Claudia Manzo e la sua fotografia 4.0


Claudia Manzo e la sua fotografia 4.0 in una mostra a Venezia.

QUESTA SERA Claudia Manzo inaugura la sua prima mostra a VENEZIA. Un appuntamento da non mancare assolutamente! (DETTAGLI A PIE’ PAGINA)
Ho conosciuto da vicino Claudia Manzo qualche giorno fa. Capita spesso di questi tempi di conoscere qualcuno su Facebook o su altri social prima di averli conosciuti di persona. E’ stato un piacere per me vederla all’opera ma soprattutto capire il senso della sua innovativa maniera di fotografare. Guardando le sue foto (4.0 come lei stessa le definisce) la prima volta sono rimasto un pò confuso. Le immagini si accavallano come dei marosi in un mare in burrasca ed è a volte difficile distinguere un soggetto dall’altro. Ricordo che in uno dei suoi post il mio commento fu che le sue foto mi “facevano girare la testa”. Missione compiuta avrebbe sicuramente detto Claudia. Lo scopo delle sue foto “sovrapposte” come se il rullino si fosse incantato d’improvviso, è proprio quello di far girare la testa, di far comprendere a chi le guarda che il mondo in cui viviamo non è più lo stesso di dieci o vent’anni fa dove riuscivamo a focalizzare la nostra attenzione su un solo soggetto o una semplice immagine. Oggi, nel mondo del 4.0 siamo presi da dieci, cento, mille cose in un solo momento, le immagini , come i suoni e le sensazioni si sovrappongono in un waltzer di emozioni che rende il lavoro di Claudia Manzo unico e irripetibile. La sua sensibilità è essenziale nella scelta di come e di quali immagini scegliere in questo “nuovo modo di concepire la fotografia”. In un mondo confuso dove chiunque si trasforma in un fotoreporter grazie ai telefonini di ultima generazione, lo sforzo della fotografa è quasi un urlo disperato di un lupo solitario nella prateria, un messaggio a coloro che pensano che a fare una bella foto non sia poi così difficile. Questo modo deleterio di pensare, dove si vorrebbe con un colpo di spugna cancellare la preparazione e l’impegno di chi ha fatto e fa della fotografia il proprio “mestiere” e modus vivendi per accostare a chi crede di essere il nuovo Ansel Adams solo perché il cellulare scatta le foto per lui, è frantumato dall’impegno di Claudia, che ricercando nuovi orizzonti ha saputo con le sue foto dare un senso e un nuovo stimolo a se stessa e a tutti coloro che alla fotografia hanno dedicato e dedicano la loro vita di ogni giorno. #VenetoMeraviglioso #FotografiaNuova #Photography #Creativity #Input
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Claudia ManzoamanzoFoto di Claudia Manzo (dal suo profilo FACEBOOK)

Grande Guerra- Cercasi Eroi.


Grande Guerra – Alla ricerca dei nomi di quattro eroi –

UNA FOTO MERAVIGLIOSA CHE RACCONTA UNA STORIA
Nel 2014 quando ho pubblicato il libro  “Codognè Cuore Veneto” , nel raccogliere le foto dalle famiglie alle quali avevo chiesto di aprire i cassetti ed i vecchi album per trovare foto antiche, è sbucata questa bellissima fotografia (grazie alla signora Adele) che ritrae quattro soldati vestiti con la divisa assieme a quella che apparentemente è la loro mamma. Non ho mai saputo chi potessero essere questi quattro soldati che presumo essere quattro fratelli. (le foto di famiglia allora si facevano così.).
Ho scelto questa foto come una di quelle di copertina perché la considero una foto veramente unica e storica. Quante volte mi sono detto quanto bello sarebbe poter risalire all’identità di questi eroi che hanno combattuto sul Piave difendendo con la vita la nostra libertà.
IL CALENDARIO COMUNALE DEDICATO AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA
L’occasione è arrivata qualche mese fa, e sempre con la signora Adele (che ringrazio di cuore) .
 L’appello lanciato dall’amministrazione comunale era quello di portare in biblioteca le foto inerenti alla Grande Guerra, in modo da poter fare il calendario 2018. All’appello hanno risposto in molti, e vi assicuro che il calendario 2018 sarà uno di quei calendari da collezione. La dottoressa Lisa Tommasella e la commissione culturale, hanno infatti deciso di dedicarlo alla memoria di coloro che cento anni fa (ricorre quest’anno l’anniversario della Grande Guerra che si celebra nel corso dei tre anni 1915- 1918 – 2015-2018) hanno combattuto sul Piave. Molti di loro non tornarono mai a casa e la scelta di dedicare il calendario a questi EROI  è veramente condivisibile visto che non bisogna dimenticare l’enorme sforzo compiuto da questi giovani per impedire l’invasione della nostra Patria da parte delle forze Austro-Ungariche.
Una delle foto che ha portato la signora Adele, ritrae un giovane soldato in piedi, e visto che la foto è stata reperita assieme a quella dei quattro fratelli, osservandola bene si nota la somiglianza con il soldato seduto (con la spada). La foto era stata trasformata in cartolina e spedita ad una signorina di CODOGNE‘ con in calce la firma di GIUSEPPE VIDORI.  Alcune ulteriori ricerche mi hanno confermato che tale cognome (VIDORI) è risultato essere molto diffuso nella zona di VIDOR (TV).
Faccio quindi appello a chiunque possa riconoscere in questa foto un volto famigliare. Rendere loro omaggio, facendoli conoscere , facendo sapere chi fossero, se sono sopravvissuti alla guerra che decimò i nostri soldati (600.000 caduti)  sarebbe il minimo che si possa fare per ringraziarli. Posso solo immaginare il dolore e la preoccupazione della madre nel vedere i suoi quattro figli partire per il fronte. Se qualcuno che legge questo post avesse delle informazioni inerenti a queste persone vi prego di contattarmi via email : piodalcin@gmail.com.  Ho fatto una ricerca nel sito dove vengono riportati i nomi dei caduti della Grande Guerra. Caduti della Grande Guerra      

Ho trovato solo il nome di

VIDORI BERNARDO DI DOMENICO Veneto I – (Vol XXVI) TV – VE – VI 774 13 Vidor 6 Marzo 1899 by 

potrebbe essere uno dei quattro. Ho visitato anche il cimitero di Vidor (TV) ma non ho trovato tra le tombe il nome di GIUSEPPE VIDOR. Questo mi fa pensare che, se fossero loro i quattro fratelli, solo uno grazie a Dio sarebbe morto in trincea. (Bernardo di Domenico, come riportato nella casella qui sopra estratta dal sito dei caduti-vedi link sopra-) Spero di poter svelare questo mistero che di fatto restituirebbe la gloria e l’onore che questi giovani di allora meriterebbero.

Shame on you Spain.Shame on you Europe


This is the day we saw the real face of Spanish democracy at work. We are facing great problems connected with Islamic Terror,(today in France two teenagers were killed with a knife by a man ) yet we assisted to scenes that brought back Spain and Europe of  at least fifty years. Old people and children being beaten up by the Spanish police in full riot gear.voto-catalogna-02

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There are clips showing the special forces beating on the firefighters. Are we going nuts? All these people wanted to do0 was to be able to cast their vote, express their will to become independent from Spain. Stopping the vote with force is considered dictatorship of the past, not of a European Country in 2017. Europe did not spend a word on today’s clashes. Shame, shame shame. This is the ultimate evidence that what happens in one of the twenty-eight members’  Countries, does not concern the others (unless your Country spells Germany or France). This was one of the worst things I witnessed in my whole life as a man, as a reporter, as someone who hates injustice.

If the Spanish government did not consider legal the referendum for independence,  would it not had been better if they let the people express their will, and then, eventually tell them it wasn’t supposed to be held in what  Spanish authorities call “unlawful manner”?  Is it lawful to terrorize your own people by beating the living shit out of old people, young children, disabled persons and even your firefighters?

There is no excuse for what happened today in Catalogna. No excuse for the EU silence. No excuse not to let the people vote. This will not end here. A terrible act of violence has been perpetrated by the Spanish government. Shame on you. Shame on Europe. This is how you seemed to me today.1wv5e0

Ama il Veneto. Vota per il Referendum!


