 i nuovi ministri giureranno di fronte al presidente. Si avvieranno quelle tanto agognate riforme che hanno fatto si che il Paese Italia finalmente svolti a destra. CI saranno leggi più severe, la flat tax per imprese grandi e piccole, l’abolizione della legge Fornero. Un’immigrazione più regolata. Ma ecco che la proposta del ministro Savona all’economia fa tremare le lobby che appoggiano indiscriminatamente l’Establishment  formato dalle banche e dai burocrati Franco Tedeschi. Mattarella, senza una sua spina dorsale, viene consigliato non si sa da chi, ed ergendosi a paladino della costituzione pone il veto sul nome di Savona. “Ha espresso pareri favorevoli all’uscita dall’Euro e non può far parte della squadra di governo” Conte si dimette. Salvini e Di Maio fanno dirette su Facebook gridando al “golpe istituzionale”
Se un Popolo esprime la sua volontà  attraverso un voto democratico e viene fermato da un presidente che nulla ha fatto se non mettersi di traverso con il suo veto, significa che in Italia questa è la fine di quel poco di democrazia che era rimasta in vita. Renzi e gli scandali delle banche ci avevano già fatto capire che non era il Popolo a comandare come si dovrebbe in una democrazia democratica (scusate il gioco di parole)

                UN VETO INUTILE E FAZIOSO

                                                            Consigli da Napolitano?
Un presidente che si inalbera su un nome solo perché non è d’ accordo sull’Euro mi sembra una scusa troppo scialba, una foglia di fico con cui nascondere una lobby di burocrati europeisti e banchieri che poco hanno a che fare con il volere popolare espresso dagli Italiani il 4 marzo.

Prendiamo atto che siamo in una dittatura bella e buona, forse non ci ammaleremo di mal di fegato. Continuiamo ad esporre i nostri deretani a 90 gradi. Perché dovremo tornare a votare? Abbiamo capito che comunque vada, chiunque vinca, non verrà tenuto conto della volontà popolare.

PER ME IL VOTO POLITICO SI FERMA QUI OGGI

Domani strapperò la mia tessera e non parteciperò mai più a un’elezione politica fino a quando i fautori di questo “golpe” silenzioso e subdolo non verranno rimossi dai loro ruoli istituzionali.

Condivido il video di Di Maio ( anche se personalmente non mi piace) perchè quello che dice è giusto e in più alla fine legge la lista dei ministri che sarebbe andata a governare. Avrei voluto pubblicare anche un intervento di Salvini (Salvini datti una mossa i video vanno caricati su Youtube non su Facebook) ma non sono riuscito a reperirlo su Youtube

Dropping the mask of evil


I painted this last night. “Dropping the mask of Evil” . The person on the right bows as if she/he wants to ask for mercy or forgivness for the evil she/he caused in her/his life. There is a moment in life in which we meditate whether we caused pain upon other people. The person in the picture has decided; no more evil. The road ahead is one of zen, meditation and goodness. 20X30 , markers One single piece. 500 Euro 

 

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The Corner Take@Home a Oderzo Galletto Alla Brace


MAY
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Una Festa Tirolese con i fiocchi e controfiocchi. The Corner Take@Home a Oderzo

   Pensavo di andare alla solita festicciola organizzata in fretta e alla spicciola, invece ho trovato                    una festa coi fiocchi e controfiocchi, simpatica, allegra e frizzante

Arrivo un’ora prima dell’ora prestabilita arrivo in Via Manin (la viuzza a sinistra della piccola rotonda prima di arrivare al ponte sul Monticano, dove una volta c’era il vecchio cinema). Subito dopo il locale The Corner Gallileo Take@Home si trova un comodo parcheggio.