Se ami il Veneto, vai a votare e dillo ai tuoi amici, parenti e conoscenti. Una data storica da non dimenticare

CHI AMA IL VENETO VA A VOTARE! 
Amici, Veneti, FORZA! L’#autonomia del Veneto è nelle vostre mani. Il 22 ottobre tutti a votare al referendum! Cominciate da oggi a dirlo ai vostri vicini, familiari, conoscenti… E’ l’occasione per essere finalmente un Popolo unito, al di là della politica, per un obiettivo storico!
CONDIVIDETE QUESTO BANNER!
Si vota il 22 ottobre dalle 7 alle 23 al seggio dove vi recate di solito per le elezioni. Portate tessera elettorale e carta di identità.

Fotografare per passione.


JUN
20

Essere Fotografi cosa significa? 

Il post su Facebook ho deciso di rimuoverlo.La mia filosofia è che “la vita è troppo breve per stare zitti di fronte a qualsiasi fatto o ingiustizia alla quale ho assistito o assisterò nel mio breve percorso su questa terra”

Nel 1991 ero a Ramallah, in Cisgiordania (Territori Occupati dall’esercito di Israele) per documentare l’ INTIFADA, la protesta che vedeva contrapposti i giovani Palestinesi armati di pietre e l’esercito Israeliano armato di tutto punto.Ore 10:30 del mattino di un giorno qualunque a trenta chilometri a nord di Gerusalemme. Inizia la sassaiola. I militari assistono da lontano. Dopo un quarto d’ora caricano i dimostranti rincorrendoli con veloci e leggere Jeep. Un militare cattura un ragazzo di circa dieci anni e lo percuote.Punto la fotocamera e scatto a raffica. Il militare mi vede e da lontano mi fa segno di non fotografare. Gli rispondo alzando passaporto e tesserino che lo stesso esercito mi aveva rilasciato tre giorni prima grazie all’aiuto di  +Associated Press per la quale ero in collaboratore in Italia.Il militare lascia stare il ragazzo. Sale in Jeep e in pochi secondi mi raggiunge. Sono in tre nel mezzo militare. Scendono e mi prendono di peso gettandomi malamente dentro. Mi portano al distretto di polizia dove verrò rilasciato dopo un breve interrogatorio e qualche livido procuratomi dal carico/ scarico dai militari.

Tornato a casa non ci fu il tempo per riposare. Zagabria era stata bombardata e il giorno dopo ero lì, con gli altri fotografi di guerra a far colazione in uno dei migliori hotel del centro, trasformato in centro stampa. Facevamo ogni giorno una colazione a dir poco ricca. “Se ci becchiamo una pallottola almeno avremo lo stomaco pieno” Scherzavamo con Peter Stone e gli altri. Peter era un fotografo Americano che si era trasferito a Praga per seguire gli eventi che stavano disegnando la nuova Europa e ci eravamo incontrati la prima volta nel 1989 in occasione della caduta del Muro di Berlino. Prima di lasciare il tavolo della colazione per correre dove c’erano i combattimenti, Peter chiedeva a tutti:”C’è qualcuno che si sente stupido oggi? Se è così allora resti in albergo, gli altri tutti con me”. E andavamo in prima linea (foto sotto) a documentare i combattimenti.
Questo è stato l’esordio della mia entrata a far parte del meraviglioso mondo del fotogiornalismo.
Avevo in realtà iniziato nel 1986 a Venezia  con la Mostra del Cinema, e poi durante il Summit del 1987
In particolare questa foto mi aprì la strada ad una collaborazione con +Gazzettino  che mi offrì di seguire la pagina di Conegliano come fotoreporter.. Non avendo un contratto però potevo spaziare, e questo mi consentì di recarmi in tutti i luoghi dove succedeva qualcosa di storicamente importante. Iniziai dal Muro di Berlino
e poi a Praga e nel dicembre del 1989, saputo della fucilazione di Ceausescu e sua moglie in Romania ero, con un amico fotografo di +Cuore Veneto Codognè Treviso  a Timisoara a documentare la Rivoluzione di Natale
La ragione per la quale scelsi di essere un fotografo di guerra, oltre che ad essere il cronista della pagina di Conegliano era oprattutto la passione che ho sempre avuto per la cronaca e gli avvenimenti storici, irripetibili. Non mi interessavano i matrimoni o gli scatti di spiaggia che mi avrebbero sicuramente regalato una vita più tranquilla ed economicamente più agiata. Mi piacevano e mi piacciono gli eventi che lasciano un ricordo indelebile nella memoria, ma bisogna coraggiosamente affrontare, a volte sfidando la morte.
Ho ereditato la passione per la fotografia da mio padre Narciso. Mi ha attaccato un “virus” del quale (per fortuna) non sono mai riuscito ad imunizzarmi. Oggi a 60 anni mi considero un fotografo di strada. Mi piace fotografare la gente nelle strade e nelle piazze del mondo ma soprattutto quì nel nostro #VenetoMeraviglioso.
Domenica alle 17 ho deciso che avrei fatto alcune foto in piazza a Conegliano, la mia città natale. La Dama Castellana è sempre un avvenimento che vale la pena di fotografare. Non ho richiesto un pass, avendo deciso all’ultimo secondo. Ho centinaia, forse migliaia di scatti della Dama fatti per me e per il giornale in bianco e nero e a colori negli anni 80. Non sapevo che l’esclusiva era stata data ad alcuni “fotografi” (probabilmente gli scattini da matrimonio di cui riferivo sopra) che vedendomi si sono inalberati e hanno chiesto l’intervento del solito addetto stampa che di stampa non sa niente, il quale avrebbe sicuramente avuto il diritto sacrosanto di allontanarmi dalla scena (dove stavo “rubando” le foto agli scattini ufficiali), ma con le dovute maniere, come si usa in una società civile, non urlandomi e sbraitando verso la sicurezza “Chiamate i carabinieri”.Ho innescato una polemica su Facebook perchè non ritengo giusto essere umiliato così. Riconosco il mio errore di non essermi acvcreditato ma pensavo erroneamente di “giocare in casa” e non sapevo che gli SCATTINI di Conegliano potessero accanirsi su di me a tal punto da accusarmi di “intralciare i manifestanti e gli altri fotografi”. Altri hanno pensato di darmi dei consigli su quale mezzo usare visto che si sono scandalizzati dal fatto che assieme alla Nikon stavo utilizzando il mio smartphone per la diretta che stavo trasmettendo su Facebook.
Per questo, ho deciso di cancellare i post che stavano diventando sempre più acidi e personali specialmente da parte di quei “fotografi” che vorrebbero impartire lezioni a chi ha passato tutta la vita dietro un obiettivo, non come mercenario della fotografia ma come un appassionato.Finisco quì questa polemica ringraziando quelli che nel post mi hanno sostenuto e spero di non dover tornare più sull’argomento.
Infine un grazie a Treviso Today  per aver pubblicato le mie foto della Dama (http://www.trevisotoday.it/video/dama-castellana-19-giugno-2017.html)

Autonomia del Veneto – La data del REFERENDUM : 22 OTTOBRE 2017


APR
21

Autonomia del Veneto. Referendum. Abbiamo una data: il 22 Ottobre 2017

AUTONOMIA DEL VENETO, SI VOTA IL 22 OTTOBRE! 




Una data simbolo, perché cade 151 anni dopo il plebiscito per l’annessione al Regno d’Italia: il prossimo 22 ottobre ci sarà la risposta dei Veneti di oggi al referendum di allora, sperando ci sia un voto compatto che dichiari la nostra storica e genetica voglia di autodeterminazione!
21 e 22 ottobre 1866 annessione del Veneto all’Italia

Il presidente della Regione Veneto   Luca Zaia ha annunciato oggi sul suo Profilo Facebook affidandolo a un breve video.

E’ un momento storico per tutti i Veneti. E la prima volta infatti nella storia d’ITALIA che a una REGIONE viene consentito di indire un REFERENDUM per l’Autonomia. Non è stato facile. La regione ha dovuto combattere legalmente per ottenere il risultato del REFERENDUM. Lo stesso Luca Zaia si era battuto per poterlo “agganciare” a qualche altra data (in modo di poterlo svolgere a costo zero) in cui si andava a votare.  

Il governo ha risposto picche e questo significa un costo per la regione di 14 milioni di Euro (grazie per il regalo al governo).

Un appuntamento questo che prescinde dall’appartenenza politica ma che vede coinvolti per la prima volta nella storia i Veneti, chiamati ad una autodeterminazione senza precedenti che permetterà di gettare le fondamenta di una casa comune che permetterà al Veneto di trattenere sul territorio i 20 miliardi di euro in tasse che vengono ogni anno versati al governo centrale. Cosa significherà per il nostro territorio è facile da capire. Con queste cifre che verranno distribuite nella regione si potranno fare finalmente quelle opere pubbliche, le infrastrutture e tutte le cose che VERRANNO DECISE LOCALMENTE DAI VENETI e non più da un governo che ha dimostrato di interessarsi al VENETO solo quando si tratta di battere cassa.

L’importante in questa votazione referendaria è che ci sia una grande affluenza dei VENETI, in modo da poter portare il giorno dopo le nostre motivazioni per quell’AUTONOMIA che tutti quelli che amano questa regione desiderano profondamente.

Godega Sant’Urbano . Inaugurata la nuova caserma dei carabinieri


MAR
19

Godega Sant’Urbano . Inaugurata la nuova caserma dei carabinieri

Ci vogliono sindaci con le idee chiare e determinati come Alessandro Bonet per arrivare ad un risultato come quello di avere una nuova caserma dei carabinieri a Godega S. Urbano in provincia di Treviso. Solo la sua caparbietà coadiuvata dall’aiuto del presidente della Regione Veneto hanno permesso che l’iter per la sua realizzazione, da quando era solo un sogno, un’idea, andasse avanti fino a vederla finalmente operativa.

Alla presenza dei vertici dell’Arma, delle autorità politiche e religiose locali si è svolta la cerimonia che di fatto ha consegnato a questo territorio un caposaldo contro la criminalità e lo renderà certamente più sicuro. Nel suo intervento il presidente della Regione Veneto +Luca Zaia  ha sottolineato la mancanza di leggi che a costo zero potrebbero sancire pene più severe e la certezza della pena da scontare e non come oggi dove “Per andare in carcere bisogna mettersi di impegno e dove gente che arriva da Paesi in cui il furto è punito con il taglio della mano possono tranquillamente delinquere con il rischio che la mano che viene tagliata sia quella del carabiniere  o del poliziotto che li arresta”

Il “Leonardo del legno 2.0” Mattia Gardenal


Ieri è venuto a trovarmi un amico che mi piace definire “Il leonardo del legno 2.0” .Mattia Gardenal. Un Artista veramente 2.0, innovativo e sempre alla ricerca di cose nuove è riuscito a costruire delle macchine di legno che all’inizio si ispiravano al movimento dell’albero a camme (quello che fa muovere le nostre auto ). oggi Mattia si è spinto molto più  oltre e con l’ausilio di sensori applicati al movimento del legno è riuscito a fare in modo che muovendosi, le sue creazioni producano un suono, dei suoni. Ne risultano delle composizioni articolate e originalissime, postmoderne e ritmate che troveranno senz’altro spazio nel mondo dei più giovani, ma non solo; visitando la pagina Beat Engine su Facebook dove Mattia Gardenal  ci aggiorna sui progressi delle sue creazioni, troverete un clip dove la sua musica viene applicata ad un Cortometraggio futuristico.

Mattia è stato veramente gentile a farmi dono di una delle sue prime creazioni; una barchetta che si muove tra le onde di legno dalla quale ero rimasto affascinato durante una manifestazione alla quale aveva partecipato a Roverbasso di Codognè qualche anno fa.

Vista la sua bravura gli avevo subito chiesto se potevamo fare un’intervista per potermi rendere conto più da vicino del suo enorme potenziale. Gentile come sempre me l’aveva concessa e ho deciso di inserirla all’interno del mio prossimo libro Cuore Veneto.Interviste e storie della nostra gente. Mattia vive e lavora nella nostra provincia ma è oriundo di Cimetta di Codognè.

Rimango solo in attesa di vederlo riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per le sue creazioni muscali e lignee.Non ci vorrà molto. E sarà una grande gioia.

Christo opens the gates of Floating Piers


The waiting line to get the thrill  on how it feels to  “walk on water” is about one hour. Yesterday at 7:40 am the gates were finally open. I was one of the lucky to be among the first to step on the “Floating Piers” the new Christo’s installation on the Iseo Lake in the Nord Italy region of Lombardy . The three chilometers (1.9 miles) strut over the orange piers attracted thousands of people who walken, took selfies, tried the barefoot sensation suggested by Christo himself.

The sensation is to walk over a well inflated “water bed” that moves with the small lake’s waves. The structure is wide enough to allow center walking without the danger of falling into the lake, given the fact that there are not protections on the side.

An army of 600 helpers dressed in blue and orange from around the world provided the security of the piers while distributing pieces of the fabric as a souvenir. It will remain open to the public and absolutely free until July 3rd . Lake iseo is located at 200 chilometers from Venice and 100 chilometers from Milano    OK

Migliorate la vostra presenza WEB


La vostra pizzeria, trattoria,ristorante, hotel, azienda ha bisogno di visibilità web? A vs. disposizione

Fotografo da sempre. Scrittore dal 2014.

 
Conosco i meccanismi dei social e posso dare lo slancio che serve alla vostra azienda.Facebook, Twitter, Blogger WordPress. Pinterest, Google plus.Faccio colloquiare i social in modo da creare gli algoritmi giusti per lanciare la vostra azienda. Vi faccio le foto, il video e le foto a 360 gradi che potrete usare e pubblicare come e dove volete
nel vostro sito o nel web. Per una modica cifra posso seguire io la vostra pagina fino a risultati concreti in termini di presenze, click, mi piace.

             Esempio di foto a 360 gradi eseguita presso Hotel Mellini  (quattro stelle) a Roma
Ho passato gli ultimi dieci anni a studiare come i vari social interagiscono tra di loro al fine di creare quegli algoritmi che creano visibilità sul web. Come una pianta vanno seguiti giornalmente, annaffiati e curati. Non esiste sito web o social capace di auto alimentarsi. Bisogna che sia fatto da qualcuno, giornalmente e i risultati non mancheranno. Un esempio potrebbero essere le 130.000 persone che mi seguono sulla mia “collection” su Google plus, o le 82 mila del mio profilo G+. Posso seguire la vostra piccola/grande azienda e farla crescere sul web. Inviatemi un messaggio privato per parlarne. Lo faccio anche in Inglese che conosco meglio dell’Italiano.Cliccate quì per vedere le mie foto


Il mio profilo facebookIl mio profilo Twitter

Il mio canale Youtube

Il mio profilo Google plus

Il mio blog su WordPress

Posso creare per voi tutti questi profili e farli interagire


Nella foto qui sopra un esempio della recensione fatta al “Raspo de Ua” di Burano

Con Google ho raggiunto il sesto livello per quel che riguarda recensioni di hotel, ristoranti, pizzerie e trattorie. Se non ho ancora recensito il vostro, invitatemi e sarò ben lieto di scrivere la mia recensione e quello che penso del vostro business in Italiano e in Inglese. Se lo meritate avrete 5 stelle altrimenti avrete le stelle che meritate. per ulteriori informazioni piodalcin@gmail.com


Le mani che ho stretto

Giovedì sera ho stretto la mano a una donna meravigliosa Samantha Cristoforetti.

                                                           Astro Samantha a Oderzo

Non l’avevo mai incontrata anche se nel 2013 ero riuscito ad intervistarla via video ritrovo su Google plus. Cinquantatré minuti di domande e risposte, un anno prima della sua partenza per lo spazio. Mi è piaciuto tanto il messaggio che ha trasmesso alle centinaia di giovani presenti in sala. Ha parlato del suo meraviglioso sogno di diventare un astronauta che è diventato una bellissima realtà, spronando i giovani a cercare dentro di loro quella passione che alimenterà il loro sogno, perché riuscire ad avere un sogno è la cosa più grande.

Ascoltate le sue parole sul sogno realizzato in questo video .

Realizzarlo significa aver vissuto la vita in modo completo e appagante, poiché non esiste cosa più bella.  Stringere quella mano che ha operato migliaia di azioni nello spazio è stato veramente elettrizzante. Nella mia vita ho avuto molte occasioni di stringere mani più o meno famose. Ricordo Joseph Barbera, papà di Tom e Jerry, cartone per il quale ha ricevuto il premio Oscar. Lo conobbi al ristorante Italiano dove lavoravo nel 1994. Veniva a pranzo ogni giorno e lo accompagnavo al tavolo numero dieci. Era sempre molto gentile ed educato con me. Un giorno, dopo alcuni mesi che lo conoscevo, gli ho chiesto se potevo visitare gli studi dove si producevano i cartoni di Hanna & Barbera, di cui era il titolare. Acconsentì con piacere e ancora oggi ricordo il nostro incontro nel suo ufficio e la sua stretta di mano. Lo stesso per Papa Giovanni Paolo . Fu lui a cresimarmi quando ero ancora bambino, essendo a quel tempo il Vescovo di Vittorio Veneto. A Lorenzago di Cadore strinsi con grande emozione la mano di Giovanni Paolo II che seguivo durante le sue vacanze sulle Dolomiti Bellunesi.