Entro e sono accolto amichevolmente dalla Bellissima titolare Rossella Daltio Sembra una modella con il suo vestitino tirolese e le trecce. Ha il piglio del manager nonostante la sua giovane età. Più tardi nella serata avrò l’occasione di vederla instancabilmente muoversi dietro il banco e fuori a portare boccali di birra e succulente pietanze.Complimenti veramente Rossella, hai saputo organizzare una festa favolosa. (Da ripetere quanto prima!)

Catuscia Cappellotto  vestita in un bellissimo costume Tirolese . L’ambiente è accogliente, spazioso e luminoso. Gentilmente le cameriere, anche loro ovviamente rigorosamente vestite in costume Tirolese, mi accompagnano al tavolo dove dopo qualche minuto mi trovo seduto con davanti un bel boccale di birra rossa e fresca e un piatto che consiste in wurstel e patatine fritte.

Sono arrivato alle 19:00  e la festa è prevista per le 20:00. Approfitto per fare un giro e prendere confidenza con il locale, aperto da pochi mesi con il sistema del Franchising che permette agli imprenditori di usufruire del “Know How” acquisito dalla “casa madre” grazie all’esperienza accumulata negli anni e condivisa con chi decide di aderire. In questo modo il cliente troverà nei locali affiliati quello standard di qualità da cui non si può prescindere.


E’ così che ha operato e sta operando Max Cappellotto della Max Consulting . Il recente locale aperto a Codognè (Treviso) in piazza Europa il Mr. Johnny Pubistrot

L’inaugurazione del Mr.Johnny Pubistrot

(inaugurato il giorno 8 maggio scorso), sta ottenendo un favorevole successo di pubblico, anche grazie agli orari molto flessibili (Dalle 6:00 alle 22:00) e ovviamente alla qualità dei prodotti che è di assoluto richiamo ad una clientela preparata al gusto e agli standard di qualità, per cui i locali affiliati sono da sempre noti. 

Di recente apertura anche il Gallileo Lignano Sabbiadoro (Primo Maggio).

Gli altri locali sono il Gallileo Fontanelle e Gallileo Portogruaro . Una copertura favolosa del territorio degna di una qualsiasi altra multinazionale Italiana, con standard di qualità molto alti e adatti a qualsiasi portafoglio. Basterà infatti una breve occhiata al menù per rendersi conto dell’incredibile offerta che viene fatta al cliente in termini di qualità/prezzo.

Per tornare a bomba sulla serata Tirolese, è stata veramente una bella esperienza, ricca di emozioni e di simpatia come testimoniano le foto seguenti.

The Corner Take@Home a Oderzo 


MAY
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Una Festa Tirolese con i fiocchi e controfiocchi. The Corner Take@Home a Oderzo

   Pensavo di andare alla solita festicciola organizzata in fretta e alla spicciola, invece ho trovato                    una festa coi fiocchi e controfiocchi, simpatica, allegra e frizzante

Arrivo un’ora prima dell’ora prestabilita arrivo in Via Manin (la viuzza a sinistra della piccola rotonda prima di arrivare al ponte sul Monticano, dove una volta c’era il vecchio cinema). Subito dopo il locale The Corner Gallileo Take@Home si trova un comodo parcheggio.

Entro e sono accolto amichevolmente da Catuscia Cappellotto  vestita in un bellissimo costume Tirolese . L’ambiente è accogliente, spazioso e luminoso. Gentilmente le cameriere, anche loro ovviamente rigorosamente vestite in costume Tirolese, mi accompagnano al tavolo dove dopo qualche minuto mi trovo seduto con davanti un bel boccale di birra rossa e fresca e un piatto che consiste in wurstel e patatine fritte.

Sono arrivato alle 19:00  e la festa è prevista per le 20:00. Approfitto per fare un giro e prendere confidenza con il locale, aperto da pochi mesi con il sistema del Franchising che permette agli imprenditori di usufruire del “Know How” acquisito dalla “casa madre” grazie all’esperienza accumulata negli anni e condivisa con chi decide di aderire. In questo modo il cliente troverà nei locali affiliati quello standard di qualità da cui non si può prescindere.