  Il Papa stringe le mani dei cittadini di Lorenzago di Cadore

In Cansiglio fu la volta di Francesco Cossiga. Mani diverse, pesanti, leggere, fragili o possenti.

Ho stretto anche mani di senza tetto, di barboni e mendicanti, di gente semplice, gente di strada. Nello stringere la fragile, ma vi assicuro, molto ferma mano di Astro Samantha è stato come se mi avesse aperto la porta della memoria e  ho pensato a tutte le mani che ho stretto.

Alex Del Piero mi concede un selfie alla festa dello sport 2017  a Conegliano

La stretta di mano la dice lunga sulla persona che lo sta facendo. Se è troppo leggera e indifferente significa che tanto è l’interesse che suscitate in quella persona. Ho imparato a non fidarmi di chi stringe la mano in quel modo.

La mano dovrebbe stringere l’altra in modo energico e fermo, breve ma fermo. Si dovrebbe quasi “sentire” un’energia positiva trasmettersi nel gesto che sembra rituale e insignificante ma racchiude in se un mondo di informazioni immediate sulla persona che si saluta in quel momento per le più svariate ragioni della vita. Ho trovato interessante leggere Questo Articolo  che trovo giusto condividere con chi ha avuto la pazienza di leggere il mio articolo fino a questo punto, che riguarda proprio gli aspetti scientifico- psicologico delle strette di mano.

Astro Samantha a Oderzo 

Samantha Cristoforetti a Oderzo racconta il suo bellissimo sogno 


Samantha Cristoforetti a Oderzo racconta il suo bellissimo sogno

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Tutto il discorso di Samantha Cristoforetti, prima donna Italiana nello spazio si potrebbe riassumere in queste poche righe, parafrasando il famoso discorso di Martin Luther King ” I HAVE a dream”:I HAD a dream” Ho avuto un sogno.” Un sogno che si è poi realizzato La bellezza della vita sta proprio in questo: trovare, cercare quella cosa che farà accendere dentro di noi quel fuoco sacro, quella passione che diventerà il propellente di tutte le nostre azioni al solo scopo di vedere quel sogno realizzato. Quello che segue è la translitterazione fedele delle parole diSamantha ieri sera a Oderzo, in un cinema gremito di giovani studenti che a bocca aperta hanno ascoltato il racconto di questa piccola grande donna che ha lasciato e lascerà un segno nella storia dell‘esplorazione spaziale. 

” Nel 2014 finalmente è iniziata la mia avventura, ho coronato questo sogno che ho avuto fin da quando ero molto piccola. Un sogno che hanno in tanti. Sono tanti che vogliono diventare astronauti. Eravamo poco più di ottomila qualificati. Non vuol dire assolutamente che siamo i più bravi, comunque è andata bene e siamo andati tutti e sei nello spazio da allora. E poi ci vuole un po’ di fortuna. Chi vi dice che la fortuna non conta dice una bugia. Avrei potuto rompermi una gamba al momento sbagliato e non sarei quì a parlarvi questa sera.Pensate a quanto può essere piccola nella vita la differenza tra un successo eccezionale come andare nello spazio e una delusione opprimente come rompersi una gamba al momento sbagliato. Non vuol dire però che non bisogna provarci. Quello che io dico sempre :”Sono estremamente grata di aver avuto un sogno fin da quando ero piccola, indipendentemente dalla fortuna che ho avuto poi di vederlo realizzato, ma anche se non fosse stato e facessi qualcos’altro sarei sicuramente una persona migliore comunque di quello che sarei stata senza avere un sogno. Chi di voi non ha trovato ancora questa strada, questa passione, questo sogno, cercatelo, trovatelo, provate cose diverse, parlate con degli adulti di cui vi fidate, cercate questa vostra passione quel qualcosa che accenda dentro di voi questo entusiasmo, avete sentito l’entusiasmo dei relatori che hanno palato prima. Ognuno può trovare quella cosa, indipendentemente da cosa sia. Non c’è una cosa più giusta o sbagliata, però vi rende persone sicuramente migliori, avrete strumenti poi, una volta cresciuti per una vita più appagante”


Alla fine della serata sono riuscito a realizzare il mio “piccolo sogno”, quello di poter consegnare a Samantha il mio ultimo libro “Cuore Veneto.Interviste e racconti della nostra gente” nel quale ho inserito l’intervista che realizzai con l’astronauta nel 2013, un anno prima della sua missione a bordo dell’ISS. Non l’avevo mai più sentita ne incontrata da allora. Ascoltarla oggi mentre con le sue parole ispirava sicuramente il cuore di molti dei giovani presenti, è stata una grande emozione. Stringerle la mano una delle più belle cose che mi siano capitate ultimamente. Se penso al solo fatto che nel 2013 abbia concesso a me, un perfetto sconosciuto, una video intervista di un’ora, la dice lunga sulla sua umiltà e sulla sua grande intelligenza e disponibilità anche verso dei perfetti sconosciuti. Concludo ringraziandola ancora per le bellissime parole che ha detto ieri sera e per la stretta di mano sincera e ferma che difficilmente dimenticherò. Grazie!  Nella foto qui sotto Claudio Bortolin del CERN consegna una copia del mio libro a Samantha

Samantha con il mio libro

Codognè – Urge Fermare gli eco-criminali del sabato sera.


Ieri sera alle 22 circa sono uscito nel cortile di casa. Come ogni sabato, e a volte anche durante la settimana eccola puntuale : LA PUZZA DI PLASTICA BRUCIATA.

Sono anni ormai che questo deprecabile episodio si ripete nel nostro comune. Ho cercato invano di individuare questi criminali che con il loro gesto inquinano l’aria con fumi  alla plastica,  e pericolosissimi per la salute. Per chi non lo sapesse, o facesse finta di non saperlo, leggetevi Questo articolo   di Stefano Carnazzi  a riguardo del tema. Forse ai vicini OMERTOSI E COMPLICI passerà la voglia di far finta di niente e di non vedere. Invito inoltre l’amministrazione comunale a prendere dei seri provvedimenti perché, anche se il fenomeno riguarda SOLO certe zone del paese di Codognè, ciò non toglie che stia diventando un grosso problema per chi è costretto a subirlo a tal punto da dover tener chiuse le imposte per impedire agli effluvi di plastica di entrare in casa ed essere respirati (soprattutto dai bambini e dagli anziani). Innalziamo le sanzioni per questo tipo di reato. Forse toccandoli nella tasca riusciremo a fermare questi eco- criminali, che a mio modesto parere andrebbero arrestati e rieducati.

Bruciare i rifiuti, soprattutto la plastica, produce inquinanti altamente tossici come le diossine e gli idrocarburi policiclici aromatici.

Diossina, o per meglio dire, diossine

Diossina è il nome comune usato per indicare dibenzo-p-diossine e dibenzofurani. Le diossine (in realtà si conoscono 210 tipi diversi di composti simili per caratteristiche e tossicità, tra diossine – 73 tipi – e furani) sono formate da idrocarburi aromatici legati ad atomi di cloro. Il termine diossina è correntemente usato come sinonimo di Tcdd o 2,3,7,8-tetracloro-dibenzo-p-diossina. Molecole tossiche per l’uomo, gli animali, l’ambiente. Altre sostanze ancora possiedono caratteristiche di tossicità simili a quelle delle diossine, come i Pcb (bifenili policlorurati, alla ribalta delle cronache nel ’99 per lo scandalo dei polli e delle uova contaminati) e i Pcp (policlorofenoli).
Si tratta di contaminanti ambientali persistenti. Se la diossina Tcdd si dilava nel terreno, si lega al materiale organico presente e si degrada molto lentamente, nell’arco di anni. Tra le diossine, la Tcdd è la molecola di più spiccata tossicità: causa un’ampia gamma di effetti, tumori, tossicità a carico del sistema immunitario, del fegato, della pelle, azione mutagena ed embriotossica. Le conoscenze più recenti sul meccanismo d’azione della diossina hanno chiarito il suo ruolo di perturbatore ormonale.
Le diossine hanno la spiacevole caratteristica di bioaccumularsi. Quindi (a parte gli episodi sporadici come gli incendi di depositi di materie plastiche, come quello del petrolchimico di Ferrara nel 2016 o quello di Pomezia ora) a lungo andare questi sono alcuni disturbi legati all’accumulo di diossine nei tessuti e negli organi:
  • alterazioni del sistema immunitario, anche a dosi molto limitate con riduzione e danneggiamento dei linfociti
  • danni allo sviluppo fetale, al momento della differenziazione tissutale del sistema immunitario
  • alterazioni a lungo termine del sistema immunitario, sia in senso immunodepressivo che ipersensibilizzante
  • disturbi alla produzione, rilascio, trasporto, metabolizzazione, legame, azione o eliminazione di ormoni naturali del corpo, responsabili dell’equilibrio biochimico dinamico interno del nostro organismo e della regolazione dei processi riproduttivi e di sviluppo.

La più tremenda diossina

La Tetracloro-dibenzo-diossina (Tcdd, la più tremenda diossina) è classificata nel Gruppo 1 degli agenti cancerogeni per l’uomo, dall’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro. È irritante per gli occhi, la cute e il tratto respiratorio. La sostanza può determinare effetti negativi, anche in tempi ritardati rispetto all’esposizione, sul sistema cardiovascolare, sul tratto gastrointestinale, sul fegato, sul sistema nervoso e sul sistema endocrino.

Leggi anche: Diossina. Dove si trova ed effetti sull’uomo, da Seveso ai giorni nostri

Idrocarburi policiclici aromatici

Gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), divisi in oltre 100 composti chimici, invece si liberano nell’ambiente nel corso di combustioni incomplete di legname, grassi e prodotti organici in generale, compresi i rifiuti urbani, prodotti petroliferi come la plastica.
A tutte queste molecole sono associati pericoli per la salute umana quali tossicità acuta e cronica e malattie. Anche se esistono più di cento diversi Ipa, quelli più imputati nel causare dei danni alla salute di uomini e animali sono: l’acenaftene, l’acenaftilene, l’antracene, il benzo(a)antracene, il dibenzo(a,h)antracene, il crisene, il pirene, il benzo(a)pirene, l’indeno(1,2,3-c,d)pirene, il fenantrene, il fluorantene, il benzo(b)fluoroantene, il benzo(k)fluoroantene, il benzo(g,h,i)perilene e il fluorene.
Solitamente nell’aria non si ritrovano mai come composti singoli, ma all’interno di miscele dove sono presenti molte decine di IPA diversi e in proporzioni che in alcuni casi possono anche variare di molto. Il fatto che l’esposizione avvenga ad una miscela di composti, di composizione non costante, rende difficile l’attribuzione delle conseguenze sulla salute alla presenza di uno specifico idrocarburo policiclico aromatico.
Pur essendo lo studio di queste miscele particolarmente complicato, è stato comunque dimostrato che l’esposizione alle miscele Ipa comporta un aumento dell’insorgenza del cancro, soprattutto in presenza di benzo(a)pirene (peraltro l’unico Ipa che finora è stato studiato approfonditamente).

Hotel Dei Mellini a Roma.Oasi tranquilla a due passi da S.Pietro e Musei Vaticani . Fotografato a 360 gradi.


MAR
14

Roma -Hotel Dei Mellini a 360 gradi – A un passo da S. Pietro, Musei Vaticani, Cappella Sistina

Immaginate il vostro hotel, ristorante, trattoria, pizzeria, bar a 360 gradi sul  vostro sito o sulla vostra pagina Facebook, Instagram, Twitter. Non serve più caricare video o virtual tours della vostra attività. Per preventivi e tariffe contattatemi via email: piodalcin@gmail.com

Questa foto è stata realizzata presso l’Hotel +Hotel dei Mellini  a #Roma dove sono stato ospite per tre giorni a febbraio dello scorso anno. Un Hotel fantastico che consiglio a tutti. Vicinissimo a S. Pietro (un chilometro circa). Stanze da sogno e servizio a cinque stelle. Una colazione da paradiso (a buffet). La fotocamera che uso è la  “Panono” una fotocamera a forma di palla che contiene ben 36 microcamere che scattano l’immagine contemporaneamente consegnando un risultato fantastico, sia dentro che fuori.

https://cloud.panono.com/a/y5mAeAZx81hT/embed?autorotate=true&direction=right&speed=slow

Stephen Hawkins has died. E’ morto il genio premio nobel. Aveva 76 anni


Stephen Hawkins has died- E’ morto il genio Stephen Hawkins, aveva 76 anni

Stephen Hawkins has died- E’ morto il genio 

Il mondo può rigenerarsi da solo anche tra 14 miliardi di anni ma l’Umanità sarà capace di autodistruggersi molto, molto prima. Per evitare questo è assolutamente necessario che si allarghi ad altri pianeti nell’Universo.” 

Il premio Nobel per la fisica è morto oggi nella sua casa, lascia la moglie e tre figli. 

“La mia malattia non mi ha impedito di vivere una vita e di avere una famiglia “normale”. 

E’ stato paragonato a Galileo e ha occupato la stessa cattedra di Newton. E’ stato paragonato ad Einstein.

“Vorrei essere ricordato dai miei figli come un buon papà e da tutti gli altri come uno che ha contribuito alla conoscenza dell’Universo.” L’uomo che è stato etichettato come il più intelligente sulla terra ha detto: 

“La mia disabilità non mi ha impedito di studiare, anzi , mi ha dato molto più tempo per pensare. Lo stesso vale per la scrittura, scrivo pianissimo, ma questo mi da il tempo di scegliere le parola con più cura”


(From ABC news ABC NEWS REPORTS HERE

Nobel Prize-winning physicist Stephen Hawking died early Wednesday morning, a family spokesman told ABC News. He was 76.
Hawking, who wrote several influential books including “A Brief History of Time,” was diagnosed with motor neurone disease in 1962.
PHOTO: Mathematical physicist Dr. Stephen Hawking in his office circa 1982. Bettmann Archive/Getty Images
Mathematical physicist Dr. Stephen Hawking in his office circa 1982.
The family did not disclose the cause of death, but said he “died peacefully” at his home in Cambridge, England.
“We are deeply saddened that our beloved father passed away today. He was a great scientist and an extraordinary man whose work and legacy will live on for many years,” the family said in a statement.
“His courage and persistence with his brilliance and humor inspired people across the world. He once said, ‘It would not be much of a universe if it wasn’t home to the people you love.’ We will miss him forever,” it added.
He leaves behind a wife, Lucy, and two sons, Robert and Tim.

Delitto di Rolle. Lo stesso sito del film “Finchè c’è Prosecco c’è speranza”


Mar
6

Delitto di Rolle.Finchè c’è Prosecco c’è speranza, strane analogie con la trama del film

Avviso ai naviganti: Tutte le foto e le informazioni sono copyright 2018 di pio dal cin. Si diffidano gli organi di stampa e chiunque ad usare entrambi senza l’esplicita autorizzazione dell’autore.

Rolle- (foto copyright 2018 pio dal cin)

Se guardate il trailer al secondo ’32 vedrete che appare il borgo di Rolle, dove si svolge la vicenda del film. Quando ho sentito del duplice omicidio consumatosi in questo luogo così remoto e suggestivo della nostra Provincia di Treviso, non ho potuto fare a meno di collegarlo al film girato sulle colline del Prosecco . Certo, l’unica analogia con la trama del film è la location. Nel fim  “Finchè c’è Prosecco c’è speranza“infatti si parla di un suicidio che poi verrà collegato a una serie di omicidi legati ad una storia più complessa. Tuttavia rimane questo dubbio. Il film parla di Rolle e pochi mesi dopo viene consumato un efferato delitto proprio in questa bellissima borgata poco distante da Follina. Nessuno crede alla rapina andata a male e tra poco sapremo la verità. Verrà fuori qualche amico, parente o conoscente che per motivi di vendetta ha consumato con cattiveria e ferocia un delitto che non ha niente a che fare con quello di Gorgo al Monticano dove vennero massacrati i coniugi Pellicciardi. A proposito trovo fuori luogo le dichiarazioni allarmistiche del figlio della coppia: “Assisteremo sempre più spesso a delitti de genere”

Difficilmente un ladro uccide con tanta ferocia,e se fosse stata una rapina sarebbero andati armati e organizzati in una villa più ricca e con diverse disponibilità economiche. La mia modesta opinione di reporter che ha lavorato anche a questi casi, è che si tratti di una vendetta personale. Non ci vorrà molto prima che i   RIS di Parma  trovino il colpevole e lo assicurino alla giustizia

Codognè – Muore in casa d’infarto Senegalese di 67 anni- Lo scoprono gli amici che non lo vedevano da giorni 


FEB
25

Codognè – Muore in casa d’infarto Senegalese di 67 anni- Lo scoprono gli amici che non lo vedevano da giorni

Le informazioni in questo post potrebbero risultare imprecise ed incomplete e comunque da verificare. Tutte le foto e le informazioni sono copyright 2018 di pio dal cin. Si diffidano gli organi di stampa e chiunque ad usare entrambi senza l’esplicita autorizzazione dell’autore.