E’ così che ha operato e sta operando Max Cappellotto della Max Consulting . Il recente locale aperto a Codognè (Treviso) in piazza Europa il Mr. Johnny Pubistrot

L’inaugurazione del Mr.Johnny Pubistrot

(inaugurato il giorno 8 maggio scorso), sta ottenendo un favorevole successo di pubblico, anche grazie agli orari molto flessibili (Dalle 6:00 alle 22:00) e ovviamente alla qualità dei prodotti che è di assoluto richiamo ad una clientela preparata al gusto e agli standard di qualità, per cui i locali affiliati sono da sempre noti. 

Di recente apertura anche il Gallileo Lignano Sabbiadoro (Primo Maggio).

Gli altri locali sono il Gallileo Fontanelle e Gallileo Portogruaro . Una copertura favolosa del territorio degna di una qualsiasi altra multinazionale Italiana, con standard di qualità molto alti e adatti a qualsiasi portafoglio. Basterà infatti una breve occhiata al menù per rendersi conto dell’incredibile offerta che viene fatta al cliente in termini di qualità/prezzo.

Per tornare a bomba sulla serata Tirolese, è stata veramente una bella esperienza, ricca di emozioni e di simpatia come testimoniano le foto seguenti.

Gallileo Aperto a Lignano-Galletto alla Brace e non solo.Di fronte alla darsena.


MAY
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La creatività viene dal cuore. Piccola storia di un servizio fotografico per il Gallileo di Lignano.

Un’amica di Valdobbiadene mi scrive su Messenger: “Quando facevo la PR non mi sentivo libera. Avevo dei paletti che riducevano il mio potenziale creativo; dovevo stare attenta a troppe cose e ne andava molto del risultato finale”. Parole sante! I creativi vanno lasciati liberi come le farfalle. Se la fiducia è alla base del rapporto chi deve creare si sente di esprimere la sua “arte” al meglio e di solito il risultato è soddisfacente per tutti. Un creativo non è un matematico, un calcolatore, un pragmatico. Di solito è una persona che fa con grande passione il suo lavoro e ci mette il cuore.

Oggi è domenica. Uscendo nella tarda mattinata per comprare dei fiori, leggo questa frase:“La creatività viene dal cuore” La prendo in prestito come spunto per scrivere questa piccola storia.

                                           UN SERVIZIO FOTOGRAFICO

Quanti ne ho fatti dal 1986 quando inizia a fare il reporter a Venezia non ricordo più. Il compito è “semplice”: Fotografare il nuovo locale, a Lignano www.birreriagallileo.it (aperto tutti i giorni dalle 17:00 alle 2:00 -cell 3443458185) della MAX CONSULTING.

Accetto volentieri il compito, soprattutto perché  Max Cappellotto, il proprietario e geniale ideatore di questa catena di “ristoranti” speciali,mi dice solo “Si, vai e fai”. Niente altro. Non faccio domande. E’ bello penso (mentre percorro la A 28 e poi la A4 per uscire a Latisana da dove raggiungerò Via Italia 46 a Lignano) avere  questo tipo di libertà creativa, ma allo stesso tempo è una grande responsabilità. Mi piace la sfida e ho tutto l’equipaggiamento necessario per fare un buon servizio. L’inseparabile NIKON e la Fotocamera a 360 gradi che mi permetterà di dare una visione del locale del tipo Google Maps  o del nuovo Instant Street Views.
LA SCELTA DEL POSTO
A un anziano miliardario Americano un giorno venne chiesto:”Qual’è il segreto del suo successo economico? Ce lo può sintetizzare in TRE parole?” L’anziano sorrise, guardò il reporter e disse: “Certo, eccoti le TRE parole: LOCATION LOCATION LOCATION. Forse Max non ha mai sentito questa storiella (vera) ma se date una breve occhiata ai luoghi dove ha aperto i suoi “ristoranti di tendenza” vedrete che la “Location” è sempre azzeccata e non a caso.
Gli ombrelloni rossi del Gallileo scendendo dal ponte
LA DARSENA 
Percorro a piedi il ponte che sovrasta la darsena. Sono da poco passate le 18:00 e  la luce del tramonto conferisce a tutta la zona un’aria a dir poco poetica, rilassante. Il profumo del Galletto alla Brace pervade l’aria e mi soffermo, con il menù in mano per fare una foto che renda un po l’idea
La darsena verso Ovest
La darsena verso ESt
 