             L’interno dell’abitazione di D.F. dove è stato rinvenuto il corpo del Senegalese 

 

                                                  Il sindaco Bet parla con gli amici D.F. 
 
                                L’esterno dell’abitazione di via Roma e la rimozione del corpo



D.F. di 67 anni, Senegalese, viveva da solo in una modesta casa dell’Ater in via Roma. Era seguito dai servizi sociali e soffriva di una disfunzione cardiaca. I suoi amici e connazionali, non vedendolo in giro da alcuni giorni hanno avvertito i carabinieri della locale caserma. Sul posto è arrivato per primo il comandante maresciallo Florio che ha allertato i vigili del fuoco arrivati subito dopo assieme al medico legale. I vigili hanno forzato  la porta di legno e hanno trovato il Senegalese riverso sul divano. Il medico legale ne ha constatato il decesso per infarto miocardico. Sul posto sono arrivati numerosi connazionali del Senegalese che come detto viveva da solo anche se (sembra) avesse famiglia nel suo Paese di origine. Viveva da molti anni a Codognè. Sul posto è arrivato anche il sindaco di Codognè avvocato Roberto Bet che assieme al comandante Florio ha disposto la rimozione della salma da parte della ditta Stefano Cattelan che ne hja curato il trasporto verso l’obitorio di Conegliano. Dati più precisi domani 26 febbraio quando aggiornerò questo post. (pio dal cin)

Disabilità e lavoro. Tutto da rifare!


Probabilmente arriveremo a sbarcare su Marte molto prima di aver organizzato il sistema di assunzione dei lavoratori disabili in Italia e (per quello che mi riguarda visto che ci abito) in Veneto. Da tre anni sono iscritto alle liste di collocamento obbligatorio e ad oggi non ho ricevuto ancora nessuna proposta di lavoro. Ho deciso di perseguire questa strada visto che in effetti la mia disabilità è dell’ OTTANTA percento. Soffro di una semiparesi agli arti inferiore e superiore sinistro. Non voglio nemmeno ripercorrere VIRTUALMENTE il calvario BUROCRATICO a cui viene sottoposta una persona con disabilità per iscriversi, espletare tutte le pratiche del caso, le visite, le controvisite, l’iscrizione all’ufficio provinciale, a quello di collocamento del territorio, e poi avanti con altre visite perchè durante la prima visita di accertamento una commissione di rimbambiti (sei persone che ti osservano e devono valutare la tua disabilità) non si sono accorti che zoppicavo e che PROBABILMENTE avevo un problema ANCHE all’arto inferiore.

E allora torna a correre , cosa deve fare  un povero disgraziato deve evadere per essere ammesso in questo olimpo di merda che niente ti regala se non una frustrazione dietro l’altra?. Si vergognino le istituzioni, si vergognino i politici, si vergognino i nostri governanti che prendono pensioni dorate mentre coloro che ne hanno veramente bisogno si trovano ogni giorno a lottare con una realtà che in teoria ti dice:” Sei disabile? Non preoccuparti, hai diritto ad un posto di lavoro, vedrai, ti sarà trovato” Mentre in pratica sei lasciato a te stesso e chi dovrebbe aiutarti si gira dall’altra parte probabilmente pensando :”Che si arrangi, chi se ne frega”

 METTIAMO I DISABILI NEI PUBBLICI UFFICI SENZA CONCORSI

Credo che una delle soluzioni più rapide ed efficaci sia quella di impiegare i disabili di una certa gravità nei pubblici uffici,sai, quegli uffici (senza nominarli) dove la gente non fa una mazza dal mattino alla sera ma viene pagata lo stesso. Devo fare un elenco?  Basta andare in un ufficio provinciale, regionale, statale e ne troverete a dozzine, come i funghi in stagione, sono dozzine di persone in un ufficio che non fanno una minchia, e allora perchè non occupare chi non ha la possibilità di aiutarsi? Partiamo dai disabili che hanno il 100% e scendiamo giù fino a quelli meno gravi, magari ci accorgeremo che potrebbero diventare delle RISORSE e che anche se sembrano incapaci potrebbero dae una mano in uffici dove si sa dal tempo dei dinosauri che non si fa un cazzo.

Ieri mi è stato fatto vedere l’annuncio di una legge che prevede l’impiego delle persone disabili (obbligatorio ) nelle ditte  che hanno da 15 a 35 persone. Sembra che dovranno pagare 135 Euro al giorno se non assumeranno un disabile e non saranno in ottemperanza di questa nuova legge. Credete che funzionerà? io dico di no. Si troveranno modi ed escamotages per aggirare la legge e questo ancora una volta andrà a scapito di coloro che hanno più bisogno di lavorare e magari non possono nemmeno cercarselo un lavoro perché sono bloccati da  una disabilità grave.

 CHI SI PRENDERA L’IMPEGNO ?

Mi sembra che il più disabile di tutti quì sia lo Stato e coloro che sono chiamati ad amministrare la cosa pubblica. Tra qualche giorno andremo a votare. Avete sentito UNO, dico UNO SOLO dei partiti in gioco spendere una sola parola per i DISABILI? Forse me lo sono perso, ma mi sembra che le emergenze siano altre.

Se pensate che il mio sia solo uno sfogo arrabbiato,provate voi, amministratori pubblici e politici in cerca di sedie e poltrone a “VESTIRVI” da disabile in questo “CARNEVALE BUROCRATICO” e ad andare e seguire il CALVARIO per l’iscrizione, la visita, la domanda (magari respinta come è successo a me) di una pensione, poi mi direte cosa ne pensate. NON succederà,lo so. Per voi, che magari avete due o tre lavori diversi e in più ricoprite un ruolo istituzionale queste sono cose che non vi sfiorano nemmeno. Almeno siate coerenti e non fate le foto ipocrite vicino ai portatori di handicap quando ne avete bisogno per attirare voti. Perchè magari i disabili non avranno un lavoro ma la possibilità di scegliervi con il proprio voto quella si.

 NON SIAMO TUTTI ALEX ZANARDI

In un Paese civile queste cose non si dovrebbero ne dire ne scrivere. Chi ha la possibilità di intervenire a modificare leggi che non funzionano dovrebbe farlo o cambiare mestiere.Purtroppo ormai da decenni la politica non si fa più per il bene comune, è solo un’altro modo per arricchirsi e per fare i propri interessi. Aspetterò che l’Uomo sbarchi su MARTE. Forse allora qualcuno si sarà dato da fare per cambiare le cose, almeno per coloro che sono considerati al limite della società, una società che fa di tutto per NON aiutarli

Ila, 18 anni mi ha insegnato a combattere. Oggi se ne è andata lasciando un vuoto nel mio cuore


 
Cara Ila,
Oggi mi hanno chiamato dicendomi che “Sei andata in cielo..” Sono contento di essere riuscito a farti questa ultima foto, tre giorni fa. Te ne sei andata alla venerabile età di diciotto anni e non tutti i tuoi amici possono dire di aver avuto la stessa fortuna. Non eri il “mio” cane, eri il cane di amici, ma anche questo non corrisponde al vero. Eri il cane di tutti. Vivevi fin da piccola in un piccolo paradiso terrestre ed eri circondata dall’affetto e dalle cure di chi ti aveva adottata ancora cucciola. Eri diventata la “mamma” di tutti i gatti che sono passati per la fattoria. Anche loro ti percepivano come una di loro, perchè avevi un cuore grande, eri docile e buona e come tutti i cani ci hai insegnato che l’amore ha diversi modi per esprimersi e che voi, angeli con la coda sapete amare ed insegnarci delle lezioni di vita che noi umani abbiamo dimenticato da troppo tempo. Quattro giorni fa, ti osservavo mentre riuscivi a malapena ad alzarti sulle game posteriori che ti avevano lasciato. Non volevi essere aiutata e con forza e tenacia riuscivi ad alzarti, a fare tre, quattro passi. E così facendo mi hai fatto capire che nella vita dobbiamo trovare sempre la forza di poterci rialzare con le nostre forze, anche se fossero le ultime. Avevo intuito che non ti avrei più rivista, ti ho coccolata, ti ho dato dei bocconcini prelibati, ti ho accarezzata, consapevole che anche tu non potevi rimanere con noi per sempre. Adesso riposi sotto un grande pino, da dove godi un panorama bellissimo. Mi hanno detto che non hai sofferto nel passaggio dal sonno alla morte dolce. Questo mi conforta. Sono convinto che avrai insegnato tante cose a tutti quelli che ti hanno conosciuto. Il cane è il diretto discendente del lupo e i Nativi Americani (maestri di vita e saggezza) considerano il Lupo “maestro di vita” “insegnante”.
CIao Ila. Ti ho voluto un sacco di bene anche se non eri il “mio” cane. Sei stata e sarai il cane di tutti. #ILa #Dogs #Angeliconlacoda #cani #angeliaquattrozampe #love #teachers

Ila, il cane che mi ha insegnato a tenere duro fino alla fine, senza arrendersi


Cara Ila,

Oggi mi hanno chiamato dicendomi che “Sei andata in cielo..” Sono contento di essere riuscito a farti questa ultima foto, tre giorni fa. Te ne sei andata alla venerabile età di diciotto anni e non tutti i tuoi amici possono dire di aver avuto la stessa fortuna. Non eri il “mio” cane, eri il cane di amici, ma anche questo non corrisponde al vero. Eri il cane di tutti. Vivevi fin da piccola in un piccolo paradiso terrestre ed eri circondata dall’affetto e dalle cure di chi ti aveva adottata ancora cucciola. Eri diventata la “mamma” di tutti i gatti che sono passati per la fattoria. Anche loro ti percepivano come una di loro, perchè avevi un cuore grande, eri docile e buona e come tutti i cani ci hai insegnato che l’amore ha diversi modi per esprimersi e che voi, angeli con la coda sapete amare ed insegnarci delle lezioni di vita che noi umani abbiamo dimenticato da troppo tempo. Quattro giorni fa, ti osservavo mentre riuscivi a malapena ad alzarti sulle game posteriori che ti avevano lasciato. Non volevi essere aiutata e con forza e tenacia riuscivi ad alzarti, a fare tre, quattro passi. E così facendo mi hai fatto capire che nella vita dobbiamo trovare sempre la forza di poterci rialzare con le nostre forze, anche se fossero le ultime. Avevo intuito che non ti avrei più rivista, ti ho coccolata, ti ho dato dei bocconcini prelibati, ti ho accarezzata, consapevole che anche tu non potevi rimanere con noi per sempre. Adesso riposi sotto un grande pino, da dove godi un panorama bellissimo. Mi hanno detto che non hai sofferto nel passaggio dal sonno alla morte dolce. Questo mi conforta. Sono convinto che avrai insegnato tante cose a tutti quelli che ti hanno conosciuto. Il cane è il diretto discendente del lupo e i Nativi Americani (maestri di vita e saggezza) considerano il Lupo “maestro di vita” “insegnante”.

CIao Ila. Ti ho voluto un sacco di bene anche se non eri il “mio” cane. Sei stata e sarai il cane di tutti. #ILa #Dogs #Angeliconlacoda #cani #angeliaquattrozampe #love #teachers

La morte ci insegna a vivere


Riflessioni sulla Morte che ci portano a vivere meglio

     Orologio del Duomo di Conegliano “Tutte feriscono, l’ultima Uccide”

Sorella morte

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male. 
(dal Cantico delle creature di S. Francesco)

DUE VITE E DUE MORTI MOLTO “DIVERSE”

Ieri, uscendo dal cimitero dopo il funerale di Mauro Soler, 55 anni

Leggi qui il post a riguardo ho visto l’epigrafe di un vecchio amico di famiglia, Antonio Tommasella Leggi qui il post a riguardo, 93 anni, due persone che conoscevo e che sembrano essere l’una il polo nord ed il polo sud dell’altra.

Impossibile paragonare le due vite, tanto erano diverse. Mauro aveva scelto un percorso non facile, doloroso per certi versi e ha lasciato la vita in un momento in cui normalmente si tirano un po’ i remi in barca e comincia (o dovrebbe perlomeno) in qualche senso la tranquillità in vista della vecchiaia.

Antonio, persona integra, di fede granitica,uomo buono e giusto che io amo paragonare ad un “Vecchio Patriarca Biblico” è arrivato alla soglia dei 93 anni e si è spento in silenzio,in punta dei piedi, dopo aver dedicato la sua intera vita all’amore per la moglie Anna Maria, ai figli e ai numerosi nipoti.

Antonio, una quercia che molte volte si è piegata alle tempeste della vita ma non si è mai spezzata, Antonio che ha trasmesso i valori di una vita Cristiana coniugata con il lavoro dei campi, com’era in uso agli inizi del ‘900, dove la fede ed il lavoro di contadino erano all’unisono e scandivano i giorni, i mesi, le stagioni, gli anni. Antonio, uomo semplice, buono, esempio per molti che ho sempre apprezzato e stimato dal profondo del mio cuore.

Mio padre  lo aveva voluto come suo testimone di nozze, e quando andavamo a trovarlo nella sua fattoria di campagna ero poco più di un bambino (anni Sessanta). Mi divertiva andare da “Tony”, lì c’erano le mucche, i vitellini, le galline,i conigli, i maiali. Oggi le chiamano “fattorie didattiche”, allora erano semplicemente le aie delle fattorie permeate dal buon profumo della stalla e dal fieno appena tagliato, ancora oggi due tra i miei profumi preferiti (il terzo è quello della pioggia che bagna l’asfalto caldo d’estate).

 SIAMO NOI A SCEGLIERE COME VIVERE

Mauro ha vissuto una vita “spericolata, di quelle fatte così”. Inutile andare a cercare le ragioni, inutile puntare il dito sperando di sdoganare i propri difetti e i propri peccati trovando in quelli degli altri peccati e difetti più grandi, sentendoci più bravi, più uomini perché abbiamo fatto un percorso migliore del suo. Ergersi a giudici delle altrui vite è uno “sport” molto diffuso in questa società diventata egoista e a volte troppo crudele. Mauro era buono, rispettoso, gentile. Era l’amico di tutti.

Quando sono uscito dal cimitero e ho visto l’epigrafe di Antonio ho riflettuto su questa “coincidenza”. Quello che ci accomuna come esseri umani, a prescindere da come decidiamo di vivere il nostro cammino terreno è la certezza della morte.

UN ARGOMENTO DI CUI SI PARLA POCO VOLENTIERI

Si parla poco volentieri di questo che è l’unico fatto certo della nostra vita. Prima o dopo toccherà a me, a te, a lui, a lei a tutti. Moriranno i Santi, i Papi, le brave persone, i politici (grazie a Dio moriranno anche loro), i ladri, gli assassini, le persone malvagie. Chi ha speso la sua vita per gli altri, i poveri, i ricchi (che lasceranno tutto agli altri) i lavoratori indefessi e i fannulloni, gli artisti e i pragmatici.le persone che non ridono mai ed i clowns. Due sono i giorni di cui non possiamo controllare la data: Il giorno della nostra nascita e quello della nostra morte. Non c’è tesoro al mondo che possa prolungare di un solo giorno la data in cui faremo il “check out”, il giorno in cui ci verrà chiesto di scendere dal treno della vita,quello stesso treno in cui siamo saliti senza saperlo e senza memoria il giorno in cui siamo venuti al mondo.