E’ ancora presto per mangiare (anche se il ristorante è già aperto) e la gente arriverà più tardi. Approfitto quindi per fare alcune foto che rendano l’idea di come  è il  locale così, senza gente.
 
 
I GALLETTI ALLA BRACE GIOIA PER GLI OCCHI E PER IL PALATO
Mentre aspetto che arrivi un po di gente faccio una visita al “fuochista” Michele che sta preparando con grande professionalità e attenzione una sfilza di Galletti alla Brace che solo a guardarli ti verrebbe di mangiarteli tutti. Il profumo è così esilarante che per un momento quasi mi dimentico perché sono venuto qui.





Davide, il manager, gentilmente prepara uno dei galletti per una foto, con una buona birra bionda. Cosa può desiderare di meglio una persona affamata un sabato sera qualunque?




Pian pianino il locale si riempie di gente. Il clima è festoso e tranquillo.I piatti ritornano tutti vuoti (segno che i cuochi ed i fuochisti hanno fatto egregiamente il loro dovere).


I Galletti in partenza per i tavoli sotto l’occhio attento di Davide che tutto sia a posto


Un gruppo di amici ha deciso di festeggiare stasera qui, e sembrano tutti felici




                               La gente affolla i tavoli e sembra  felice di quello che trova


                               Le  birre bionde e rosse, ma anche ottime grappe di qualità



                                           NON SOLO GALLETTO ALLA BRACE





Il Galletto come al solito è ottimo. Stasera però mi spingo oltre e voglio assaggiare anche un Angus Burger.

 
 

Ho trascorso circa dieci anni nella bellissima Miami. Vi assicuro che non ho mai mangiato un hamburger così delizioso. Veramente da provare.

Guardo l’orologio. Sono le 23:00. Do una rapida occhiata alle foto (anche quelle a 360 gradi che troverete tra poco sulla pagina Gallileo Lignano Sabbiadoro  il blog  non supporta le immagini a 360 gradi.

Ho finito il mio lavoro e sono veramente soddisfatto di quello che ho visto. Ho visto che anche in  momenti di crisi la grinta e la tenacia dell’imprenditoria #Veneta non molla mai, anzi, una conferma che nel nostro DNA c’è il coraggio e la determinazione di superare le difficoltà e stare al passo con i tempi, creando posti di lavoro e non inutili lamentele e chiacchiere. Il personale che ho incontrato, era giovane, motivato e all’altezza di un locale che assieme agli altri è un’eccellenza di gusti, di qualità e di prezzi alla portata di tutti e che rappresenta sicuramente un “trend” di successo destinato a prendere piede anche grazie alla formula del Franchising . Un esempio è il nuovo locale inaugurato lo scorso 8 Maggio a Codognè  il Mr Johnny Pubistrot che grazie all’idea di Max Cappellotto sposa il Pub Inglese con il Bistrot Francese.

Altro esempio della caparbietà di questo giovane imprenditore #Veneto (da poco papà per la seconda volta) è sicuramente il “capostipite”Gallileo Fontanelle  seguito poco tempo dopo da  The Corner Take@Home a Oderzo  (non mancate alla serata #Tirolese il 17 Maggio )

in collaborazione con la Pergola Imperiale
Un grazie alla Tribuna di Treviso per l’articolo di oggi