VIVERE MEGLIO RIFLETTENDO SULLAMORTE

Se riflettessimo di più sulla morte per assurdo vivremmo meglio. Invece no, quando si parla della morte siamo più propensi a cambiare discorso, per esorcizzarla, per cercare in qualche modo di allontanare quel fatidico giorno, quasi non ci appartenesse,quasi fossimo indenni. Pensando alla morte crediamo a tante cose, ma l’unica verità è che siamo appesi ad un filo sottilissimo. Questo dovrebbe (ma non succede) farci amare ed apprezzare la vita e tutte le cose (spesso le più semplici) che abbiamo, di cui non ci rendiamo conto. I soliti stereotipi “Basta la salute” ne racchiude molte. Provate a fare un giro per gli ospedali o più semplicemente prendere un’influenza, ci accorgiamo subito che sì,  tutto sommato quando siamo sani è più bello, possiamo fare tante cose. Abbiamo un lavoro? Provate a perderlo e non maledirete mai più i lunedì o i giorni festivi in cui dovete lavorare. Abbiamo degli affetti? Delle persone che amiamo e che ci amano? Questa è una delle più grandi ricchezze, eppure a volte si litiga, ci si offende, ci separiamo, creiamo delle insofferenze inutili dentro al nostro cuore perché pensiamo di essere immortali. Nessuno ovviamente lo è, ma molti giovani quando si mettono al volante non pensano che dietro la prossima curva può nascondersi la morte, specie quando guidano in preda all’alcool, alle droghe, e alla moderna maniera di fare incidenti mortali, l’uso dei cellulari alla guida. Prima di concludere questa riflessione che oggi non sono riuscito a contenere nella tastiera del mio PC, vorrei condividere la riflessione dello stesso poeta che ho citato ieri in occasione del post sull’amicizia che ho dedicato a Mauro, Kahlil Gibran, autore de Il Profeta un libro che consiglio caldamente a tutti per la sua grande saggezza. E’ sottile e si può leggere anche saltando da una parte all’altra, in quanto contiene dei piccoli capitoli che parlano delle cose della vita che ci accomunano.

Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell’eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l’impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.
Kahlil Gibran

Ciao Mauro, gli amici ti salutano oggi!


L’ultimo saluto a Mauro oggi. L’inno all’amicizia

Ci saranno tutti gli amici , oltre che ai famigliari oggi per l’ultimo saluto a Mauro. Lo voglio salutare con una poesia di un grande poeta Kahil Gibran, autore di un meraviglioso libro “Il Profeta”. Un inno all’amicizia perché Mauro era l’amico di tutti.Nella foto Mauro è insieme al suo grande amico Moreno, anche lui scomparso in giovane età. Mi piace pensarli insieme, ovunque si trovino, a ridere e scherzare come un tempo.
Mauro e Moreno in una foto degli anni 80

Di Kahil Gilbran – Dal libro “Il Profeta” – L’amicizia-

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.


Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:


La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero
non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Addio Grande Mauro. Ti sia lieve la terra!


 

 

Chissà se i giornali locali ti dedicheranno un articolo domani. Forse si, forse no. Nella tua breve ma intensa vita non sei stato  sindaco, né assessore né consigliere comunale. Non eri iscritto a nessun gruppo. Te lo scrivo io un articolo caro Mauro, dedicato con tutto il cuore a te che sei stato una persona semplice, che ha vissuto una vita semplice, piena di alti e bassi, di controversie, di battaglie combattute, vinte e perdute. Eri gentile e rispettoso degli altri. Forse sapevi che la vita ti stava scorrendo veloce tra le dita, ma avevi scelto tu come viverla, alla tua maniera, senza rompere le balle a nessuno. Al bar del Maxi oggi il clima è triste, quasi avessero tolto una delle colonne portanti. Quando scendevo dall’auto eri il primo a salutarmi. A volte mi fermavo a scambiare due chiacchere. Eri sempre di buon umore e sembrerà strano a tutti non vederti seduto con la sigaretta in mano a fare l’ennesima partita a scopa con gli amici. Tutti sapevano che non stavi bene, ma nessuno si aspettava che facessi un “check out” così veloce dall'”albergo della vita”.  Gli amici del bar hanno messo una cassetta di cartone dove vengono raccolte le offerte per regalarti domani, giorno dell’ultimo saluto un mazzo di fiori, per dirti che ti volevano e ti vogliono tutti  bene, che mancherai quando ci sarà la nuova partita a scopa, che mancherai ai tuoi figli, ai fratelli e alle sorelle, ai cugini, e alla tua mamma che con il cuore gonfio di dolore ti piange oggi, assieme a tutti quelli che hanno avuto l’onore ed il privilegio di conoscerti. Se i giornali non ti dedicheranno l’articolo che meriti, non importa. Molto spesso le persone più valide e meritevoli passano inosservate, solo perché la loro vita non ha visto i riflettori riservati spesso a chi si veste solo in apparenza con il vestito della “piece teatrale” che la vita richiede loro. C’è tanta ipocrisia, tanta falsità nel mondo d’oggi, e spesso sono coloro che dovrebbero dare l’esempio a cadere nella banalità di una vita spesa nell’egoismo e nel menefreghismo. Non è il caso tuo Mauro; con i tuoi limiti, le tue paure, la tua vita vissuta in salita ci hai insegnato che si può essere generosi, rispettosi, gentili e generosi,mostrando la nostra vera faccia, la nostra natura umana senza maschere ed ipocrisie. Sono sicuro che dal posto in cui sei ora ci stai osservando e magari ci aiuterai a farci passare il magone, perché tu eri così: semplice, rispettoso e generoso.amauro.JPG

Francesco Fregonese l’ultimo dei menestrelli è volato in paradiso


E’ mancato FRANCESCO FREGONESE Maestro del legno e ultimo dei Menestrelli





E’ mancato ieri all’affetto dei suoi cari Francesco Fregonese, “Cantastorie dell’Alto Livenza” Con lui, oltre che al papà, al marito, al nonno,se ne va un pezzo della nostra storia. Francesco, oltre che ad essere un bravissimo artigiano del legno, era l’ultimo dei CANTASTORIE. I locali più rinomati dei comuni dell’Alto  Livenza, a partire da Mansuè dove risiedeva con la moglie Paola, se lo contendevano per il suo modo allegro e unico di raccontare certe storielle in dialetto Veneto, oltre che alle barzellette. Un “mestiere” che era un hobby scaturito dalla passione di questo simpatico personaggio ad intrattenere e a portare il sorriso ovunque arrivasse. Con lui si chiude un capitolo della nostra Storia Veneta. I CANTASTORIE non esistono più ed hanno lasciato il posto a cabaret e a show televisivi, a spettacoli che nulla hanno dell’originalità e del pathos con cui personaggi come Francesco sapevano raccontare le loro storie coinvolgendo direttamente il pubblico che affollava le sale dei locali dove si esibivano. Grazie ad Annalisa Fregonese, amata figlia di Francesco e insostituibile  corrispondente del  +Gazzettino  di Treviso da molti anni, sono riuscito ad intervistarlo e a inserirlo a pieno merito nel mio ultimo libro. Nel video quì sotto Francesco racconta una delle sue storielle preferite, “El Sanser”. Il modo e l’allegria con la quale recita la storia e descrive un personaggio del passato, ci fa capire che abbiamo peso un tassello della nostra tradizione e del nostro modo originale di essere Veneti che non sarà però dimenticato. Grazie Francesco, per la tua allegria e per quello che hai insegnato a quelli che hanno avuto la fortuna ed il privilegio di incontrarti. Un abbraccio alla moglie Paola e alla figlia Annalisa.



Dal libro “Cuore Veneto, interviste e racconti della nostra gente”

FRANCESCO FREGONESE
Maestro del legno e ultimo dei Menestrelli

Francesco in questo video racconta la storiella del “Sanser” il mediatore che nei mercati del bestiame faceva da tramite nella compravendita.

Francesco mi accoglie con quel suo radioso e sereno sorriso nella
cucina dove mi ha accompagnato dal cortile la sua amata moglie
Paola. C’è un buon profumo di polenta abbrustolita che mi ricorda
l’infanzia, quando la polenta era buona anche a colazione nel latte,
(i nostri cornflakes ). Sapevo già che Francesco era un bravissimo
artigiano del legno. Avevo avuto modo di ammirare le sue opere
lignee come regali di compleanno per il suo nipotino Gregorio,

FRANCESCO E PAOLA

Scale a pioli , pialle, martelli, scope ceste, velieri. Ce n’è per tutti i
gusti. Tutto fatto a mano, con pazienza certosina e maestria.

“Dove ha imparato l’arte?” Chiedo a Francesco seduto davanti a
me mentre registro l’intervista. “Mi ha insegnato mio padre.

Eravamo undici tra fratelli e sorelle.

Tutti avevamo una certa predisposizione alla manualità, e nostro
padre ci ha insegnato i trucchi del mestiere.” Guardo e fotografo
gli oggetti di legno che la signora Paola ha disposto con cura sul
tavolo. Sembrano usciti dalla bottega di Mastro Geppetto tanta è la
dovizia di particolari.

Un piacere poter constatare ancora una volta dove porta la
creatività. Non finisco mai di stupirmi di fronte alla maestria con
la quale certe persone come Francesco riescono a realizzare delle
vere e proprie opere d’arte e farle passare per normalità
quotidiane.

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